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  • 5 ore fa
Ultima puntata di "Saluti dalla Calabria", cibo per l'anima a Serra San Bruno e Brattiro

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Novità
Trascrizione
00:00Musica
00:30Che fa mangi da sola?
00:32No
00:39Quest'ultima tappa del nostro viaggio la dedichiamo alla musica popolare
00:44e a questi musicisti indomiti capaci di riscoprire una tradizione enorme che ci sa ancora emozionare
00:54A mio paese il signor Fugliese Bruno, conosciuto da tutti come il suo Bruno
01:00era un maestro di musica, insegnava il mandolino, la lira, la visarmonica, la chitarra
01:07e la sera nella sua casa, povera casa, aveva una stanza grande con dei cassoni intorno alla stanza
01:16tutti i ragazzi siedevano lì e diceva spesse volte
01:21statano attenti figlioli a come io parlo
01:26che queste cose oggi mi pare un po' importante ma domani cosa sapi?
01:35Si preoccupava perché stava diventando anziano e chiese a Reginaldo D'Agostino di scrivere
01:42prendere appunti sui suoi saperi
01:45e Reginaldo scrisse dei quaderni in dialetto
01:49perché quello si diceva in dialetto
01:51Reginaldo ragazzino scrive in dialetto
01:54e c'è scritto in una pagina
01:57una cosa quando è scritta è meglio
02:00perché pur a nari cent'anni
02:02una mente sapiente
02:05è una mano che un po' garbata la può fare
02:09ovvero una cosa quando è scritta è sempre meglio
02:15perché una mente sapiente
02:18una mano garbata
02:20tra cento anni la potrebbe anche compiere e realizzare
02:33in Calabria esiste la lira calabrese
02:36però la lira calabrese non può essere identificata in un solo modello
02:43perché tante volte erano gli uomini stessi a costruirsi la propria lira
02:48prendendo le misure dalla lira dell'amico
02:53e non sempre era lo stesso legno
02:58prima parlavamo tra di noi
02:59prima di fare la registrazione
03:01il legno di Sambuco
03:03introvabile
03:04ma la lira di legno di Sambuco
03:07è una lira
03:09oppure la lira di pero selvatico
03:12non si trova questo pero selvatico per farlo
03:17io ho tre tavolette di pero selvatico
03:20che custodisco l'Ian nello studio
03:26questo è pero selvatico
03:29ha un colore che è qualcosa di fantastico
03:34devo fare le lire di questo
03:36questa non è una lira
03:38questo è un altro strumento
03:44ma il pero selvatico è uno strumento che non viene usato
03:52però diceva il suo zio Bruno
03:54che le lire bisognava farle di frutto
03:57alberi di frutto
03:58quale poteva essere l'albicocco
04:02il prugno
04:03il gelsa
04:07diceva la noce
04:09la noce sì
04:10però non ha quel
04:13un tinnio
04:15non era molto un tinnusa
04:18molto sonora
04:19la musica serve sempre sostanzialmente a questo
04:23cioè a condividere
04:24non è una questione singolare
04:26è una questione plurale
04:28una questione
04:28la musica è la cosa più democratica che possa esistere
04:31perché se c'è armonia vuol dire che c'è democrazia
04:34e questa è una cosa fondamentale
04:37sono dei valori che
04:38come dire
04:39si possono trasmettere solo facendo
04:41solo suonando
04:42solo cantando
04:43solo bevendo insieme
04:45solo ballando
04:47eccetera
04:48prima della musica
04:50dovremmo capire che
04:52specialmente sulle musiche tradizionali
04:54c'è una funzione sociale
04:55cioè la musica arriva come una
04:57una conseguenza
04:59a quello che è la vita di ogni giorno
05:01cioè al pascolo delle capre
05:03al mietere il grano
05:07ad abbacchiare le olive e quant'altro
05:09che ora ovviamente
05:10non esistono più
05:11l'abbacchiatore di olive
05:12perché c'è lo spoditore elettrico
05:13non c'è più
05:14il mugnaio
05:15perché c'è la farina erdiva già confezionata
05:17però
05:18tutto quello che è lo schema sociale
05:19che vivono
05:20che viviamo
05:21per fortuna
05:22viviamo nei paesi
05:23nei piccoli contesti
05:24quindi le serenate
05:25le feste
05:26dentro le case
05:27questa è l'essenza della musica tradizionale
05:30e la musica è sempre
