00:26Partiamo da un presupposto e
00:27teniamolo ben fisso. La fede è un dono, non l'esito di uno sforzo. E alla luce di questa intuizione
00:36comprendiamo bene perché Gesù loda Dio, perché ha rivelato i segreti del regno ai piccoli, invece
00:42li ha nascosti ai dotti e ai sapienti. I piccoli sono i semplici, ma sono anche identificati con i
00:51bambini, che sono coloro che di fatto ricevono tutto, sono coloro che sono sempre nella posizione
01:00di ricevere qualsiasi elemento, qualsiasi aspetto della propria vita come un dono e non certo come
01:06l'esito del proprio sforzo. Viceversa i sapienti, i dotti, sono coloro che fanno dipendere il successo
01:13della propria vita unicamente dal proprio impegno, dal proprio sforzo, dai propri risultati. Il bambino
01:19invece è nella posizione di ricevere. Qualsiasi cosa gli arriva è qualcosa che riceve, come
01:25testimonianza di un dono, di una presenza. Fa molto pensare il fatto che uno dei più grandi
01:31teologi della storia della Chiesa, Sant'Ommaso d'Aquino, che ha scritto migliaia e migliaia di
01:38pagine di altissima e finissima teologia, sul finire della vita quasi quasi volesse bruciare
01:44tutto perché l'immensità che aveva scritto la riteneva il nulla davanti alla bellezza e
01:50all'immensità di Dio. E tutti noi magari conosciamo delle persone che magari non hanno grandi titoli
01:56di studio, però hanno una sapienza nel accogliere, nel vivere la vita che viceversa altre persone,
02:03dottoroni e quant'altro, non hanno. E te ne accorgi proprio da una beatitudine, una felicità,
02:09una serenità di fondo. Allora anche noi oggi per la nostra vita proviamo a cogliere veramente
02:15come ogni aspetto di quello che ci capita, veramente come un dono e non legare la nostra
02:21felicità all'esito dei nostri risultati perché sì, rischiamo magari di metterci tanto sudore
02:28e chissà quale risultato. Invece dall'altra parte c'è un Dio che non vede l'ora di donare,
02:33donare e donare. A noi solo la piccola fatica dell'accoglienza.