00:00Maurizio Carta è docente all'Università di Palermo, docente di urbanistica e anche
00:06assessore al Comune di Palermo, urbanistica, centro storico, mobilità. Con Maurizio Carta
00:15parliamo di quello che sta accadendo nelle nostre città, parliamo del disastro dell'alluvione
00:21nell'Emilia Romagna, di quest'acqua che cade in quantità sproporzionata, sicuramente
00:28problemi legati al cambiamento climatico, però anche a città e anche a territori e a
00:35terreni che non riescono più neanche ad assorbire, neanche con il tempo riescono ad assorbire
00:42questa massa d'acqua. Da un punto di vista di studioso, questi errori che sicuramente l'uomo
00:51ha fatto nella costruzione di queste città, come si rimedia, come si interviene in queste
00:58emergenze. Grazie, grazie direttore. Io penso che il punto che hai sottolineato è un punto
01:06cruciale, perché noi dobbiamo capire che per troppo tempo l'umanità, soprattutto l'umanità
01:12urbana, ha pensato di potersi liberare dalle dinamiche della natura, ritenendo che la nostra
01:18ingegneria, la nostra potenza, le nostre risorse potessero espellere la natura dalle città,
01:25facendo diventare le città degli organismi totalmente artificiali, dimenticando, ma soprattutto
01:30dimenticando in Italia, dove l'abbiamo inventato il modello, diciamo, diverso, che il rapporto
01:36tra artificiale e naturale, tra permeabile e impermeabile, ha fatto delle nostre città
01:41dei meravigliosi sistemi insimbiosi con la natura. A un certo punto la natura l'abbiamo
01:46tentata di esperla, per diversi motivi, ovviamente una sorta di bulimia del costruito.
01:53Allora oggi la questione, soprattutto nei confronti dell'acqua, a parte ovviamente la
01:58riduzione delle cause del cambiamento climatico, ma non è soluzione di poco tempo, come possiamo
02:03capire. Il problema è come gestire, come adattarci al cambiamento climatico e far sì
02:09che in qualche modo le città non abbiano queste situazioni drammatiche. Tutti noi oggi
02:14compatiamo il dramma tremendo delle medie romane e di altre parti dell'Italia centrale.
02:19Allora, il mio pensiero, anche sconfortato da studi e dai processi che stiamo immaginando
02:26a Palermo, è che piuttosto che tentare in maniera vana di irregimentare l'acqua, che
02:33inevitabilmente diventa in certe volte anche un'amplificazione dei danni dell'acqua, noi
02:39dobbiamo tornare a far sì che le città siano porose. E quello che stanno facendo moltissime
02:44città significa deimpermeabilizzare, cioè togliere l'asfalto ovunque sia possibile.
02:50Cioè lì dove progressivamente, per esempio, pedonalizziamo un'area, lì l'asfalto non serve
02:54più. Toglierlo significa che quell'area comincerà ad aiutare l'assorbimento dell'acqua.
02:59Fare la stessa cosa lungo le coste o lungo gli argini fluviali. Cambiare in qualche modo
03:06anche il modello di progettazione di alcune opere della città. Io penso per esempio a
03:12tutto il tema delle grandi infrastrutture stradali, ferroviarie o metropolitane. Far sì che mentre
03:18si realizzano queste grandi opere si realizzano anche delle vasche di laminazione. Abbiamo bisogno
03:23che l'acqua torni a fluire dentro la città, non tentare di arginarla o sperare che non arrivi.
03:32Quindi è proprio un modello di città. Ed è, ripeto, il nostro tradizionale modello
03:36di città. Una città che ha sempre dialogato con le acque, sia le acque fluviali, le acque
03:42marittime, ma anche le acque fluviali.
03:45Ecco, Maurizio Carta, città aumentate, dieci gesti barriera per il futuro, il margine.
03:51Vittorio è un libro prezioso, pieno di buone idee, pieno di ragionamenti su questi argomenti
03:57che poi diventano appunto delle tragedie, delle tragedie annunciate. Ecco, a
04:02assessore, dieci gesti barriera per il futuro. Quali sono questi gesti che occorre e fare
04:08per preservare, diciamo, le nostre città, il nostro modo di vivere, insomma?
