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  • 10 ore fa
Roma, 25 giu. (askanews) - Il mercato delle energie rinnovabili in Italia sta attraversando una fase ricca di contraddizioni: a fronte di una domanda esplosiva per le comunità energetiche, la nuova capacità installata nel 2025 si è fermata a 5.620 MW, registrando un calo del 8,8% rispetto all'anno precedente a causa dei limiti strutturali della rete elettrica nazionale. In questo scenario complesso, il fotovoltaico non è più una tecnologia da spiegare, ma una leva economica concreta per imprese e territori. La vera sfida, oggi, è rendere il sistema capace di trasformare questa domanda in investimenti realmente realizzabili e bancabili.È in questo contesto di mercato che emerge eGreen, realtà con sede operativa a Cosenza e legale a Milano, guidata da Pierluigi Benemerito. Attivo nel settore dal 2011, Benemerito ha impresso all'azienda una direzione chiara: eGreen non si posiziona come semplice installatore, ma opera come ESCo (Energy Service Company) certificata, un operatore strutturato in grado di ridurre il rischio decisionale e operativo di chi investe. Il modello di business si fonda su un approccio che integra indissolubilmente competenze tecniche, solidità esecutiva e visione finanziaria, quest'ultima maturata dal founder anche attraverso una precedente esperienza nel settore fintech in cui ha fondato e gestito una piattaforma di lending crowdfunding.Questo approccio integrato si traduce in un accompagnamento totale del cliente: dall'analisi preliminare alla realizzazione dell'impianto, fino alla gestione degli incentivi e alla manutenzione. Un elemento di forte differenziazione sul mercato è l'introduzione di una garanzia contrattuale sulla produzione: se l'impianto fotovoltaico non produce i kilowattora messi nero su bianco in fase di progettazione, eGreen interviene economicamente per coprire la differenza, dimostrando una solidità progettuale che rassicura gli investitori in un settore a volte percepito come opaco.La capacità di un operatore strutturato si misura anche nella gestione delle complessità infrastrutturali. A fronte di tempi di allaccio che in alcune zone della Calabria e non solo hanno superato anche i due anni e mezzo, eGreen ha introdotto rigorosi protocolli interni nella fase preliminare per valutare l'effettiva fattibilità tecnica e temporale dei progetti. Benemerito evidenzia un paradosso: la transizione energetica richiede più impianti rinnovabili, ma in molte aree la rete non offre ancora una visibilità operativa sufficiente per programmare gli investimenti con rapidità. Mappe e indicatori pubblici aiutano a capire se un'area è potenzialmente critica, ma prima della TICA non consentono sempre di valutare con sufficiente certezza quanta capacità sia realmente disponibile, con quali opere e in quali tempi dichiara Benemerito e continua proprio questa incertezza crea un collo di bottiglia che rallenta la scelta di un operatore come eGreen nel decidere se puntare su un determinato territorio con soluzioni di autoconsumo diretto, produzione o, eventualmente, con progetti legati alle BESS, contribuendo alla stabilizzazione della rete .È proprio in questo spazio, tra domanda dei territori e complessità della rete, che il ruolo di un operatore strutturato diventa decisivo. Perché la transizione energetica non si misura solo nei grandi piani nazionali, ma anche nella capacità di trasformare iniziative locali in progetti tecnicamente sostenibili, finanziabili e gestibili nel tempo. Sul terreno, qualcosa si muove dal basso. Ad Arena, in provincia di Vibo Valentia, lo scorso autunno sei imprenditori locali hanno promosso una comunità energetica rinnovabile basata su un impianto da 858 kWp, oggi in fase di realizzazione ed atteso operativo entro fine anno. Un progetto che una ricaduta sul territoriale potenziale su circa 500 famiglie, affidando a eGreen per l'impostazione complessiva del progetto dalla valutazione preliminare alla strutturazione tecnico-finanziaria. Il caso è emblematico. Le CER nascono dalla spinta dei territori, ma faticano a raggiungere la scala necessaria per reggersi economicamente. Le comunità energetiche rappresentano uno strumento ad alto valore sociale e territoriale osserva Benemerito, ma serve un'evoluzione che consenta anche l'ingresso di attori in grado di investire senza snaturare la funzione collettiva. Il passaggio da iniziativa di quartiere a modello replicabile richiede competenze finanziarie e gestionali che nei piccoli centri, semplicemente, non ci sono.Accanto ai nodi infrastrutturali, il settore continua inoltre a fare i conti con la variabilità dei costi legata alle tensioni globali. Componenti essenziali come rame, trasformatori, quadri elettrici e cablaggi risentono in modo diretto dell'instabilità internazionale sottolinea Benemerito. In questo contesto, diventa ancora più importante la capacità di programmare per tempo gli interventi, proteggere i cantieri già pianificati e mantenere la sostenibilità economica dei nuovi investimenti an

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00:00Il mercato delle energie rinnovabili in Italia sta attraversando una fase ricca di contraddizioni
00:05a fronte di una domanda esplosiva per le comunità energetiche e la nuova capacità installata
00:10nel 2025 si è fermata a 5.620 MW registrando un calo dell'8,8% rispetto all'anno precedente
00:19a causa dei limiti strutturali della rete elettrica nazionale.
