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Trascrizione
00:05Sono stati presentati oggi i numeri del 2025 delle fondazioni di origine bancaria,
00:11numeri record che non si vedevano da 17 anni. Io mi trovo in compagnia del Presidente Giovanni
00:16Azione e le chiedo subito, ci può parlare di questi risultati e come sono stati raggiunti?
00:21Partiamo dal numero più importante per noi che è quello delle erogazioni, cioè la nostra
00:25capacità di intervenire sul territorio. Abbiamo superato 1 miliardo e 400 milioni come sistema
00:31delle fondazioni, oltre il 30% in più rispetto all'anno scorso e se devo dire potremmo aggiungere
00:38a questo 1 miliardo e 400 milioni i 440 milioni che paghiamo al fisco, che è sempre un'azione
00:44che speriamo tutti sia funzionale rispetto al territorio.
00:48Per quanto riguarda gli obiettivi, lei si è focalizzato molto sulla povertà educativa
00:52e sulla ricerca, anche innovazione, come mai?
00:54Perché sono i due tasselli fondamentali. Da un lato abbiamo la necessità di intervenire
00:59sulle fragilità. Intervenire sulle fragilità vuol dire sostanzialmente intervenire fin da
01:04piccoli, quindi la povertà educativa è in qualche modo un'area prioritaria di intervento.
01:09Lo è tradizionalmente per le fondazioni che hanno lanciato un progetto nazionale sulla
01:13povertà educativa ormai da diversi anni. L'altro tassello però è quello del futuro,
01:19quello della ricerca, quello dell'innovazione, quello che ci consente di sviluppare,
01:24creare quelle risorse che possono poi essere utilizzate per intervenire sulle fragilità.
01:28fragilità. Intervenire sulle fragilità senza risorse non è possibile, lavorare sulle risorse
01:33senza essere in una società coesa non è quello che noi vogliamo.
01:37Per quanto riguarda adesso lo scenario, è in atto un vero e proprio risico bancario,
01:41il settore è davvero in fermento. Come giudicano questa situazione?
01:45Le fondazioni come la stanno guardando?
01:48Teniamo conto innanzitutto di un fatto che rispetto alla nascita delle fondazioni di origine
01:52bancari oggi la presenza tra gli azionisti è più diluita e molto meno concentrata rispetto al passato.
01:59Però è indubbio che, soprattutto su alcune realtà, primo per tutti intesa San Paolo,
02:05c'è una presenza dell'azionariato che è una presenza molto importante.
02:08Noi riteniamo che sia necessaria una compresenza di due tipi di soggetti nel sistema bancario italiano.
02:14Dei soggetti che possano competere per dimensioni, forze, competenze a livello almeno europeo.
02:20Ricordiamoci che la principale banca europea è circa un patrimonio,
02:24una capitalizzazione che è circa un settimo della principale banca americana.
02:28Quindi abbiamo bisogno di campioni europei.
02:30Però contemporaneamente è importante che ci siano sui territori anche delle banche di interesse locale
02:35che possano essere in grado di cogliere in modo molto puntuale e specifico le esigenze di quel territorio.
02:40In particolare, lei è coinvolto anche per quanto riguarda la Fondazione Carriploc,
02:44l'operazione di Intesa San Paolo su MPS. Come la vede? Che sviluppi può dare?
02:49Noi riteniamo di essere, diciamo, abbiamo già ragionato nei nostri organi di indirizzo su questa operazione
02:55e il giudizio è estremamente positivo. È un giudizio che è coerente con la visione che io davo un attimo
03:00fa,
03:01cioè con una visione della necessità di sviluppare un campione nazionale.
03:05Devo dire che la presenza delle fondazioni nel nazionariato di Intesa San Paolo
03:09si sposa con un sistema di valori che è molto coerente.
03:12È un istituto bancario che guarda alla società, guarda alla collettività, guarda al futuro
03:17e le testimonianze che sono apparse negli anni quando si è creato questo gruppo
03:23per fasi di aggregazioni successive, sono sempre state quelle di un gruppo
03:27che è stato attento ai singoli territori e ha mantenuto l'identità dei territori
03:33all'interno di un gruppo più ampio.
03:34Proprio per questo c'è un tema di prezzo e c'è anche un tema di paura del territorio,
03:39tant'è vero che c'è stato anche dei dialoghi con il Sindaco di Siena.
03:42Che messaggio bisogna mandare anche in termini di struttura, di attenzione al territorio?
03:47Guardi, sicuramente noi non possiamo intervenire nella gestione della banca
03:51e sarebbe gravissimo che lo facessimo.
03:54Quello che dico è che se guardiamo alla storia dei processi di acquisizione di Intesa San Paolo
03:59è una storia che ha raccontato delle operazioni di successo,
04:05quindi una capacità di realizzare l'integrazione
04:07e anche una capacità di rinnovare le competenze di diversi soggetti bancari
04:12mantenendo però un forte legame con i territori.
04:15Senta, a proposito di operazioni, oggi c'è l'operazione prende via quella di poste su TIM, come la vede?
04:22Mi sembra un'operazione estremamente interessante perché il Paese ha bisogno di infrastrutture.
04:27Il sistema bancario è un'infrastruttura, il lavoro delle fondazioni è, se mi posso permettere,
04:32un'infrastruttura sociale di questo territorio, abbiamo bisogno anche di infrastrutture tecnologiche
04:38e l'accoppiata poste TIM credo che possa dare un'infrastruttura tecnologica importante per questo Paese.
04:44Un'ultima domanda, insomma siamo adesso quasi pazzi, manca pochissimo alla prossima manovra finanziaria,
04:49sappiamo che c'è bisogno di risorse.
04:52Lei pensa che il Governo possa cercarle nelle banche e in tal caso quale sarebbe la sua posizione?
04:59Aspetta al Governo valutare le necessità del Paese e le modalità più opportune per rispondere a questa necessità.
05:08Io faccio solo un'osservazione, essendo le fondazioni azionisti delle banche,
05:14quello che noi abbiamo nel momento in cui diminuisce la possibilità di creare dividendi
05:19è una riduzione delle possibilità di interventi filantropici per le fondazioni.
05:24Dicevo prima, già 400 milioni sono quello che il sistema delle fondazioni dà al fisco ogni anno.
05:31Grazie.
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