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  • 2 hours ago
“Il prosciutto cotto e il prosciutto crudo rappresentano da soli oltre il 50% dei consumi di salumi in Italia”. Lo afferma Davide Calderone, direttore di ASSICA, a margine dell'Assemblea annuale dell'associazione a Roma, illustrando l'andamento dei consumi interni, la crescita dell'export e le critiche legate a Peste Suina Africana, dazi e tensioni geopolitiche.

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Transcript
00:04Nel nostro paese i consumi da qualche tempo sono abbastanza stabili, noi abbiamo i due prodotti
00:09principali che sono il prosciutto cotto da una parte che continua a essere il più consumato
00:13anche grazie alla sua versatilità e utilizzo in tutte le tasse, pensiamo a questo prodotto,
00:18subito seguito dal prosciutto crudo che già da soli fanno oltre il 50% dei salumi e poi
00:23via via arrivano tutti gli altri, i salami, la mortadella, il wuster, la coppa, la pancetta,
00:28la bresaola è molto importante, quindi diciamo che è un paniere di consumo molto variegato
00:32che si conferma sicuramente in Italia. Sicuramente negli altri paesi i numeri di esportazione
00:38sono soprattutto sul prosciutto crudo, noi abbiamo le nostre produzioni famose, i famosi D.O.P.,
00:43il prosciutto di Parma, il prosciutto di San Daniele, il Toscano e molti altri, produzioni
00:48molto uniche e quindi diciamo che all'estero sono molto apprezzate anche perché non ci
00:53sono paragoni, però gli altri prodotti stanno crescendo, in particolare i salami, prodotti
00:58a breve stagionatura, nei paesi dove arrivano sono molto apprezzati anche perché la tipologia
01:04di prodotto è molto diversa, la nostra, noi in Italia siamo famosi per avere un salame
01:09per ogni campanile, se ci pensiamo, però sono prodotti tipici che quando poi arrivano
01:15nelle tavole straniere sono veramente molto apprezzati. Un esempio sugli Stati Uniti per questioni
01:20sanitari, veterinari e il mercato era chiuso a questi prodotti fino a dieci anni fa, in
01:25dieci anni c'è stato un boom dell'esportazione e una continua crescita di queste produzioni.
01:30La pestesuina africana evidentemente è un problema grosso che limita l'esportazione in
01:35diversi mercati, asiatici in particolare, non dimentichiamoci che alcuni mercati hanno
01:39proprio chiuso completamente al primo caso nei suini selvatici, nei cinghiali, le trattative
01:46sono in corso per riaprire i mercati ma sono lunghe e laboriose, ringraziamo per questo
01:50il Ministero della Salute che instancabilmente porta avanti queste trattative. Quindi al
01:55di là dei mercati chiusi, che noi abbiamo stimato un danno che confermiamo di 20 milioni
01:59di euro al mese di mancate esportazioni, ci sono problematiche riguardo le tensioni
02:04geopolitiche, da una parte le politiche protezionistiche che stanno riprendendo purtroppo vigore, noi
02:10siamo un settore che esporta e abbiamo bisogno di stabilità internazionale, tutti gli aspetti
02:15che questa stabilità la minano sono chiaramente negativi, i dazzi sono anche un danno evidente,
02:20una questione proprio economica immediata, ma anche le questioni legate ovviamente, ma
02:25come per tutti i cittadini, il caro energia, il caro carburante, le aziende queste cose
02:29le soffrono, cioè si riducono molto i margini, quindi ovviamente auspichiamo, ma come tutti,
02:33una stabilità per poter prosperare meglio nel mondo.
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