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Mentre la Capitale fa i conti con la prima (vera) ondata di caldo estremo della stagione, l'ultimo rapporto di Greenpeace Italia, "L'estate che scotta", ci fotografa un vero e proprio peggioramento degli indicatori di stress da calore.
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NovitàTrascrizione
00:01Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Oggi parlando di temperature di caldo estremo amici di non solo Roma perché la prima vera ondata di caldo bollente
00:38è arrivata nella capitale come in tantissime altre zone della nostra penisola e facciamo i conti con temperature che toccheranno
00:47durante questo weekend anche i 35 gradi.
00:50Chiaramente per chi potrà andare al mare saranno due giorni magari anche piacevoli ma per chi vive in città, per
00:58chi magari fa un lavoro all'aperto capite bene che il tutto si complica e l'estate diventa letteralmente un
01:05vero incubo.
01:06E mentre Roma fa i conti con questa prima vera ondata di caldo bollente arriva l'ultimo rapporto di Greenpeace
01:13che ha un titolo abbastanza eloquente, l'estate che scotta.
01:17È un'indagine che è stata elaborata su dei dati Istat che va ad analizzare come la quota di giornate
01:25estive con temperatura media percepita oltre i 32 gradi è passata dal 39% al 62%.
01:35Un balzo in avanti davvero importante. Partiamo con il nostro servizio di copertina e poi vi presenterò il nostro primo
01:42ospite.
01:42C'è il caldo sempre più estremo che sta diventando un classico in estate ma poi, problema nel problema, ci
01:49sono anche gli effetti delle isole di calore urbano che in alcune zone complicano ulteriormente la situazione.
01:54Secondo lo studio condotto da Greenpeace, in alcune zone della capitale le temperature possono essere anche di 4 gradi superiori
02:01rispetto alle aree rurali circostanti.
02:03Un fenomeno che colpisce soprattutto i quartieri più urbanizzati e con meno verde.
02:06Tra le aree più calde figurano il centro storico con quartieri come Trastevere, Prati ed Esquilino, ma anche le periferie
02:13orientali e sudorientali da Torre Angela, Cinecittà e Romanina.
02:16Qui cemento, asfalto e traffico trattengono il calore anche durante la notte.
02:20Secondo l'indagine che analizza i dati del 2025, le differenze di temperatura all'interno della città possono essere molto
02:27marcate, con conseguenze significative sulla salute, soprattutto per anziani e persone fragili.
02:32Più fortunate le zone vicine ai grandi polmoni verdi della città, Villa Ada, il Parco dell'Insugherata, Castelfusano e Castelporziano
02:39restano tra le aree più fresche della capitale.
02:41Per contrastare il fenomeno, comune, università e enti di ricerca stanno lavorando a nuove strategie, più alberi, microforeste urbane, parchi
02:49di quartiere, tetti verdi e interventi per aumentare le superfici permeabili.
02:53Inoltre, grazie alla piattaforma Mappa Roma, cittadini e amministratori possono monitorare il rischio quartiere per quartiere.
02:59La sfida è rendere Roma più resiliente ai cambiamenti climatici, perché il caldo non colpisce tutti allo stesso modo e
03:06sempre più spesso la differenza la fanno il verde e la qualità dello spazio urbano.
03:11Allora, io vado subito da Federico Spadini, campaigner clima di Greenpeace Italia, che saluto e ringrazio intanto per essere in
03:19nostra compagnia. Federico, buongiorno a te.
03:22Buongiorno a voi e grazie per l'invito.
03:24Grazie a te per essere con noi. Allora, so che l'estate che scotta è uno studio di cui ti
03:30sei occupato principalmente tu insieme ad una collega, corretto?
03:35Esattamente, sì. Abbiamo previsto, ovviamente ce l'aspettavamo all'arrivo del caldo all'inizio dell'estate e ci siamo fatti
03:42trovare pronti con un nuovo studio che pubblica dei dati allarmanti e delle possibili soluzioni.
