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Unveiling the volatile world of commodities! Dive into Commodity Talk's Q2 2026 review, where geopolitical tensions in the Middle East and the Strait of Hormuz dramatically impacted crude oil prices. Discover how these events, alongside shifts in strategic reserves, reshaped the energy landscape.

Explore the latest analysis on precious metals like gold and silver, and the surprising resilience of natural gas. We delve into the factors driving the performance of key industrial metals including copper, and the unexpected surge in cocoa prices, influenced by climatic conditions.

Get expert insights into potential Q3 scenarios, with a deep dive into specific commodities from leading analyst Maurizio Mazziero. Understand the crucial balance between supply, demand, and geopolitical influences that dictate market movements.

Societe Generale offers a range of investment and hedging solutions, including over 200 ETCs, leveraged certificates, and turbo certificates tied to major commodities. Learn how you can navigate these dynamic markets.

#CommodityTalk #EnergyMarkets #PreciousMetals #Commodities

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Novità
Trascrizione
00:27Buongiorno e benvenuti a
00:29Commodity Talk, il punto sulle materie prime, il format trimestrale realizzato da Financial
00:35Lounge e pubblicato sul canale YouTube Societe Generale Trading ed Investimenti. Ci accompagna
00:41anche in questa puntata Maurizio Mazziero, fondatore del sito di analisi finanziaria
00:46indipendente Mazziero Research e tra i principali esperti in Italia sulle materie prime, oltre
00:52che importante autore di libri dedicati proprio a questo tema. In questo secondo appuntamento
00:59del 2026 ripercorreremo l'andamento delle principali materie prime nel secondo trimestre, segnato
01:05dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran e dal blocco dello stretto di Ormuz. Passeremo
01:11poi ai possibili scenari per il terzo trimestre con un approfondimento su due specifiche materie
01:17prime scelte tra le convinzioni più forti di Maurizio. Al termine della puntata, per chi
01:22vuole costruire strategie di investimento o di copertura sui temi analizzati, presenteremo
01:27una selezione di certificati messi a disposizione da Societe Generale, una tra le società leader
01:33in Italia negli strumenti quotati su Borsa Italiana, con una gamma di oltre 200 ETC certificati a
01:39leva fissa e turbo legati alle principali materie prime negoziate sui mercati. Partiamo subito.
01:52Buongiorno e benvenuti a questa nuova puntata di Commodity Talk. Tra i fattori che hanno
01:57maggiormente influenzato l'andamento del comparto commodity nel secondo trimestre troviamo la guerra
02:03tra Stati Uniti, Israele e l'Iran. Numerosi attacchi su entrambi i lati hanno gravemente
02:09danneggiato le infrastrutture energetiche di petrolio e gas e soprattutto c'è stato
02:15questo blocco dello stretto di Hormuz che ha fatto mancare al mercato circa 12 milioni
02:21di barili al giorno. Questi sono stati parzialmente compensati dall'utilizzo delle scorte strategiche
02:27e commerciali. Dopo molti annunci di cessate il fuoco è stato raggiunto un accordo tra Stati
02:33Uniti e Iran che di fatto non è ancora noto nei dettagli ma che dovrebbe articolarsi in due
02:39fasi. Lo vediamo in questo grafico e abbiamo sulla parte destra la prima fase con azioni
02:46immediate di stabilizzazione tra cui la cessazione dell'ostilità, il congelamento della situazione
02:52attuale fra cui il programma nucleare iraniano e la sospensione delle sanzioni petrolifere che
02:58consentirebbero immediatamente di riprendere le esportazioni iraniane di petrolio. La seconda
03:04fase che vediamo sul lato destro del grafico dovrebbe durare dai 30 ai 60 giorni per un graduale
03:10sblocco e smiramento dello stretto di Hormuz. Il rilascio di fondi e degli asset congelati
03:16all'Iran oltre a un fondo privato di 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Iran
03:22e entro 60 giorni si dovrebbe giungere a un accordo definitivo. La navigazione dello
03:29stretto di Hormuz continua a subire degli stop and go da parte dell'autorità iraniana in base
03:34al procedere dei negoziati. In ogni caso ci vorranno diverse settimane per consentire il
03:41defluire delle navi all'interno del Golfo Persico e per far affluire nuove navi di carico.
