00:00Potenziare i centri di essenza specialistica che adesso esistono, farne di meno e piĂą grandi, coinvolgendo in essi tutti gli
00:10specialisti di diabetologia che operano in quel territorio.
00:13Fare in modo che queste strutture siano in grado di erogare tutta l'assistenza necessaria allo screening completo delle complicanze,
00:22fare in modo che in queste strutture almeno una volta nella vita venga assistito, venga visto qualunque persona con diabete.
00:30Poi però, ovviamente, le stesse persone che abitano queste strutture, in queste si formano e crescono, secondo una precisa organizzazione,
00:40una precisa turnazione, andranno anche a popolare quei punti di prossimalizzazione, come le case della salute, le case di comunitĂ ,
00:49che saranno incentivate e potenziate dal PNRR.
00:52E' questo dove è necessario in persona, dove è possibile sfruttando quelle strade telematiche che già abbiamo, ma che vanno
01:02implementate, costruite ancora di piĂą e potenziate, in maniera che esista una rete che metta in comunicazione virtuale costante la
01:12specialistica di diabetologia, altre specialistiche, la medicina generale.
01:17E' dove questo è possibile, perché c'è un sufficiente grado di alfabetizione informatica, la persona con diabete. Si parla
01:25di una razionalizzazione del territorio.
01:27E poi, più che di multidisciplinarietà , io parlerò di multiprofessionalità . Nel senso che in questa struttura diabetologica deve ovviamente operare
01:36lo specialista in endocrinologia e diabetologia, ma anche l'infermiere dedicato al diabete,
01:41anche dove è possibile, anzi necessariamente il dietista o la dietista, dove è possibile lo psicologo, il potologo, lo specialista
01:52dell'umore e della comunicazione dello stato emozionale.
01:58Poi da qui gli specialisti possono anche ruotare nei punti del territorio.
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