03:47Ecco, raccontaci un po' questo studio in grandi linee. Voi avete analizzato un po' tutta Italia, ma c'è un
03:53piccolo focus anche su Roma, mi sembra di capire.
03:57Esatto. Diciamo, siamo partiti dal fatto che la maggior parte delle persone in Italia vive nelle città e che le
04:04grandi città tendono ad essere i luoghi più caldi,
04:06non solo perché c'è l'impatto di un cambiamento climatico che riguarda tutto il territorio, ma anche per come
04:12sono costruite.
04:13Quindi da una parte, nello studio, abbiamo raccolto dei dati a livello regionale e a livello nazionale, ad esempio quello
04:20che avete citato voi in apertura.
04:22Cioè il fatto che, diciamo, negli ultimi 30 anni il numero di giornate con una temperatura percepita superiore ai 32
04:28gradi è passato dal 39 al 62%,
04:31a partire, diciamo, dal 1990 fino al 2025. Ed è un dato allarmante perché la temperatura percepita di 32 gradi
04:38non è un dato che abbiamo scelto noi,
04:40ma è quella temperatura che viene considerata critica, una sorta di soglia oltre la quale l'organismo umano comincia a
04:49poter risentire di effetti negativi proprio dovuti,
04:52a soffrire e risentire di effetti negativi dovuti al caldo.
04:55Ma al tempo stesso abbiamo fatto dei focus, quindi degli approfondimenti, a livello cittadino in particolare,
05:02e abbiamo scelto 20 regioni in Italia, 20 città in Italia, scusate, tra le 20 principali perché sono i capoluoghi
05:09delle 20 regioni italiane.
05:11Quindi fra questi ovviamente...
05:13Esattamente, questo è l'elenco di tutti i capoluoghi di regione in Italia, 20 città,
05:18e riporta un dato, e qua vediamo, diciamo, subito Roma al primo posto,
05:25questo dato riguarda la media delle temperature superficiali massime registrate nell'estate,
05:32quindi nei mesi di giugno, luglio e agosto dell'anno scorso, il 2025.
05:36Ora, quando parliamo di temperatura superficiale, non intendiamo la temperatura dell'aria,
05:40quella che misura il termometro che abbiamo, diciamo, a casa,
05:43né della temperatura percepita, ma è la temperatura che si può misurare con una serie di strumenti.
05:49Noi l'abbiamo fatto attraverso i satelliti e i dati di Istat, la temperatura della superficie,
05:55quindi tutta quella superficie che è esposta esternamente, per esempio le pareti, le mura delle nostre case, le strade, anche
06:03gli albi.
06:03L'asfalto anche?
06:05Esattamente, esattamente, anche l'asfalto.
06:07Ed è un dato che, sebbene non sia, appunto, come dicevo, la temperatura che noi percepiamo nella quale dell'aria,
06:12è altrettanto significativo, perché poi è un dato, è una temperatura che in qualche modo noi subiamo.
06:18Quando siamo per strada, e quindi siamo molto vicini all'asfalto, noi sentiamo il calore che viene emanato dall'asfalto.
06:25In particolare, se siamo in quelle categorie più vulnerabili alle ondate di calore e alle alte temperature,
06:31o se semplicemente facciamo un lavoro che ci costringe a passare tante ore all'aria aperta,
06:37o se, come una parte della popolazione italiana è anche a Roma, siamo fra quelle persone che, diciamo,
06:44nella categoria D, senza dimora.
06:46Quindi il dato della temperatura superficiale è altrettanto allarmante e ci racconta, insieme ad altri,
06:52come sta cambiando il clima in Italia e quali sono gli impatti che questo cambiamento climatico ha sulle persone.
07:00Noi poi abbiamo corredato, ovviamente, il report di quali sono le responsabilità e poi anche le soluzioni.
07:06Certo, ecco, ci arriviamo tra pochissimo, perché voglio concentrarmi un attimo sulla questione dell'asfalto.