03:46Sull'onda di queste notizie il petrolio è sceso, i mercati hanno di fatto festeggiato
03:54questa ripresa del transito delle navi. Il calo del petrolio WTI su base trimestrale
04:01ha raggiunto il 24,5% come si vede in questo grafico di TradingView. Associato al calo del
04:09petrolio c'è stato anche un calo del petrolio Brent pari al 22,5% sempre nel trimestre che
04:16si è mantenuto però a livelli superiori a 100 dollari di barile sino alla seconda metà
04:23di maggio, confermando comunque il forte shock sull'offerta di Greggio. Su questo grafico
04:29quello che voi potete vedere soprattutto sulla parte destra è un grafico che è stato pubblicato
04:34dall'EIA al Dipartimento dell'Energia americano e possiamo osservare come le scorte commerciali
04:40dei paesi Ocse si siano fortemente ridotte per far fronte alla mancanza di petrolio nel
04:45Golfo. Queste scorte dovranno necessariamente essere ricostituite e ciò tenderà a generare
04:54una forte domanda aggiuntiva al reale utilizzo mondiale che dovrebbe gradualmente riprendere.
05:00Penso quindi che dopo la reazione positiva dei mercati e il vistoso calo delle quotazioni
05:08queste dovrebbero leggermente gradualmente riprendersi per raggiungere un livello più
05:13consono al reale equilibrio tra domanda e offerta. Nel grafico successivo possiamo vedere invece
05:20l'andamento del gas naturale che presenta un rialzo su base trimestrale del 10,9%. Queste
05:26quotazioni riguardano il gas americano che pur disponibile in grande quantità all'interno
05:32degli Stati Uniti è attualmente interessato da forti flussi di esportazione di LNG, gas
05:38naturale liquefatto. Il trimestre non è stato favorevole invece per l'oro che ha perso il
05:4410,8%. I mercati scontano un rialzo dei tassi di interesse che penalizzerebbero in questa
05:51fase l'oro in quanto notoriamente l'oro non dà cedola. Oltre a una nuova fase di rafforzamento
05:58del dollaro che anche questo pesa sulle quotazioni dell'oro. Il grafico successivo invece ci mostra
06:04l'andamento dell'argento che su base trimestrale lascia sul terreno il 13,4% sebbene nel corso
06:11del trimestre abbia sviluppato un andamento in due fasi. Lo vediamo, una fase sulla sinistra
06:16del grafico di rialzo e con un rialzo che è stato addirittura del 19% rispetto all'inizio
06:24del trimestre e a cui seguito un calo che appunto ha portato al 13,4% di perdita. Pur dopo
06:32un
06:32inizio del trimestre positivo anche il platino chiude il trimestre con un calo, un arretramento
06:39del 15,3% è un simile risultato meno 15% anche per il palladio. Molto positivo è invece
06:48il trimestre per il rame che guadagna il 12,9% spinto anche dalla carenza di acido solforico
06:55che è un elemento essenziale per la raffinazione del rame. Gran parte dell'acido solforico infatti
07:01viene prodotto nella zona del Golfo Persico e quindi anche questo componente è stato penalizzato
07:07dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Inversione di tendenza invece per il cacao dopo i forti
07:12cali che c'erano stati durante il primo trimestre. Recupera gran parte del terreno perduto nei mesi
07:19precedenti guadagnando il 34,3% su base trimestrale. Sullo sfondo troviamo gli aspetti climatici di cui
07:27vi parlerò a breve. Infine il caffè che pur con un rimbalzo negli ultimi dieci giorni chiude
07:33il trimestre con un calo dell'8,5%. Gli operatori sono entrati attualmente in una fase
07:39di incertezza a causa di una produzione brasiliana in forte aumento e lo vediamo con l'andamento
07:44della linea rossa che identifica la produzione del Brasile di caffè su base annuale e vediamo
07:53il forte rialzo sulla parte destra del grafico della produzione che raggiungerebbe il record
07:58di tutti i tempi. Questo grafico è stato elaborato su dati dell'USDA e Dipartimento
08:03dell'Agricoltura statunitense ma ora attualmente emergono delle preoccupazioni per una forte siccità.