00:23E' in questo contesto di mercato che emerge E-Green, in realtà con sede operativa a Cosenza
00:28è legale a Milano guidata da Pierluigi Benemerito che opera come ESCO, Energy Service Company
00:34certificata.
00:35Ma cosa vuol dire?
00:36Operare come Energy Service Company vuol dire sostanzialmente farsi carico in parte di quello
00:41che è il rischio dell'intervento di efficientamento energetico che si va a realizzare.
00:45Questo vuol dire che devi controllare l'intero processo di efficientamento energetico che
00:51va dalla progettazione preliminare all'accesso eventuale a credito, alla realizzazione
00:58dell'intervento o comunque al coordinamento dell'intervento, fino ovviamente alla misurazione
01:05dell'intervento post realizzazione basandosi su una baseline, quindi su un dato progettuale
01:12pre-identificato.
01:14E laddove questo dato progettuale non dovesse verificarsi diventa un onere dell'AESCO, quindi
01:19un onere dell'E-Green, farsi carico del suo mancato raggiungimento.
01:25Un approccio dunque integrato, ma la capacità di un operatore strutturato si misura anche
01:30nella gestione delle complessità infrastrutturali.
01:33Non possiamo pensare oggi di vedere il fotovoltaico come un solo mero bene strumentale.
01:39In realtà, dietro l'installazione di un impianto fotovoltaico o di qualsiasi altro intervento
01:43di efficientamento energetico, ci sono tutta una serie di operazioni che servono ad ottimizzare
01:50il processo e a garantire il risultato dopo la realizzazione.
01:54Errori basilari come possono essere l'approvvigionamento, ad esempio, o anche solo semplicemente il coinvolgimento
02:02di attori esterni alla compaggine sociale, perché non tutto può essere gestito internamente,
02:06deve essere predisposto e gestito secondo procedure.
02:10E queste procedure sono alla base, ovviamente, del risultato finale che un cliente oggi si
02:16aspetta dalla realizzazione di un intervento di efficientamento energetico.
02:19Ad Arena, in provincia di Vibo, Valencia, lo scorso autunno sei imprenditori locali hanno
02:23promosso una comunità energetica rinnovabile basata su un impianto da 858 kWh, oggi in
02:30fase di realizzazione ed attesa operativa entro fine anno.
02:34Un progetto che, affidato ai Green, avrà una ricaduta sul territorio molto importante.
02:39Ci sono due fattori sociali che, a mio parere, in Calabria sono molto interessanti da portare
02:46a rilievo.
02:46Il primo è l'inserimento, quindi l'impatto positivo sul territorio dell'impianto fotovoltaico
02:52non appena in funzione perché sarà all'interno di una comunità energetica, quindi questo
02:55aiuterà circa 600 famiglie a combattere quella che sempre più oggi viene chiamata povertà
03:02energetica.
03:02In altro luogo, invece, ancora più, paradossalmente più interessante per il contesto in cui siamo,
03:08quindi in Calabria, quattro imprenditori calabresi e due addirittura non sono neanche calabresi,
03:12sono fuori regione, hanno deciso di unire le loro forze e di riuscire sostanzialmente
03:18a realizzare un progetto che diversamente da soli non si sarebbe potuto realizzare.
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