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  • 5 days ago
“La pneumologia italiana, come altre specialità, sta attraversando una fase di profonde trasformazioni. La capacità di adattarsi alle sfide del Servizio sanitario nazionale e regionale è oggi essenziale per rispondere ai bisogni dei pazienti”. Lo ha detto Raffaele Scala, presidente dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo) intervenendo a “Parole alla medicina - Le voci delle Società scientifiche italiane”, progetto realizzato da Fism in collaborazione con Adnkronos. Secondo l’esperto, l’aumento delle patologie respiratorie croniche impone un cambio di paradigma: “Non possiamo più ragionare solo in termini di cura, ma serve una filiera che includa prevenzione, diagnosi precoce, aderenza terapeutica, monitoraggio e gestione delle riacutizzazioni, fino alle fasi più avanzate della malattia”. Scala ha sottolineato anche il ruolo della prevenzione e della diagnosi precoce: “molte patologie respiratorie sono inizialmente silenti e vengono intercettate troppo tardi, quando il danno è già avanzato e spesso irreversibile, con un impatto significativo anche sui caregiver”. Tra i principali fattori di rischio resta il fumo, ma anche condizioni emergenti come i disturbi respiratori del sonno, spesso associati a obesità, sedentarietà e cattivi stili di vita. “Serve una rete assistenziale che coinvolga medicina generale, specialisti e scuole, perché la prevenzione deve partire molto prima dell’insorgenza della malattia”, ha aggiunto. Infine, “il respiro è spesso dato per scontato, ma non lo è. Mentre molte persone controllano regolarmente pressione e colesterolo, pochi si occupano della funzione respiratoria, anche in presenza di fattori di rischio. Serve maggiore consapevolezza: il sistema respiratorio è centrale per la salute dell’intero organismo” ha poi concluso.

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Transcript
00:10Oggi parliamo di pneumologia e lo facciamo con uno dei massimi esperti nazionali che tra l'altro
00:15è anche presidente della società scientifica di riferimento che è l'AIPO. Grazie professore
00:20per essere qui con noi. Grazie a lei, grazie a voi. Allora la pneumologia la conosciamo,
00:26è una specialità molto importante, articolata, impegnativa, che di fatti caratterizza tanti aspetti del quotidiano
00:36ed ha anche delle caratterizzazioni molto importanti. La società scientifica di fatti rappresenta e racchiude
00:45la parte soprattutto ospedaliera e all'interno del Servizio Sanitario Nazionale. Ma oggi qual è la situazione
00:53della pneumologia italiana? La pneumologia italiana, così come altre specialità, sta vivendo delle fasi
01:01di profonde trasformazioni. È chiaro che poi la flessibilità, la dinamicità, la capacità di adattarsi
01:08a quelle che sono le sfide del sistema sanitario nazionale, poi anche regionale e distrettuale,
01:13rappresenta uno degli ingredienti più importanti per poter rispondere in primo luogo alle richieste
01:20dei nostri pazienti. Purtroppo dal punto di vista epidemiologico i numeri sono in continuo incremento
01:25e dall'altro andare nella stessa direzione e avere anche la collaborazione di quelli che sono
01:31i decisori, le istituzioni. Quindi è chiaro che noi siamo partiti, se ci guardiamo indietro,
01:37dall'epoca della tisiologia, l'organizzazione per le problematiche legate alla tubercolosi.
01:43Adesso abbiamo bisogno di una strutturazione per un altro tipo di pandemia che ci sta investendo,
01:48che sono principalmente le malattie croniche e respiratorie, per le quali dobbiamo inserire
01:53una filiera di interventi che vanno sicuramente dalla prevenzione, prevenzione primaria, dal trattamento,
02:00dalla valutazione dell'aderenza al trattamento, il monitoraggio e la prevenzione poi di quelle che sono
02:05le ospedalizzazioni. Ma al tempo stesso poi dobbiamo dare risposte anche al cittadino e alle persone
02:10che hanno malattie già strutturate e quindi anche per trattare le acuzie, quindi avere un'unità di cure
02:15che siano specializzate, che possono andare sul territorio e possono gestire anche le fasi avanzate
02:20e a volte purtroppo anche di fine vita di queste malattie stesse.
02:24Ecco Presidente, ma ci aiuti un po' a intendere, quali sono le principali esigenze della preomologia
02:31e soprattutto quando bisogna andare da un preomologo?
02:36Sicuramente bisogna conoscere quelli che sono i fattori di rischio.