08:13Bene, riassumendo possiamo vedere nel grafico i risultati trimestrali delle principali commodity.
08:19Solo tre presentano un andamento positivo e queste sono il cacao più 34,3%, il rame con un rialzo
08:27di quasi il 13% e il gas naturale con circa l'11%. Tutte le altre sono negative fra cui
08:35il petrolio Brent, il petrolio WTI, i metalli preziosi, il caffè con ribassi che vanno dall'8%
08:42a quasi il 25%. Ed ora passiamo a commodity scenario, le prospettive sulle materie prime.
08:57In questa sezione commodity scenario, le prospettive sulle materie prime, vi mostro le commodity che ho
09:03classificato come deboli o forti in base alle mie aspettative di performance del terzo trimestre.
09:09Nell'immagine mostrata si può notare alla sinistra un elenco delle principali materie prime e per
09:15ciascuna di queste corrisponde una gradazione che indica con la condizione più debole una colorazione
09:20tenue e con un colore più intenso le mie aspettative sulla forza di ciascuna materia prima in un'ottica
09:29di potenziale rialzo di prezzi. Partendo dall'alto troviamo il cacao che ho definito in una scala
09:35da 1 a 5 dove 1 è il più debole e 5 è il più forte. Ho attribuito al cacao
09:41il punteggio massimo
09:42di 5, il più forte. È la materia prima che penso che performerà meglio nel prossimo trimestre.
09:48A seguire troviamo il caffè con comunque una buona forza ma in un ranking che è 4 su 5.
09:57A seguire abbiamo la sezione dei metalli preziosi. Una moderata debolezza per argento e oro che
10:05dovrebbero continuare un trend abbastanza in sofferenza ma potrebbero poi recuperare nella
10:13seconda fase dell'anno. Vedremo se questa sarà già nel terzo trimestre piuttosto che invece magari
10:18nel quarto trimestre. Deboli, estremamente deboli palladio e platino. Per quanto riguarda i metalli
10:26industriali il rame si trova quasi a una moderata forza, quindi in una scala a 4 su 5. Per quanto
10:35riguarda
10:35invece l'energia considero più una prospettiva neutrale perché come sappiamo e come abbiamo già visto
10:44il petrolio brand e il WTI sono in questo momento in un trend discendente ma potrebbero gradualmente
10:51recuperare delle posizioni mentre il gas attualmente con molta forza potrebbe poi eventualmente
10:57perdere parte della spinta. Ma anche qui ci sono forti incognite proprio dovute a quelle che saranno
11:03gli esiti degli accordi e di tutto quello che accadrà nel Golfo Persico compreso lo stretto di Hormuz.
11:11Partiamo quindi dalla materia prima più debole, quella che considero più debole ed è il palladio.
11:16La tendenza da inizio anno, come vedete, continua a mantenersi stabilmente in ribasso seppur con qualche
11:23sporadico rimbalzo. La domanda di palladio proviene per l'84% dal settore automobilistico nella produzione
11:33di marmitte catalittiche. Ed è proprio la Cina uno dei più grandi mercati degli autoveicoli dove in realtà
11:40non viene fatto gran uso di palladio in quanto il trend è quello di un acquisto massiccio di
11:47autoveicoli elettrici. Per quanto riguarda invece gli autoveicoli ibridi che necessitano appunto anche
11:55di un marmitte catalittiche, il trend è assolutamente in calo e questo dovuto anche a causa dell'aumento
12:01dei prezzi di carburanti che abbiamo visto proprio in virtù della crisi sullo stretto di Hormuz.
