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  • 8 ore fa
Trascrizione
00:04Una trilogia sulla vita, sulla morte, sui fantasmi e sull'amore che nonostante tutto
00:08continua a esistere e a dare un senso anche al dolore, profondissimo, che permea tutta
00:13la storia. Un'idea di teatro che vive sulla costellazione interiore, intesa sia come dimensione
00:18dello spirito, sia come ambiente, gli interni che accompagnano la vita delle persone.
00:23Romance Familiar è il lavoro in tre capitoli che Mario Banusci ha presentato per la prima
00:27volta come un corpo unico alla Biennale Teatro a Venezia, festival che l'ha premiato con
00:30il leone d'argento. Albanese di nascita e poi da bambino emigrato in Grecia, Banusci
00:39lavora intorno al dia del tutto, che in qualche modo appare come una condizione di fondo strutturale
00:44della vita, ma, come sapeva bene Amosos, la vita farima con la morte e il lutto si lega
00:49alla nascita in un circolo che attraverso il rituale, compreso quello della messa in scena,
00:52si rinnova di continuo.
00:59L'idea di teatro di Banusci sembra sostenersi su due grandi pilastri, da una parte il ricordo
01:04personale e le immagini dell'infanzia con il loro inestirpabile mistero, dall'altra
01:08una visione profondamente consapevole dello spazio scenico, della composizione delle figure
01:12e degli oggetti sul palco, che unita alla darmaturgia crea luoghi di immaginario universale.
01:17In particolare, nel capitolo intitolato Goodbye Lindita, una finestra su un lato della scena
01:21ha il potere terribile e meraviglioso di creare tutta l'atmosfera e quello che arriva in platea
01:26è la sensazione di trovarsi a guardare sia una fotografia costruita di Jeff Wall, sia
01:30la vocazione di San Matteo del Caravaggio, sebbene quella a cui assistiamo è, almeno
01:34sulla carta, solo un interno di una casa normale di una famiglia balcanica.
01:49Quando l'immaginazione radicale, fatta di defunti meravigliosamente aggrindati, di morti
01:53che non muorono e restano con noi, e di spiriti persistenti, si interccia con la qualità fisica
01:57e con questi volumi dello spazio teatale, perché di volumi si tratta, il risultato, nei
02:01momenti migliori, è un teatro che parla più lingue e la sua chiarezza, pur restando oscura,
02:06diventa lampante. Ci sono poi anche momenti meno clamorosi, le parti in cui il senso magico
02:13diventa eccessivo o le nudità scontate, ma nel complesso la trilogia regge avvolge, affascina,
02:19strappa il velo che divide palco e platea, anche attraverso gli odori e i rumori, e tutto
02:23finisce ad assomigliare a qualcosa di difficile da dimenticare.
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