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  • 2 mesi fa
Roma, 15 lug. (askanews) - Per Gian Marco Luna (Direttore del CNR-IRBIM): "La transizione ecologica non può essere affrontata senza una conoscenza scientifica profonda del Mar Mediterraneo. Solo attraverso dati, monitoraggi di lungo periodo e ricerca sarà possibile gestire in modo sostenibile le risorse marine, comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici e accompagnare la blue economy verso un futuro più resiliente e competitivo. La scienza deve essere la bussola che consente di trasformare le sfide del cambiamento climatico in opportunità di sviluppo sostenibile per il mare, la pesca e le comunità costiere".L'intervento a Trapani in occasione "Sicilia tra minaccia climatica e opportunità. Energia, paesaggio, pesca e sviluppo: come costruire una transizione condivisa". L'evento è stato promosso da Fondazione UniVerde, CNR-DSSTTA (Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente), Stazione Zoologica Anton Dohrn - Sicilia e CNR-IRBIM (Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine) con il patrocinio del Libero Consorzio di Trapani.

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Trascrizione
00:00Nel mio ruolo di direttore dell'istituto CNR IRBIM, che è l'istituto del CNR che si occupa di studiare
00:06la biologia marina, la biodiversità e quindi banalizzando la vita nei nostri mari,
00:13ho portato un po' quelle che sono le nostre esperienze di ricerca su alcuni temi oggetto del convegno di oggi,
00:19in particolare le nostre ricerche sulla pesca,
00:21in un contesto di rapido cambiamento, di cambiamento climatico e come la nostra ricerca può essere utile a mettere insieme
00:30le esigenze di questo importante settore della Blue Economy.
00:34Da ricercatore dobbiamo rimanere sempre ottimisti perché è chiaro che l'impatto dell'uomo sui nostri mari è sempre più
00:41forte, è sempre più evidente,
00:43ma solo attraverso la ricerca scientifica potremo mettere in campo quelle azioni a tutela dei nostri mari.
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