12:07Per questo le stime di un'offerta in deficit per il palladio. Deficit cosa vuol dire? Che se ne produce
12:14meno di quello che se ne utilizza, però proprio in virtù di questo calo di domanda potrebbe in realtà
12:22non risultare più in deficit e comunque potremmo avere una debolezza proprio da questa domanda
12:28estremamente debile. Lo scenario ribassista quindi dovrebbe continuare, potrebbe cambiare,
12:34diventare rialzista soltanto qualora le quotazioni dovessero muoversi agli arzo verso una soglia
12:42dei 1.600 dollari l'oncia che sono all'interno del grafico corrispondenti a quella linea tratteggiata
12:49a blu che potete vedere. Discorso diverso è legato agli aspetti climatici per la materia prima
12:56che considero più forte il cacao. In questo grafico si vedono le ultime stime del NOAA,
13:02che è il Dipartimento Meteorologico degli Stati Uniti, che indica il maturare nell'estate
13:07di un super El Nino. El Nino è un fenomeno climatico che si alterna alla Ligna e che determina
13:14siccità in Australia e pievosità nelle coste del Pacifico dell'America Latina. Questo fenomeno
13:20che trova la sua origine nell'emisfero australe, quindi nell'emisfero sud e nell'oceano Pacifico,
13:25estende la sua influenza anche su altre zone del pianeta. L'immagine che voi vedete mostra
13:31le zone geografiche con le colorazioni rosse dove ci potrebbe essere il maggior impatto
13:37della siccità. E fra queste ci sono anche diverse zone di produzione agricole, di molti
13:44agricoli, ma soprattutto la zona dell'Africa dove si produce il 60% del cacao mondiale.
13:54E proprio la produzione del cacao mondiale proviene da due paesi che sono confinanti,
14:02la Costa d'Avorio e il Ghana. Costa d'Avorio è il primo produttore, il Ghana il secondo produttore
14:09mondiale e le stime indicano per un 82% di probabilità che il nino si formerà e che
14:16già in questo momento sta portando a delle condizioni di estrema siccità e potrebbe davvero
14:25minacciare la fioritura del cacao. La coltivazione di cacao in queste zone, quindi stiamo parlando
14:32dell'Africa, è condotta da piccoli gruppi familiari che a causa degli alti costi non utilizzano
14:38fertilizzanti e ciò quindi aggrava ulteriormente la resa del raccolto, quindi con degli shock
14:45davvero notevoli su quella che potrebbe essere la produzione totale. Quindi il cacao, provenendo
14:51da una condizione di surplus delle scorte, potrebbe trovarsi in una condizione in cui le scorte
14:58si ridurrebbero molto velocemente nel corso della stagione. Ecco qui vediamo il grafico
15:04del cacao, gli operatori hanno già iniziato a scontare la riduzione di produzione ma i prezzi
15:11potrebbero avere ancora molta strada da fare, superando anche i 5.000 dollari per tonnellata
15:18che sono individuati dalla linea tratteggiata blu orizzontale. Vediamo ora con un breve spot
15:26una selezione di certificati per prendere posizioni di trading sulle due materie prime
15:31di Societe Generale.
15:39Per implementare strategie di trading sui futures sul palladio e sul cacao, Societe Generale
15:45mette a disposizione su Borsa Italiana una gamma completa di certificati a leva fissa e certificati
15:51Turbo, Long o Short. Tra questi è possibile selezionare il prodotto più adatto ai propri
15:57obiettivi e propensione al rischio. L'elenco completo è disponibile sul sito
16:02prodotti.societegeneral.it. Si ricorda che i certificati a leva fissa e i certificati Turbo
16:09sono prodotti complessi che possono esporre alla perdita anche totale del capitale investito.
16:15Sono prodotti a leva, altamente speculativi, che presuppongono un orizzonte di breve termine,
16:21come specificato nel KID di ciascun prodotto, e necessitano di una buona comprensione del
16:26loro funzionamento. Si invita a leggere attentamente la documentazione legale prima di assumere qualsiasi
16:32decisione di investimento, rivolgendosi anche al proprio intermediario o consulente di fiducia.
