00:00Quali sono gli obiettivi che l'IPD si pone?
00:03Innanzitutto bisogna insistere su migliorare i servizi sociosanitari, perché quando abbiamo
00:12realizzato un progetto in collaborazione con il Censys, abbiamo avuto come risultato uno
00:20spaccato di quello che è la realtà territoriale nazionale ovviamente.
00:25In questa ricerca abbiamo visto che c'è un'enorme differenza territoriale presente sul nostro
00:37territorio nazionale, quindi bisogna un po' creare delle condizioni uguali a quelle che
00:45ci sono in realtà in altre regioni, ci sono regioni del nord che ovviamente sono all'avanguardia
00:51per determinati servizi, mentre a sud delle isole questi servizi sono molto carenti e
01:00questi incidono su quello che è la condizione di vita della persona con sindrome di Down
01:04e non solo, ma va ad agevolare anche il ruolo del famoso caregiver oppure appunto dei familiari
01:12che vivono e che assistono le persone con sindrome di Down.
01:15Il Ministro per la disabilità parla spesso del progetto di vita proprio anche in questo
01:21senso, quindi creare una condizione che sia diversa per ogni persona.
01:27Allora il discorso è questo, il Ministro parla bene e è riuscito anche ad imprimere un'accelerazione
01:35sugli enti locali per far funzionare questi servizi. La realtà è che alcuni enti locali
01:44si trovano un po' spiazzati su questo, non so per quale motivo, forse per formazione, per
01:52mancanza di fondi, questo non so bene, però è un dato di fatto che praticamente il 50% delle
02:01persone che entrano nel progetto di vita, solo il 23% viene preso in considerazione,
02:09mentre l'altra percentuale è solo di facciata, solo un impegno da parte del Comune, ma poi
02:14non si concretizza in nulla.
02:16La regione migliore in Italia per l'autonomia di vita e le persone con sindrome di Down c'è
02:25l'Emilia Romagna che lo dimostra anche il fatto che abbiamo poche sezioni nostre, perché
02:34appunto ci sono i servizi, allora le famiglie non sentono la necessità di associarsi per avere
02:42consulenze, per avere supporto, perché la regione fornisce il progetto di vita, la presa
02:50in carico della persona, quindi da come nasce la persona con sindrome di Down, bambino ovviamente,
02:56viene subito presa in carico e quindi gli si fa un percorso già ben delineato, invece
03:02in altre regioni siamo noi famiglie a capire dove è il centro per poter andare, quale può
03:10essere lo specialista adatto e ci si muove diversamente.
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