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00:02Ben 60.000 metri quadrati di fondale marino ispezionati, oltre 30 reti fantasma lunghe fino
00:09a 260 metri, pari all'incirca un grattacielo di 100 piani, recuperata a una profondità di 40-60
00:15metri e centinaia i metri quadrati di fondale finalmente liberati. È il risultato dell'operazione
00:22Gosnez condotta dall'ISPRA lungo la costa siciliana tra Augusta e Siracusa. L'intervento,
00:28parte del progetto Marine Ecosystem Restoration, finanziato dal PNRR, è stato realizzato con il
00:33supporto di Castalia, Conisma e Marevivo e ha permesso di recuperare varie tipologie di reti,
00:39a strascico, da posta, grovigli di cime, lenze e nasse e di liberare specie protette rimaste
00:44intrappolate. Con questa operazione centinaia di metri quadrati di habitat pregiati potranno
00:50gradualmente tornare a respirare e favorire la ricolonizzazione da parte delle specie marine
00:55circostanti, hanno spiegato i ricercatori di ISPRA. Los Angeles e la sua area metropolitana
01:02sono state colpite da devastanti incendi boschivi alimentati dall'interazione di diverse condizioni
01:09meteorologiche e idrologiche, quali la bassa umidità, le alte temperature e i forti venti.
01:14Come già avvenuto per molti degli eventi estremi degli ultimi anni, il cambiamento climatico ha
01:20contribuito a rendere la catastrofe molto più grave. Il progetto Climameter, finanziato dall'Unione
01:25Europea e dal Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica, il CNRS, ha sviluppato uno
01:31studio rapido per analizzare l'influenza dei cambiamenti climatici sugli incendi nella città
01:36americana. L'analisi indica con un livello di certezza medio-alta che le condizioni meteorologiche
01:42molto rare possono essere attribuite ai cambiamenti climatici causati dall'uomo. Tra gli elementi che hanno
01:47scatenato gli incendi di Los Angeles, temperature fino a 5 gradi più calde, aree che dopo una lunga
01:53siccità si sono rilevate fino al 15% più secche e venti fino al 20% più forti rispetto al
02:00passato.
02:02Le bonifiche del SIN di Venezia Porto Marghera sono ferme al palo, ostaggio di burocrazie e
02:07finanziamenti che rischiano il continuo stop e tagli. Attualmente sono stati bonificati solo il 21%
02:14della superficie a terra e lo 0,1% della falda. Una negligenza che va avanti da decenni e di
02:20cui
02:20fanno le spese ai cittadini e lo sviluppo del territorio, ancora relegato ad attività industriali
02:26inquinanti. Per il SIN Veneto chiediamo lo sblocco delle risorse per il risanamento ambientale,
02:31l'implementazione di controlli e monitoraggi continui e partecipati e la rigenerazione dell'area
02:37attraverso progetti di transizione ecologica. Con questo messaggio ACLI, AGESCI, ARCI,
02:43Azione Cattolica Italiana, Legambiente e Libera intendono segnare un nuovo inizio per il SIN di
02:48Venezia Porto Marghera, che è stato al centro del terzo appuntamento della campagna Eco Giustizia
02:54Subito, di cui sono promotrici. L'obiettivo della tappa e in generale della mobilitazione va oltre la
03:00denuncia e punta a far assumere alla politica e alle istituzioni locali e nazionali un impegno concreto
03:05sulle bonifiche, che procedono a un passo non adeguato all'emergenza ambientale e sanitaria.
03:12La Guardia Costiera Italiana è stata impegnata mercoledì scorso in un'operazione complessa a
03:17seguito di un incendio divampato sulla piattaforma petrolifera Rospo Mare B, situata a circa 10
03:23miglia nautiche a largo di Vasto, nel mare Adriatico, per il quale non sono state segnalate persone ferite
03:29né tracce di inquiramento in mare. L'intervento, coordinato dal Centro Nazionale del Soccorso Marittimo
03:34della Guardia Costiera, ha visto l'immediato intervento di motovedette, risorse aeronavali
03:39e la collaborazione di mezzi specializzati per affrontare l'emergenza. Tra questi, il supply
03:45Vester Shark, unità di supporto alla piattaforma Rospo Mare B, equipaggiato con capacità estinguenti,
03:51con a bordo le 26 persone evacuate dalla piattaforma e interessata dall'incendio e da quelle limitrofe.
03:56La Guardia Costiera Italiana, attraverso il suo reparto ambientale marino, opera in stretto
04:01coordinamento con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ed è in costante
04:05contatto con il Dipartimento della Protezione Civile.
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