07:12C'era stato anche un altro report dello scorso anno, che era stato realizzato in realtà da un'altra associazione,
07:19Federico Dalega Ambiente, che ha comunque gli stessi vostri obiettivi, tutelare ovviamente il nostro ambiente e le nostre città.
07:26Era emerso che addirittura l'asfalto di Roma emanava qualcosa come 65 gradi,
07:31ma proprio perché per una questione di fisica l'asfalto emana calore perché lo trattiene.
07:38Correggimi se sbaglio, è così?
07:40Sì, esatto. Ovviamente ci sono delle superfici che assorbono di più il calore.
07:44In ogni caso resta il fatto che se le superfici della città si scaldano durante il giorno,
07:49questo calore poi viene rilasciato anche in altre ore.
07:52Quindi contribuisce ad aumentare quel calore che noi stessi poi percepiamo.
07:57Quindi non è solo una questione che riguarda l'asfalto e non tocca le persone.
08:03In ogni modo tocca tutti noi.
08:05Questa cosa è dimostrata ed è anche a supporto della tesi,
08:08per cui ovviamente delle città con una maggiore quantità di asfalto, di cemento,
08:13quindi più costruite e più antropizzate,
08:15sono tendenzialmente delle città più calde di quelle che invece lasciano spazio appunto a dei luoghi naturali,
08:23a una presenza diffusa di alberi che assorbono il calore e al tempo stesso producono ombra.
08:29Quindi già ci porta a considerare il tema delle isole di calore, cioè quelle zone della città.
08:36Ecco, ci spieghi, grazie, ci spieghi che cosa sono le isole di calore e perché vanno attenzionate soprattutto, perché è
08:41importante.
08:43Esattamente, le isole di calore sono quelle parti delle città, quei quartieri, quelle zone anche molto più piccole dei quartieri
08:48che tendono ad assorbire molta calore, avere delle temperature molto alte
08:52e si studiano andando a vedere qual è la differenza fra le temperature anche qua della superficie registrate in queste
08:58zone
08:59e qual è la differenza rispetto invece alle zone limitrofe alla città,
09:04che tendenzialmente non sono costruite e hanno molta più presenza di campi, di alberi, di boschi.
09:09Quindi quando questa, diciamo, differenza fra quello che è costruito in città e quello che sta fuori
09:15è una differenza alta, cioè quindi c'è uno sbalzo di diverse gradi fra queste due,
09:22si definiscono queste isole di calore forti oppure intense e quindi quelle estreme molto forti e molto intense.
09:29E noi abbiamo studiato questo fenomeno andando a vedere la differenza delle temperature
09:33in tutti e venti i capoluoghi italiani, fra cui Roma, andando ad incrociare...
09:39E che è in testa.
09:40Esattamente. Roma, diciamo, è in testa su due classifiche del nostro report,
09:46da una parte quella delle, diciamo, temperature superficiali medie,
09:53della massima delle temperature superficiali medie registrate,
09:56e quindi lo vediamo al primo posto con una media di 44,8 gradi nell'estate dell'anno scorso,
10:02ma è in testa anche un'altra classifica che ci dice che è la città che in Italia
10:06ha il maggior numero di persone, più di un milione,
10:10che risultano residenti in aree con isole di calore classificate forti e molto forti.
10:16Quindi più di un milione di persone esposte, diciamo, a questo fenomeno.
10:20Quindi questo siamo riusciti a farlo perché proprio grazie alla collaborazione con Istat
10:24abbiamo potuto incrociare i dati delle registrazioni delle temperature
10:28con quelli, ovviamente, dei censimenti e quindi della residenza della popolazione
10:33e di come la popolazione è distribuita nella città.
10:36In questo caso stiamo vedendo Roma, ma in tutti i 20 capoluoghi di regione in Italia.
10:42Certo, però il fatto che Roma sia in testa a entrambe queste classifiche
10:46ci fa decisamente riflettere e apre anche uno scenario.