05:31una conseguenza
05:33a quello che avviene
05:33cioè tu ti trovi sempre
05:35prima a tavola
05:35a mangiare e a bere
05:36poi prendi lo strumento
05:37non arrivi con lo strumento
05:39e poi mangi e bevi
05:39mangi e bevi
05:40e poi suoni
05:41diciamo che la globalizzazione
05:45ha messo in disparte
05:47quello che era la musica
05:49la musica tradizionale
05:50quando ci furono le grandi migrazioni
05:52subito dopo le guerre
05:55verso le americhe
05:56verso il nord Europa
05:58la gente ha cominciato a dimenticare
06:00quello che erano i repertori
06:02tradizionali
06:03e anche il fatto
06:04che cambiava anche il contesto societario
06:08quindi le famiglie
06:09cominciavano a far studiare
06:10i propri figli
06:12quindi i figli si ritrovavano
06:14nelle grandi città
06:16a studiare
06:17e quindi si dimenticavano
06:19quella che era la tradizione
06:20anche per vergogna
06:21perché vedevano come una macchia
06:23su loro stessi
06:25quella che era la propria tradizione
06:28e quindi si è andata a dimenticare
06:30un pochettino
06:30tutto quello che era il repertori
06:32soprattutto in questa zona qua
06:33questa zona qua
06:34è difficile trovare gente
06:36che canta o che suona
06:38senza titolo
06:40titolo a scelta
06:42mi dichiaro a sconto
06:43benissimo
06:44prego
06:45ma
06:58Grazie a tutti.
07:29Grazie a tutti.
07:50Grazie a tutti.
08:16E poi c'è quel particolare laghetto, che è la statua dentro.
08:53Si diceva possedessero il maligno e fossero posseduti e quindi venivano scagliati dentro l'acqua gelida per come azione proprio
09:04di ripulitura dell'anima e del corpo.
09:09Secondo me c'è tanta di quell'arte, di bellezza, l'abbiamo vista pure per strada.
09:17Le edicole votive, non me l'aspettavo una regione così spirituale, sinceramente.
09:26Peraltro le edicole votive, che ora sono tutte più o meno restaurate, sono comunque più antiche e sono sempre messe
09:33ai crocevia tra un paesino e l'altro, proprio perché la funzione loro era quella potrofaica, cioè di tenere lontano
09:40il maligno, di tenere lontano il male.
09:42D'altronde ci sono dei libri di antropologi calabresi, mi ricordo perfettamente di aver letto Il Ponte di San Giacomo,
09:51di un famoso antropologo, etno-antropologo dibiriatico, Lombardi Maria Satriani.
09:57E si diceva che addirittura ci fosse un demonietto che usciva anche dalle fontane dell'acqua, la pianeta, pianeta, planeta,
10:05sì, per cui bisognava stare attenti quando i bambini bevevano l'acqua dalle fontane perché potevano mandar giù questa piccola
10:14strega fluida che poteva praticamente nervosire e impossessarsi di questi bambini.
10:22Anche l'acqua qui doveva essere addomesticata.
10:24Qui è stato trovato il corpo di San Brunone.
10:30Nel dormitorio?
10:31Sì, nel dormitorio lui qui viveva perché fu mandato nell'anno 1000 dal Papa, fu mandato come arcivescovo di Reggio
10:41Calabria, ma poi evidentemente il suo desiderio di remitaggio lo ha portato tra questi boschi e qui ha fondato questa
10:50chiesa.
10:51E forse ha ritrovato anche il suo ambiente tedesco.
10:54Esattamente.
10:54Tedesco, diciamo.
10:55Esattamente, sì.
10:56Delle foreste di Colonia.
10:57E 500 anni dopo, dalla morte del santo, i suoi monaci hanno fondato la Certosa, quindi introducendo in Italia l
11:06'ordine dei Certosini per la prima volta.
11:09Questa è la prima Certosa dell'ordine dei Certosini in Italia.
11:11Delle tre in Italia.
11:12Delle tre che sono in Italia, esattamente.
11:26Si finisce qui, alla Calabria, a questo meraviglioso viaggio fatto insieme.
11:32Una serie di persone meravigliose.
11:34Prodotti fantastici, grandissima amicizia, generosità, disponibilità, scenari meravigliosi, arte, cultura, natura.
11:45Mare dello Ionio.
11:46Ci rivediamo al prossimo viaggio, Arcangelo.
11:48Alla prossima.
11:48Alla prossima.
11:49Alla Calabria.
11:49E al re peperoncino.
11:51Al re peperoncino.
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