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  • 34 minutes ago
“Attraverso atti di esecuzione, la Commissione elencherà tutti i cosiddetti fornitori ad alto rischio”. A quel punto, “la vera sfida sarà creare un meccanismo multilivello che affianchi, a una valutazione del rischio condotta a livello europeo, un meccanismo che consenta di preservare gli strumenti normativi adottati nel frattempo in ambito nazionale, rendendoli però fra di loro coerenti e interoperabili. Il rischio è anche quello di creare distonie a livello di mercato, perché si pone un problema di disponibilità di tecnologie alternative e di capacità professionali delle risorse umane nella sostituzione degli apparati critici”. Lo ha detto Stefania Ducci, capo divisione strategia e politiche di cybersicurezza in ambito Ue Acn - Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, all’evento ‘Tecnologia, potere, regole: la nuova partita della sovranità europea’, organizzato da Adnkronos e Open Gate Italia, presso Palazzo dell’Informazione a Roma.

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00:04Nel CSA2 invece si verrà introdotto una sorta di blacklist, ossia attraverso dati di esecuzione la Commissione elencherà i cosiddetti
00:12fornitori ad alto rischio.
00:14Come si conciliano ovviamente questi due estremi se vogliamo? Allora, occorre tenere in considerazione il fatto che la vera sfida
00:25non è probabilmente scegliere tra il livello europeo e quello nazionale.
00:30La vera sfida è creare un meccanismo multilivello che affianchi a una valutazione del rischio condotta a livello europeo, un
00:39meccanismo che consenta di preservare i meccanismi, gli strumenti normativi adottati nel frattempo in ambito nazionale però rendendoli fra di
00:50loro coerenti ed interoperabili.
00:53Dobbiamo tenere conto la necessità anche di attuare una transizione graduale proporzionata perché chiaramente l'impatto del phase out e
01:01della sostituzione di componenti ai siti critiche non è affatto uguale nei diversi stati membri.
01:08Quindi il rischio è anche quello di creare distonie a livello di mercato perché si pone anche un problema di
01:15disponibilità di tecnologie alternative e anche delle capacità professionali, di risorse umane, nella sostituzione degli apparati critici.
01:26Quindi si pone anche un problema di costi perché poi quando pensiamo alla necessità di sostituire questi apparati, se guardiamo
01:33all'ambito non solo nazionale ma anche europeo, è chiaro che a fronte di un forte aumento della domanda vi
01:42sarà anche la necessità di sopperire a un'esigenza di sostituire queste componentistiche
01:47e anche però la necessità di evitare un rialzo eccessivo dei prezzi di questi componenti, la sostituzione dovrà essere fatta
01:56in termini assolutamente ragionevoli perché se pensiamo al termine di 36 mesi per un phase out possono non essere sufficienti.
02:05Abbiamo l'esperienza maturata non solo da alcuni stati membri dell'UE ma soprattutto da paesi della sfera anglosassone dove
02:15questa operazione è già stata fatta per le reti mobili e dove i tempi che erano stati dati sono almeno
02:24doppi.
02:25Dobbiamo tenere a mente la certezza del diritto e il coinvolgimento degli stati membri perché sulla base chiaramente delle normative
02:33nazionali come il Golden Power nel frattempo gli operatori economici hanno effettuato degli investimenti sulla base di autorizzazioni e prescrizioni
02:42già adottate
02:43e quindi è chiaro che eventuali misure in ambito europeo non possono che basarsi su criteri assolutamente oggettivi trasparenti e
02:53su valutazioni del rischio appunto condotte a livello unionale.
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