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  • 2 giorni fa
Per la benzina spendiamo meno oggi di 15 anni fa? La risposta purtroppo è sì. Ogni volta che confrontiamo i prezzi, soprattutto nel lungo periodo, ci dimentichiamo di quella tassa ingiusta che si chiama inflazione. Con un euro nel 2011 compravamo molte più cose di quelle che compriamo oggi. E così arriviamo al paradosso spiegato anche da Carlo Cottarelli sulle pagine del Corriere della Sera, che ha rivelato come dopo il taglio delle accise dello scorso marzo, addirittura spendevamo per fare il pieno meno della media degli ultimi 55 anni. I dati sono dell’Osservatorio conti pubblici della Cattolica. Si tratta di numeri che fanno riflettere. Perché pagheremo la benzina anche meno, ma proprio a causa dell’inflazione i nostro stipendi sono rimasti al palo. Anzi, non hanno recuperato in media nemmeno quello che valevano prima del Covid. Ecco che il costo della benzina colpisce i nostri portafogli e sembra farci male molto di più, anche se teoricamente i numeri ci direbbero il contrario. Tutto questo ci fa comprendere quanto, per esempio, non rinnovare un contratto nei tempi stabiliti possa influire sulla vita dei lavoratori. Pensate che a fine dicembre c’erano più di 5 milioni di dipendenti che avevano il contratto scaduto. Ecco che ancora una volta basterebbero quelle riforme che non costano per ridurre il disagio degli italiani. Invece che spaccarsi la testa in cerca di soldi che lo Stato non ha, o inventarsi l’ennesimo bonus per questa o quella categoria, perché non si mette una sorta di termine entro il quale si devono rinnovare i contratti?  Sei mesi, un anno,  per dare un po’ di fiato a quei salari che come sappiamo non riescono a recuperare potere d’acquisto dai tempi del Covid. Qui non si tratta di buona o cattiva politica e nemmeno di destra o sinistra, ma solo di buon senso e buona amministrazione. Che è forse il più alto deficit che l’Italia e gli italiani pagano salatamente. 

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00:03Per la benzina spendiamo meno oggi di 15 anni fa. Davvero? La risposta purtroppo è sì. Ogni
00:12volta che confrontiamo i prezzi, soprattutto nel lungo periodo, dimentichiamo quella tassa
00:18ingiusta che si chiama inflazione. Con un euro nel 2011 compravamo molte più cose di quelle
00:26che compriamo oggi. E così arriviamo al paradosso spiegato anche da Carlo Cottarelli sulle pagine
00:34del Corriere della Sera. Ha rivelato come dopo il taglio delle accise dello scorso marzo addirittura
00:43spendevamo per fare il pieno meno della media degli ultimi 55 anni. I dati sono dell'osservatorio
00:53conti pubblici della Cattolica. Si tratta di numeri che fanno riflettere perché pagheremo
00:59la benzina anche meno. Ma proprio a causa dell'inflazione i nostri stipendi sono rimasti
01:05al palo. Anzi, non hanno recuperato in media nemmeno quello che valevano prima del Covid.
01:14Ecco che il costo della benzina colpisce i nostri portafogli e sembra farci male molto
01:21di più, anche se teoricamente i numeri ci direbbero il contrario. Tutto questo ci fa
01:28comprendere quanto, per esempio, non rinnovare un contratto di lavoro nei tempi stabiliti
01:34possa influire sulla vita di quei lavoratori. Pensate che a fine dicembre c'erano più di
01:415 milioni di dipendenti che avevano il contratto scaduto. Ecco che ancora una volta basterebbe
01:48fare una di quelle riforme che non costano per ridurre il disagio degli italiani, invece
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02:01per questa o quella categoria. Perché non si mette una sorta di termine entro il quale
02:08si devono rinnovare obbligatoriamente i contratti? Sei mesi, un anno, per dare un po' di fiato
02:15a quei salari che, come sappiamo, non riescono a recuperare potere d'acquisto sin dai tempi
02:22del Covid. Qui non si tratta di buona o cattiva politica e nemmeno di destra o sinistra, ma
02:29solo di buon senso e buona amministrazione, che è forse il più alto deficit che gli italiani
02:37e gli Italia pagano molto salato.
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