10:50Tra pochissimo, Federico, arriviamo anche alle possibili soluzioni
10:52perché poi alla fine non vogliamo lasciare i nostri telespettatori con l'angoscia.
10:56Le soluzioni ovviamente ci sono.
10:59Perché voi avete elaborato anche un altro concetto particolare
11:02che si chiama ingiustizia climatica.
11:04E ricalca perfettamente quello che stiamo dicendo.
11:07Cioè non tutte le persone hanno accesso a strumenti
11:12che permettano di vivere l'estate magari più serenamente.
11:17È così? Ce lo spieghi meglio?
11:19Esatto, diciamo il termine di ingiustizia climatica
11:22deriva un po' dalla negazione della giustizia climatica.
11:24Che è un modo di guardare il cambiamento climatico
11:29rendendosi conto e non nascondendo che gli effetti della crisi climatica
11:33non colpiscono tutte le persone allo stesso modo.
11:35In questo caso l'aumento delle temperature
11:37o se vogliamo potremmo anche fare lo stesso discorso
11:40per gli eventi estremi amplificati dalla crisi climatica
11:45per esempio le alluvioni oppure la siccità
11:48non colpiscono tutte allo stesso modo.
11:50In questo caso chi sono le persone più colpite?
11:52Da una parte ci sono quelle che in un certo senso
11:55sono strutturalmente e fisicamente più vulnerabili.
11:58Nel nostro report abbiamo analizzato
12:00proprio come le ondate di calore e le alte temperature
12:03colpiscano in maniera diciamo più forte, più pericolosa
12:06i bambini fino a 5 anni e gli anziani sopra i 74 anni.
12:11Dall'altra parte ci sono delle categorie sociali
12:14come ho detto per esempio chi fa dei lavori all'aperto durante l'estate
12:18oppure i senza dimora che per esempio a Roma se ne contano fino a 26.000.
12:23Dall'altra parte però questo concetto si interseca anche con delle riflessioni
12:29più di natura economica.
12:30nel momento in cui le persone non hanno per esempio le risorse economiche
12:36per poter avere delle case isolate
12:38che quindi trattengano diciamo il calore durante l'inverno
12:42e tengano fresche le case durante l'estate
12:44o non hanno la possibilità di poter installare degli impianti di climatizzazione
12:49che ormai sono diventati quasi come dire una necessità
12:52nelle case di climatizzazione.
12:53Sì, un bene come il pane a momenti.
12:55Esattamente, ovviamente sono i primi che ne risentono
12:58e da qua si arriva presto a parlare di un altro concetto
13:01che è quello diciamo della povertà climatica
13:04quando non ci si può permettere di pagare le bollette
13:08per esempio per riscaldare la casa durante l'inverno
13:11o di avere degli impianti di climatizzazione durante l'estate.
13:15Quindi ovviamente le persone con un minor reddito
13:18più indigenti, più povere se vogliamo
13:21sono sicuramente quelle che sono più esposte
13:24o meglio il tipo di esposizione è potenzialmente lo stesso
13:29solo che chi ha i mezzi per adattarsi più facilmente
13:33e per ripararsi dalle alte temperature e dagli eventi estremi
13:36vive in un certo modo
13:37chi non ce li ha avrà degli impatti certamente significativi.
13:41Che poi questo si riflette anche sul nostro sistema sanitario
13:45voi direte che c'entra, invece c'entra come
13:47perché una persona che ha già delle patologie
13:49e si trova ad affrontare temperature così estreme
13:52soffre ancora di più e potrebbe peggiorarle
13:54quelle stesse patologie
13:55e quindi andare poi a rivolgersi
13:58ovviamente come è giusto che sia
14:00al nostro sistema sanitario
14:02quando è possibile
14:03anche lì c'è una bella polemica in corso.