04:14Nel libro appunto li elenco come dei gesti necessari. Prendo a prestito questa locuzione
04:20di Latour dei gesti barriera, cioè di gesti che possiamo fare come amministratori, come
04:25cittadini, come progettisti, per contrastare le crisi. E noi viviamo ormai in una situazione
04:33di crisi ricorrente. Avevamo appena usciti da quella pandemica e siamo entrati in quella
04:38bellica e poi c'è quella energetica e così via e ce ne saranno. È proprio la nostra
04:44dimensione della contemporaneità, quello di abitare la crisi. Allora, questi gesti barriera
04:49servono a far sì che le città diventino la soluzione ai problemi che le città stesse
04:54producono, perché io continuo ancora a credere alla città come la nostra migliore forma
04:59dell'insediamento. Però appunto servono delle azioni, le elenco rapidamente. Una, la necessità
05:05che la città diventi più sensiente, cioè più capace di percepire i problemi in tempo
05:10reale. Oggi questo la tecnologia ci permette di farlo in maniera molto rapida, perché siamo
05:16circondati da dati e da sensori. Noi stessi ormai con i nostri dispositivi telefonici siamo
05:22dei sensori ambulanti. Immaginate di fare la stessa cosa collocando dei piccoli sensori
05:28negli autobus che camminano nelle città. Quanti dati producono questi sensori ambulanti?
05:34La seconda necessità, il secondo gesto è quello di diventare più collaborativa. Serve
05:40una collaborazione aperta, trasversale, orizzontale tra tutti i soggetti istituzionali e non. Serve
05:48una città più intelligente, cioè che sappia utilizzare la collaborazione, i dati e c'è
05:53tutto il tema dei cosiddetti gemelli digitali. Cioè poter avere una simulazione digitale della
05:58città che permetta in anticipo di sapere quali sono gli effetti e gli impatti, perché
06:03in alcuni casi è troppo tardi quando l'impatto si manifesta. Il quarto gesto barriera è tornare
06:09nelle nostre città produttive. Noi abbiamo vissuto quella stagione in cui sembrava che
06:13le città dovessero essere solo erogatrici di servizi e che quindi dovessero espellere
06:19tutta la produzione. Certo, va espulsa la produzione industriale che non ha più senso
06:24nella città, ma quella preziosa produzione manifatturiera, artigianale, le nuove manifatture
06:29digitali sono fondamentali. Ulteriore gesto, il gesto della creatività. La creatività è
06:35una grande risorsa urbana e oggi le città creative dell'UNESCO, le capitali europee o
06:41italiane della cultura ci dimostrano quanto cultura e creatività siano dei fattori di
06:45competitività. Il gesto della resilienza si connette a quello che dicevamo prima, cioè
06:51la necessità delle città di adattarsi al cambiamento, anche imparando dalle crisi, perché
06:57le crisi si imparano, non si subiscono soltanto gli effetti. Il gesto barriera del policentrismo,
07:07la necessità che le città tornino ad essere policentriche e quindi città in cui non ci
07:13sia più il conflitto centro-periferia, ma le città tornino ad essere un sistema di
07:18quartieri differenziati, anche con il modello della città dei 15 minuti che si sta sperimentando
07:26anche in Italia, Milano per esempio o anche a Roma c'è un assessorato specifico. Il gesto
07:32della fluidità e quindi torna il tema dei rapporti con l'acqua, sia con l'acqua come
07:38problema ma anche l'acqua come grande opportunità, c'è tutto il tema dei rapporti tra la città
07:43e i porti, tra la città e le coste. Il gesto della strategia, il gesto più importante,
07:50il gesto della strategicità. Noi dobbiamo tornare ad essere strategici, che non significa
07:56soltanto avere una visione, significa sapere come perseguire quella visione, sapere con
08:01chi negoziare, sapere con chi fare accordi e soprattutto, perché il tema, ed è un tema
08:06che per esempio le modalità frenetiche di utilizzo del PNRR ci impongono, sapere chi
08:13fa cosa e quando, perché se siamo tutti affollati nella fase di partenza, poi andiamo in una sorta
08:19di burnout amministrativo, in cui non riesci più a produrre nulla ma pensi di stare agendo,
08:26invece stai soltanto affollando qualsiasi procedura. Allora, questi gesti barriera sono gesti che
08:32secondo me servono da fare tutti simultaneamente, come una grande sinfonia, serve un accordo.
08:38Queste sono le note, ma bisogna ovviamente poi città per città modulare quale è più
08:44rilevante e quale in qualche modo può venire dopo.
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