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  • 1 giorno fa
L’Ocse, l’associazione che raccoglie i Paesi più industrializzati, ha di nuovo lanciato l’allarme. I salari italiani non hanno recuperato quanto perduto in valore rispetto al periodo pre-Covid. Anche se sono un po’ saliti nei primi mesi di quest’anno, entro la fine dell’anno potrebbe calare ancora il potere d’acquisto dei nostri stipendi. E comunque la perdita non è di poco conto: mediamente è del 6,1%.Un danno non di poco conto e una tendenza pericolosa, mentre gas e petrolio corrono ancora verso l’alto per le tensioni dovute ai nuovi bombardamenti reciproci tra America e Iran nello Stretto di Hormuz. Ma quello che disturba di più è che i motivi, il perché i nostri salari, a differenza di quelli francesi o tedeschi, non riescono a recuperare l’inflazione, si conoscono. E li ha ricordati ancora una volta il capo economista dell’Ocse, Andrea Garnero.Il primo è legato al fatto che, mediamente, i lavori svolti dagli italiani sono a basso valore aggiunto. E cioè non in settori come la tecnologia o l’innovazione, dove è più facile introdurre aumenti. Anche se la sensazione è che, anche in quei campi, un ingegnere elettronico italiano guadagni molto meno di un ingegnere elettronico tedesco.La seconda ragione è che la contrattazione collettiva è troppo lenta e non riesce a recuperare l’inflazione. Mediamente, sempre, si va ben oltre i classici tre anni previsti. Basterebbe introdurre una sorta di obbligo annuale; altrimenti si dovrebbe dare il via libera ad aumenti automatici basati sull’indice Istat dell’inflazione. Ma anche quando la contrattazione si fa, questa garantisce ben pochi aumenti salariali. In ogni caso, la scorsa primavera più di un lavoratore su tre non aveva il contratto rinnovato.E allora siamo molto contenti di vedere che l’occupazione aumenta. Lo saremmo di più se si pagassero meglio i lavoratori, a cominciare da quei giovani di cui tutti parlano ma di cui pochi, concretamente, si interessano.

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00:03Prezzi in salita, salari fermi. Ma il rimedio ci sarebbe. L'Ox, l'associazione che raccoglie
00:09i paesi più industrializzati, ha di nuovo lanciato l'allarme. I salari italiani non
00:15hanno recuperato quanto perduto in valore rispetto al periodo pre-Covid. Sono saliti
00:23un po' nei primi mesi di quest'anno, ma a fine 2026 potrebbero calare ancora, almeno
00:30per quanto riguarda il potere d'acquisto. E comunque la perdita non è di poco conto,
00:35mediamente del 6,1%. Un danno importante e una tendenza pericolosa, mentre gas e petrolio
00:42corrono ancora verso l'alto per le tensioni dovute ai nuovi bombardamenti reciproci tra
00:49America e Iran nello stretto di Hormuz. Ma quello che disturba di più è che i motivi,
00:55il perché i nostri salari, a differenza di quelli francesi o tedeschi, non riescono a
01:01recuperare l'inflazione, si conoscono. Li ha ricordati ancora una volta il capo economista
01:06dell'Oxe, Andrea Carnero. Il primo è legato al fatto che mediamente i lavori svolti dagli
01:13italiani sono a basso valore aggiunto, e cioè non in settori importanti, avanzati come la
01:20tecnologia o l'innovazione, dove è più facile avere aumenti salariali. Anche se la sensazione è
01:27che persino in quei campi un ingegnere elettronico italiano guadagni molto meno di un ingegnere
01:34elettronico tedesco. La seconda motivazione è che la contrattazione collettiva è troppo lenta
01:41e non riesce a recuperare l'inflazione. Mediamente sempre si va ben oltre i classici tre anni previsti
01:50e allora basterebbe inserire una norma, come già funziona all'estero, una sorta di obbligo
01:57annuale a firmare i contratti, altrimenti si dovrebbe dare il via libera ad aumenti automatici
02:04basati sull'indice Istat dell'inflazione. Ma anche quando la contrattazione si fa a questa
02:10garantisce ben pochi aumenti salariali e in ogni caso la scorsa primavera più di un lavoratore
02:17su tre non aveva il contratto rinnovato. E allora siamo molto contenti di vedere che
02:23l'occupazione aumenta. Lo saremmo di più se si pagassero di più i lavoratori, a cominciare
02:29da quei giovani di cui tutti parlano ma pochi concretamente si interessano.
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