14:05Federico mando un paio di minuti di pubblicità
14:08perché voglio parlare con te
14:09anche della questione delle possibili soluzioni
14:11restate qui, torniamo tra pochissimo.
14:15Bentornati a Non Solo Roma
14:17stiamo parlando di caldo estremo
14:19che è già arrivato nella capitale
14:21e siamo praticamente solo a metà giugno
14:24quindi immaginate cosa ci aspetta per luglio e agosto
14:27e ne stiamo parlando anche in relazione
14:30all'ultima indagine, l'ultimo rapporto
14:32che è stato condotto da Greenpeace Italia
14:34che ha un titolo abbastanza esplicativo
14:37si chiama L'estate che scotta
14:39e la dice lunga
14:40ovviamente su quanto sia difficile
14:42affrontare questi mesi estivi
14:44per tante persone, soprattutto a Roma
14:47perché ci sono delle zone dove il caldo
14:50è percepito in maniera maggiore
14:52rispetto ad altre
14:53le cosiddette isole di calore
14:55cioè quelle isole dove le temperature
14:57raggiungono dei gradi abbastanza elevati
15:00hanno uno scarto proprio di temperatura
15:02davvero importante
15:04rispetto magari al quartiere che è l'Imitrofo
15:06è uno studio davvero molto interessante
15:08poi abbiamo parlato anche
15:10della cosiddetta ingiustizia climatica
15:12cioè quando il caldo estremo
15:15non è uguale per tutti
15:16perché c'è chi può gestire
15:18queste alte temperature
15:19in maniera molto diversa
15:21da chi ha molte meno possibilità
15:23immaginate avere ad esempio
15:24banalmente un condizionatore in casa
15:27non tutti possono permettersi
15:31di pagare la bolletta
15:32per quello stesso condizionatore
15:33siamo in compagnia di Federico
15:37di Greenpeace Italia
15:39Federico Spadini
15:40allora Federico ci racconti anche un po'
15:42delle possibili soluzioni
15:43perché voi in questo rapporto
15:45avete anche lanciato
15:46tra virgolette un monito alle istituzioni
15:48cioè avete detto
15:50per semplificare
15:51e parliamo tanto di cambiamento climatico
15:53però qua si continua ad esempio
15:54a investire sul fossile
15:56insomma non ci sono poi delle politiche
15:58che rispettano un po' noi reclami
16:01è sempre così poi alla fine
16:04esatto
16:04a fronte diciamo di una crisi climatica
16:07che è sempre più evidente
16:08perché al di là di questo studio
16:10qualsiasi persona
16:11che ha vissuto diciamo
16:13negli ultimi anni
16:13può rendersi conto
16:14sulla propria pelle
16:15di come le temperature
16:16siano cambiate
16:17o come sia cambiata la frequenza
16:19e l'impatto degli eventi
16:20meteorologici estremi
16:21c'è un'inazione da parte
16:23della politica
16:24e delle istituzioni
16:25e anche da parte
16:26di chi ha le maggiori responsabilità
16:28nell'alimentare la crisi climatica
16:30che sono essenzialmente
16:31le aziende
16:32che producono e commerciano
16:34combustibili fossili
16:35come il petrolio e il gas
16:36quindi noi siamo partiti un po'
16:37dall'individuare queste responsabilità
16:39per andare a proporre delle soluzioni
16:41che sono essenzialmente
16:42di due
16:43di una duplice natura
16:45dall'altra
16:46da una parte diciamo
16:47dobbiamo mitigare
16:49la crisi climatica
16:50questo significa che
16:51sapendo che la crisi climatica
16:53è dovuta principalmente
16:54all'utilizzo dei combustibili fossili
16:56come petrolio, gas e carbone
16:58dobbiamo
17:00preparare i governi
17:01in particolare con l'italiano
17:02dei piani di abbandono
