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  • 2 days ago

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00:00È sempre una grandissima emozione, perché capisci che se riusciamo a far passare i messaggi
00:06ai ragazzi che hanno partecipato oggi, i ragazzi se lo porteranno avanti per tutta la vita.
00:12E quindi sono le emozioni che si trasmetteranno agli anni a venire e quindi potranno anche
00:20in qualche modo essere sensibili nel caso si dovesse presentare la necessità di dare
00:25mano a un compagno o a un familiare. Poi è bello poter parlare un po' di questioni tecniche,
00:33spiegare un po' come sono fatte le protesi, perché poi casomai qualcuno si potrà appassionare
00:36anche a questa attività e casomai venire poi a dare una mano a Vibos o nelle nostre filiali
00:42per dare una mano ai nostri assistiti e ai nostri attiviti. Quindi penso che è importantissimo
00:47lavorare sui giovani e tentare di mostrargli delle strade, delle possibilità e poi sono
00:53sicuro che la loro passione li saprà guidare nel futuro a concretizzare questa passione
00:59che sicuramente nascerà in loro. La nostra attività come Centro Protesi e INAI si inquadra
01:03all'interno di una visione che l'istituto ha e porta avanti da decenni in collaborazione
01:10con il Comitato Italiano Paralipico. Uno non si potrebbe chiedere cosa c'entra l'infortunio
01:15sul lavoro con lo sport, no? Perché? Perché in realtà ci dà una visione, dà una prospettiva.
01:21Ovviamente sappiamo che un infortunato sul lavoro deve affrontare un momento di ricostruzione
01:27della sua vita dopo l'infortunio, dopo l'anno che ha subito. È importante capire che c'è
01:34una prospettiva oltre l'infortunio ed è una prospettiva che addirittura può portare
01:39a dei successi olimpici, paralimpici, che è una cosa meravigliosa perché è il massimo
01:45dell'espressione del successo e della possibilità. Quindi la prima cosa è capire che lo sport
01:52può dare una mano a superare le difficoltà attuali e noi tentiamo come istituto di costruire
01:58una rete intera di attività attorno a questo concetto che va dal supporto a ottenere il
02:06dispositivo, avere un dispositivo costruito su misura, capire dove poter praticare lo sport
02:11grazie alle collaborazioni che ci sono con il CIP, avere dei corsi di formazione dedicati
02:16o di gruppo e quindi avere veramente una gestione di nuovo globale di questa attività.
02:23Poi devo dire che il nostro regolamento protesico dell'istituto è assolutamente lungimirante
02:28a livello internazionale perché di fatto dà una tale ricchezza di dispositivi fornibili
02:35come protesi o artesi e l'adattamento dell'ausilio che difficilmente trove uguale a livello mondiale.
02:42Allora noi abbiamo seguito in particolare due degli atleti che sono qui con noi alle Paralimpie
02:48di Riccardo Cartani e Jacopo Luntini. Abbiamo costruito per loro delle protesi di atto superiore
02:56che fossero dedicate per riuscire a praticare al meglio e cariggiare al meglio con lo sport.
03:05In particolare un'attività all'interno della loro competizione è molto importante per essere
03:10aiutata dalla protesi che è il momento della spinta. Quindi abbiamo costruito con i tecnici
03:16di Vigorso delle protesi che fossero intanto molto comode da indossare, che creassero problemi
03:25durante l'allenamento e la competizione e avessero poi una forma della parte terminale della protesi
03:31adatta proprio per riuscire a essere congruente con il cancelletto di spinta, con le manopole di spinta
03:37e darsi in maniera efficace proprio la propulsione iniziale per superare il momento del cancelletto
03:43e le parti iniziali perché sappiamo che arrivati ai livelli di questi grandi atleti
03:48anche pochi centesimi di secondo possono fare una differenza sulla gara.
03:52E nel momento della spinta è un momento assolutamente fondamentale.
03:56I dispositivi ovviamente sono stati costruiti su misura per loro, dopo molte iterazioni,
04:02molte discussioni, molti tentativi e speriamo di aver costruito dei dispositivi che per loro
04:08siano stati utili e efficienti per cariggiare il meglio.
04:10Grazie.
04:10Grazie.
04:11Grazie.
04:11Grazie.
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