- 4 mesi fa
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00:03Lo statement, perché ancora nutrisse qualche dubbio, arriva forte e chiaro dall'ultimo summit
00:09Envisione in 2035 Wine Revolution, piano strategico per il vino italiano. Il vino italiano non è in
00:15crisi, è in crisi un modello vecchio di pensarlo, venderlo e raccontarlo. Il settore quindi non
00:26necessita di difendersi, bensì di evolvere. Oltre a confrontarsi quindi su quei temi critici
00:32che stanno frenando la competitività del vino italiano, il summit è stata l'occasione per
00:36avanzare proposte d'azione concrete per cercare di invertire la rotta.
00:41Questo momento di crisi fosse il momento giusto per mettere un po' ordine al settore. È estremamente
00:45appassionato, inefficiente, non è tanto differente rispetto a quello che ci viene mosso anche dalla
00:50comunità europea, della produttività delle aziende italiane. Piccole aziende soffrono di
00:55produttività, quindi c'è necessità di aziende più strutturate, più forti. Anche perché
00:58con il consumo si è mondializzato, le piccole aziende fanno fatica ad arrivare ovunque. Quindi
01:02ci serve struttura, serve organizzazione, servono grandi investimenti di marketing e questi
01:07possono essere fatti solo da organizzazioni con una certa struttura. Quindi serve una
01:11restimulizzazione del settore.
01:17Non esiste un'unica ricetta per superare questa crisi, ma ci sono sicuramente degli interventi
01:22che possono dare una mano ai nostri produttori. Innanzitutto guardando con più attenzione all'estero
01:27e non focalizzandosi solo sui mercati tradizionali. Poi la questione dell'enoturismo, quindi
01:31significa anche fare investimenti in cantina, perché l'enoturismo non vuol dire solo vendita
01:35diretta, ma tutta una serie di servizi che devono essere affrontati per intercettare
01:40i desiderati dei turisti, soprattutto stranieri. Ma poi bisogna anche guardare con più attenzione
01:45anche a quello che vuole il consumatore. Per anni ci siamo focalizzati su un racconto del vino che
01:50aveva un target predefinito di consumatori. Oggi questo si sta riducendo e non è più così,
01:57quindi se vogliamo capire quali sono le esigenze, soprattutto dei consumatori più giovani,
02:02dobbiamo prestare maggiore attenzione a quello che ci dicono gli stessi consumatori.
02:11Tra il mare magnum delle proposte italiane al calice, ecco chi fino ad oggi ha fatto la
02:16parte del leone e chi invece ha ampi margini di successo. Sicuramente negli ultimi anni le
02:21bollicine hanno trainato questa crescita, questo è innegabile. Oggi vediamo che in realtà vini
02:27bianchi non troppo strutturati, quindi più sull'aromatico e meno sulla struttura, anche un
02:33pochettino più, diciamo, scarichi di struttura, oggi sono quelli sicuramente più richiesti.
02:44Tenuta San Giorgio è la tenuta che si trova sulle sponde del Piave. Casa di questa azienda
02:49veneta sono proprio le grave di Papadopoli. Siamo all'interno dell'isola fluviale più grande
02:57d'Italia. Siamo completamente separati dalla terraferma, circondati dall'acqua e l'acqua è il
03:02nostro elemento naturale che si trova anche a tre metri di profondità sotto le vigne,
03:06quindi un ecosistema particolare, diverso, unico. In questo terreno snello di natura
03:13alluvionale che si è formato dall'accumulo di ghiai e sassi di deriva del Piave nell'arco
03:18di 150 anni, i vini si esprimono con un carattere minerale e verticale. Tenuta San Giorgio si esprime
03:24con anime diverse, considerando che siamo in provincia di Treviso, un'azienda che ha un forte
03:30cuore da prosechista. Si esprime però anche attraverso una serie di produzioni e microproduzioni
03:36locali con vigneti autoctoni recuperati quali il Raboso e il Manzoni Bianco. Manzoni Bianco che
03:41proprio oggi presentiamo in maniera ufficiale in un blend, quindi in un assemblaggio con
03:47l'Inglera, in una doppia anima locale internazionale con il nostro nuovo sottosopra, ce l'abbiamo
03:53qui, un vino con il fondo naturalmente velato, con una logica di produzione a bassa solfitazione
04:01che strizza un po' l'occhio ai vini non naturali ma con una logica più artigianale e che rappresenta
04:07un po' una sfida pertenuta a San Giorgio e una novità nell'assortimento visto che non avevamo
04:13mai lavorato su questa direzione. Quelli dell'azienda trevigiana sono vini che si esprimono con minimalismo
04:18ed essenzialità gustolfattiva e trovano il loro matrimonio perfetto con la cucina giapponese
04:23la cui estrema pulizia, schiettezza e piglio verticale si associano bene con le caratteristiche
04:29di questi vini.
04:38Una manciata di chilometri più in là cambia regione, dal Veneto al Friuli, Venezia e Giulia
04:42e cambia completamente anche il paesaggio. Siamo in provincia di Gorizia, 15 chilometri
04:47dall'Adriatico nel cuore del Collio, qui il suolo e la ponca, che in termini geologici
04:52è quella composizione del terreno fatta di marne e arenarie, fatto a fette. Un terreno
04:57fresco e povero su cui si sviluppa la vigna di qualità eccelsa, come quelle della tenuta
05:02Atems della famiglia Fresco Baldi.
05:04Con questi tre versanti noi riusciamo a vinificarli con vendemmie diversificate nel tempo, con la stessa
05:12metodologia di vinificazione, riusciamo a ottenere diversi vini con cui puoi fare un
05:17blend che dà complessità al vino che si ripete poi negli anni.
05:23Il vino emblema della cantina Atems è il Cicinis, un Sauvignon Blanc in purezza la cui vendemmia
05:29oggi è stata anticipata da settembre ad agosto per il cambiamento climatico e frutto di ben
05:34nove differenti vendemmie. Un vino complesso e longevo grazie soprattutto al lavoro in vigna.
05:40Secondo me il Sauvignon friulano deve dare delle garanzie che sono innanzitutto la linearità,
05:48la pulizia, la mineralità e la freschezza. Caratteristiche generalmente riconoscibili in
05:53tutte le varietà che si allevano in Friuli, ma in particolar modo nel Sauvignon, perché
05:57il Sauvignon deve essere autentico e l'espressione del Sauvignon Blanc in Friuli Venezia Giulia
06:03è unica e riconoscibile proprio per questi motivi.
06:16Il 2026 coincide non solo con il progetto di realizzazione della nuova cantina per i
06:21crew e Gran Selezione Collio, che sarà composto solo da Toccai, Malvasia Istriana e Ribolla
06:26Gialla, ma segna anche un importante debutto.
06:29La new entry si chiama Bresic. Bresic è il nome della collina dove noi abbiamo ripiantato,
06:35dico ripiantato, perché il vigneto nasce da un'idea del Fonte Douglas Atems ed è un blend
06:41di 15% di Carmen Air e 85% di Cabernet Franc. I due vini vengono poi vinificati insieme.
06:49La risulta è un blend che ha una parte balsamica morbida regalata dal Carmen Air, una più
06:55Franca e invece dal Cabernet Franc. Beviamo adesso in 2021 una riserva, quindi tre anni
07:02di invecchiamento, due di botte e uno di affinamento in bottiglia. Il vino risulta essere appunto
07:07molto speziato, minerale, mantiene quelle caratteristiche di pulizia e mineralità che abbiamo nei bianchi
07:13solo in una varietà rossa, quindi balsamico e speziato.