17:04di ritirata diciamo
17:05dei combustibili fossili
17:06in particolare a partire dal metano
17:08e dal gas
17:09secondo Greenpeace
17:10entro il 2035
17:11e investire seriamente
17:13nelle alternative energetiche
17:14che sono
17:15ad esempio
17:16rendere
17:16la produzione di energia
17:18più efficiente
17:19la produzione del consumo
17:20ma soprattutto
17:21investire in energie rinnovabili
17:22di cui l'Italia è ricca
17:23ad esempio
17:24il fotovoltaico
17:26e l'eolico
17:28si tratta anche di
17:29sempre per mitigare
17:31diciamo la crisi climatica
17:32di ricondurre le proprie responsabilità
17:34ai colpevoli
17:35per questo
17:35fra le soluzioni
17:37che Greenpeace propone
17:38c'è quella di una tassazione
17:39sui profitti
17:40che sono sempre molto grandi
17:42delle aziende del petrolio
17:44e del gas
17:44tipo l'italiana Eni
17:46o tutti i colossi
17:48diciamo
17:48così
17:49che producono combustibili fossili
17:50per fare in modo
17:51che le risorse
17:52che possano essere recuperate
17:54le risorse finanziarie
17:55possano essere destinate
17:56proprio per agevolare
17:57la transizione energetica
17:58ma non solo
18:00si parla di transizione energetica
18:01perché la crisi climatica
18:02è già in corso
18:03ed è qualche cosa
18:04a cui dobbiamo adattarsi
18:05quindi oltre a tassare
18:07le aziende
18:07e a uscire
18:08dai combustibili fossili
18:10dobbiamo anche fare
18:11degli interventi
18:11per rendere più vivibili
18:13le nostre città
18:13e quindi per esempio
18:15aumentare gli spazi verdi
18:16ripensare i mezzi
18:18di trasporto
18:18nelle città
18:20interrompere
18:21questa cementificazione
18:22ad oltranza
18:23fare dei tipi
18:24diciamo degli interventi
18:25anche se vogliamo
18:26di assistenza sociale
18:27pensati innanzitutto
18:29sulle persone più vulnerabili
18:30quindi bambini
18:31anziane
18:32persone che vivono per strada
18:33lavoratori
18:34donne incinte
18:35per andare a salvaguardare
18:38appunto
18:39non più una questione
18:40che è veramente ambientale
18:41ma che riguarda
18:43la possibilità nostra
18:44di vivere
18:45in maniera sana
18:46e dignitosa
18:47se vogliamo
18:48le città
18:49o gli spazi che viviamo
18:50quindi da una parte
18:51c'è adattare
18:52le nostre città
18:53smettere di costruire
18:54ad oltranza
18:55aumentare le aree verdi
18:57e dall'altra c'è quella
18:57di abbandonare
18:58i combustibili fossili
18:59e di impedire
19:01questo strapotere
19:02delle grandi multinazionali
19:04di combustibili fossili
19:05che condizionano
19:06purtroppo
19:07le politiche energetiche
19:08in particolare
19:09di un paese come l'Italia
19:10due ultime domande
19:12la prima è questa
19:13Roma secondo te
19:14è pronta
19:15come città
19:16a affrontare
19:17questo cambiamento
19:18così importante
19:19e la seconda
19:19riguarda
19:20le energie alternative
19:21tu hai parlato
19:22di eolico
19:23e fotovoltaico
19:24insomma
19:25tu avrai certamente
19:25sentito Federico
19:26che tantissime zone
19:28d'Italia
19:28non dico che sono
19:30contrarie
19:30però
19:30tanti residenti
19:32fanno un po'
19:33la faccia storta
19:34quando magari
19:36si parla di impianti
19:37fotovoltaici
19:38o eolici
19:38perché si tratta
19:39di impianti
19:39molto grandi
19:41impattanti
19:42sul territorio
19:43e tanti dicono
19:43davanti a casa mia
19:44no mettetelo
19:45da un'altra parte
19:46se tutti fanno