02:40I fattori di rischio sono i sintomi segni campanello, diciamo che possono essere premonitori
02:46di inizio di malattie che molto spesso sono silenti, danno pochi disturbi nelle fasi iniziali
02:55e che poi quando vanno a strutturarsi, a svilupparsi in maniera più definita, raggiungono una fase
03:04di minore reversibilità e quindi impattano poi sulla qualità di vita, ricordiamo non soltanto
03:09del paziente stesso ma anche del caregiver.
03:11Se facciamo l'esempio quindi del soggetto che non considera adeguatamente l'esposizione
03:18al fumo, è uno dei primi fattori di rischio, non solo, come un fattore nocivo, può arrivare
03:24all'attenzione dello preomologo molto tardivamente quando già c'è un'insufficienza d'organo,
03:28quindi la dipendenza dall'ossigeno, addirittura anche dai ventilatori meccanici.
03:32Quindi sicuramente lo preomologo va coinvolto molto più precocemente però in contesto di
03:40sistema, in contesto di rete, rete che riguarda sicuramente come primo alleato la medicina
03:46generale, ma direi anche prima perché anche la formazione delle scuole è piuttosto deficitare
03:52in senso sanitario e in senso specifico di cattivi stili di vita.
03:56Ricordiamoci che un'altra pandemia che riguarda per esempio le malattie respiratorie, lo sanno
04:00molte persone che ci stanno magari ascoltando, è quello delle disturbi respiratorie del sonno
04:06che si associa diciamo a una contestualità di non seguire quello che fa bene per la vita
04:12del paziente e quindi l'incremento di peso, la scarsa attività fisica, la dipendenza dai
04:19social che oltre ad avere impatti psicologici ce l'ha anche dal punto di vista della salute
04:24del respiro.
04:25Quindi è chiaro che poi è tutta una rete che si deve sviluppare anche al di fuori
04:30e quindi deve essere trasmesso e quindi reso chiaro, visibile, ripetuto e noi stessi
04:37medici lo facciamo poco, anche specialisti, per evitare, prevenire, che poi si aggiunga
04:43a situazioni veramente molto gravi e reversibili che poi pesano sulla spesa sanitaria.
04:48Ma Presidente ci infaccia diciamo qualche esempio, come ci si prende cura dei polmoni?
04:53Cura dei polmoni, ecco, bisogna pensare che il respiro non è qualcosa di scontato, quindi
05:01noi adesso stiamo respirando, ci sembra qualcosa diciamo di estremamente naturale e quindi nell'immaginario
05:11collettivo uno pensa che fin quando respira senza avere nessuna percezione non ha nessun
05:20problema e quindi non si sente autorizzato, non sente la necessità, non sente l'input di
05:29andare a effettuare dei controlli.
05:32Faccio un esempio molto banale, io credo che se chiediamo a 100 persone che ci ascoltano
05:37quanti di loro, pure in assenza di sintomi, hanno controllato per esempio la pressione
05:42arteriosa sistemica o hanno controllato il colesterolo, la glicemia, io credo che andremo
05:47sicuramente sopra al 50%, se chiediamo alle stesse 100 persone quante volte hanno misurato
05:54invece il respiro, pur magari andando a lavorare in un ambiente a rischio, essendo esposto a fumo
06:00passivo, attivo eccetera, probabilmente se raggiungiamo 10 persone è già tanto, quindi
06:06è questo che manca la consapevolezza, sapere che l'apparato respiratorio è altrettanto
06:12vitale, qui non parliamo di classifica, relatoria, il più importante è il cuore, il polmone,
06:16il cervello e il reno, qui parliamo di tutto l'organismo, perché chiaramente quando anche
06:20il cuore funziona male, il reno funziona male, è chiaro che anche il polmone e il cervello,
06:24quindi bisogna entrare in questa valutazione olistica in cui il respiro però purtroppo viene
06:29considerato ancora, se vogliamo parlare calcisticamente, come ancora nella serie, nella Lega Pro.
06:35Ecco, inserci.
06:37Va bene, grazie per questi elementi che ci hanno fatto intendere, l'importanza della promologia
06:43ma soprattutto il contributo che la sua società scientifica, che è una delle più grandi società
06:47scientifiche accreditate per il suo ministero, offre quotidianamente tanto alla popolazione
06:52con il supporto anche divulgativo e informativo, ma anche ai vostri soci, alla vostra rete per tutto
06:57quello che riguarda, tutto il tema legato anche alle innovazioni.
07:00Grazie Presidente.
07:02Grazie a voi.
07:03Grazie.
07:06Grazie.
07:11Grazie.
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