16:44Ultima parte prima di concludere. In questa sezione Academy, un concetto chiave in tre minuti,
16:50approfondisco rapidamente il tema delle curve forward dei contratti future. Cosa è? Come
16:56si traccia? E le implicazioni in termini di domanda e offerta. La tabella che vediamo è stata presa
17:02al sito del CME Group e mostra prezzi di settlement, cioè di regolamento a fine seduta del future
17:08del RAM nelle varie scadenze. Ho riquadrato la prima colonna partendo da sinistra, dove vi sono
17:14le varie scadenze dei future, e la terz'ultima colonna partendo da destra, dove vi sono riportati
17:20i prezzi. Osservando con un po' di attenzione potrete notare che i prezzi non sono tutti uguali,
17:27ma ogni scadenza ha un prezzo differente. Il grafico tratto da TradingView mostra la curva
17:32forward appunto del RAM. La curva forward per i contratti future non è altro che una linea
17:38che congiunge tutti i prezzi nelle varie scadenze del future. La forma che osserviamo è inclinata
17:44verso destra, cioè ha una pendenza positiva e presenta i prezzi crescenti all'allontanarsi
17:50nel tempo. Questa forma della curva forward viene denominata in contango. Una curva in contango
17:56è di fatto la norma nelle materie prime e lo schema ci mostra i vari elementi che portano
18:03la curva forward a presentarsi in questo modo. Per un operatore che detiene la materia prima
18:09fisica deve essere pressoché indifferente in termini di costi vendere a pronti nel mercato
18:15spot oppure vendere tramite un future e poi consegnare attraverso la borsa. Ma vendere a termine
18:21una materia prima fisica comporta una serie di costi come l'immagazzinamento, la conservazione
18:28qualora ci troviamo di fronte a una merce deperibile, l'assicurazione per i danni accidentali, piuttosto
18:36che il finanziamento dato dal fatto che il pagamento avverrà dopo un certo periodo di
18:41tempo. Per questo è normale osservare dei prezzi crescenti all'aumentare del tempo che
18:47intercorre alla scadenza. Il grafico che ora potete vedere, sempre tratto
18:52da TradingView, mostra la curva forward del petrolio Brent. Questo tipo di curva si chiama
18:57in backwardation ed è estremamente differente rispetto a quella che abbiamo incontrato in
19:02precedenza. Come possiamo osservare la curva è inclinata verso sinistra e presenta prezzi
19:09decrescenti all'allontanarsi nel tempo. Che cosa sta succedendo? Per quale motivo questa
19:15curva non risponde alla normalità di una curva in contango? Siamo di fronte a un'offerta
19:22che non è in grado di soddisfare interamente la domanda. Quindi i prezzi tendono a salire
19:28nelle scadenze più vicine del future. Per fare un paragone è come se si creasse un'asta competitiva
19:34e solo chi sarà in grado di offrire di più vedrà soddisfatta la propria richiesta. Il
19:41risultato sarà un'erosione della domanda, cioè un calo della richiesta, che permetterà
19:46così il riavvicinarsi graduale di domanda e offerta. La curva forward di una materia prima
19:53non passerà istantaneamente da contango a backwardation, ma occorreranno uno o due settimane
20:00passando prima da un appiattimento della curva. Osservare settimanalmente la curva forward
20:06permetterà di capire con anticipo quando una commodity sta per correre a rialzo. Bene,
20:13quest'oggi è tutto. Un saluto da Maurizio Mazziero e una rivederci al prossimo trimestre.
20:20E siamo arrivati alla fine anche di questa puntata di Commodity Talk. Abbiamo visto un
20:27secondo trimestre segnato dal forte calo del petrolio dopo la tregua sullo stretto di
20:32Ormuz, dai rialzi di gas naturale, rame e cacao e dall'arretramento dei metalli preziosi.
20:38Temi che torneremo ad analizzare e aggiornare il prossimo trimestre per vedere come si saranno
20:43mossi durante i mesi estivi. Prima di lasciarvi e darvi appuntamento al prossimo trimestre vi
20:50ricordiamo di iscrivervi al canale e di attivare la campanella per rimanere sempre aggiornati.
20:55E se il video vi è piaciuto lasciate un like. Ci ritroveremo con Maurizio Mazziero il prossimo
21:01trimestre per un nuovo appuntamento di Commodity Talk, il punto sulle materie prime.
21:06Grazie per l'attenzione, buona giornata e buon trading a tutti.
21:32Grazie a tutti.
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