19:46questo discorso
19:47chiaramente
19:48gli impianti fotovoltaici
19:49non li mettiamo
19:50praticamente
19:50da nessuna parte
19:51quindi ci si scontra
19:52anche con questo tema
19:53ecco partiamo
19:54dalla prima domanda
19:55intanto
19:56allora
19:57sulla prima domanda
19:58diciamo
19:59Roma negli ultimi anni
20:00sta facendo
20:01dei passi in avanti
20:02in termini
20:03di diciamo
20:04politiche sul clima
20:05e anche di adattamento
20:07per la nostra conoscenza
20:09diciamo che
20:09forse potremmo dire
20:10che non è in realtà
20:11ancora del tutto pronta
20:13ad affrontare questi problemi
20:15perché è una città
20:16che sconta
20:16una serie di difficoltà
20:18e complessità strutturali
20:19e sconta il fatto
20:20che ancora
20:21come il resto d'Italia
20:21è estremamente dipendente
20:23dai combustibili fossili
20:24da mezzi di trasporto
20:25alimentati a combustibili fossili
20:27e da una grande
20:28antropizzazione
20:29diciamo
20:30quindi in realtà
20:31c'è molto da fare
20:32su Roma
20:33rispetto ad altre capitali europee
20:35è sicuramente indietro
20:36rispetto agli interventi
20:38di contenimento
20:39e adattamento
20:39alla crisi climatica
20:40per quanto riguarda
20:42la seconda questione
20:43è giustissimo
20:44è un dato
20:45che noi cerchiamo
20:46di tenere in considerazione
20:48il più possibile
20:49a iniziare dal fatto
20:50che la proposta
20:51di Greenpeace
20:52è quella di installare
20:53la capacità
20:54diciamo rinnovabile
20:55di fotovoltaico
20:56e di eolico
20:57soprattutto in quelle zone
20:59che sono già compromesse
21:00quindi per esempio
21:01pannelli fotovoltaici
21:03sui capannoni industriali
21:05sui tetti dei parcheggi
21:06sulle aree
21:07che devono essere
21:08recuperate e abbandonate
21:10quindi senza avere
21:11un impatto sul paesaggio
21:12e al tempo stesso
21:13cercare di investire
21:14in microimpianti
21:16che quindi possano servire
21:17delle piccole comunità
21:18o quasi ad uso domestico
21:20se volete
21:20di modo che la produzione
21:22di energia
21:23sia più diffusa
21:24e meno concentrata
21:25perché ovviamente
21:26uno dei problemi
21:27è proprio la concentrazione
21:28dei poli
21:29diciamo
21:30delle infrastrutture energetiche
21:32indipendentemente
21:33da quel tipo di energia
21:34che si utilizza
21:34indubbiamente
21:36non è un problema
21:37semplice
21:37che si risolve così
21:38e che richiede
21:39una buona dose di dialogo
21:41fra diverse parti
21:42della società
21:42le comunità locali
21:44chi tutela il paesaggio
21:45gli amministrati politici
21:47i produttori
21:48di energia rinnovabile
21:49e che è forse
21:51una delle grandi sfide
21:52che abbiamo di fronte
21:53sulla strada
21:55per la giustizia climatica
21:56e per l'azione climatica
21:57in Italia
21:58e non solo
21:58e soprattutto
21:59entro il 2030
22:00perché ci sembra
22:02che sia lontano
22:03ma eccolo
22:03manca poco
22:04mancano
22:05circa tre anni e mezzo
22:07quindi insomma
22:07bisogna anche accelerare
22:08un po'
22:08grazie davvero Federico
22:10per essere stato
22:11in nostra compagnia
22:12aver approfondito il tema
22:13averci raccontato
22:14un po' di dettagli
22:15di questa nuova indagine
22:16di Greenpeace
22:17grazie ancora
22:18e buon lavoro
22:18grazie
22:20buon proseguimento
22:20ciao
22:21a prestissimo
22:23non solo Roma
22:25le notizie dalla regione
22:27con Elisa Mariani