Un'icona di assoluta libertà sul palco, ma anche una manager d'acciaio e senza sconti dietro le quinte del piccolo schermo. Raffaella Carrà rivive nel ritratto intimo e inedito svelato dal suo storico agente Angelo Perrone che, in occasione dell'83esimo anniversario della nascita dell'artista, ha deciso di squarciare il velo di ipocrisia sul mondo dello spettacolo. Il manager ha raccontato i retroscena più segreti e i tagli netti che la regina della tv applicava nei rapporti con le sue colleghe conduttrici. La conduttrice aveva infatti un rigidissimo codice etico fondato sul rispetto professionale e sulla meritocrazia.
[idgallery id="867679" title="Raffaella Carrà. Storia di un'artista eterna"] Raffaella Carrà, il "furto" del format e il gelo totale con Antonella Clerici Il retroscena più dirompente scuote il passato della televisione pubblica e riguarda il rapporto interrotto con un altro volto di punta di Rai 1. Raffaella Carrà tolse il saluto ad Antonella Clerici per un lungo periodo a causa di quella che considerava una vera e propria scorrettezza professionale. Nel 2004 la Carrà aveva firmato il successo di Sogni, lo show che realizzava i desideri della gente comune. Due anni dopo, la Clerici portò in prima serata Il treno dei desideri, un programma fotocopia.
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L'affronto imperdonabile non fu l'idea in sé, ma il metodo. La Clerici infatti arruolò per lo show la stessa identica squadra di lavoro della Carrà, senza fare una telefonata di cortesia per avvisarla. La reazione della regina del canone Rai fu una sanzione diplomatica implacabile: decise di non mettere mai più piede nelle trasmissioni della collega. Il manager Perrone ricorda la fermezza di quella scelta: «Preferì andare ospite dal competitor Io canto condotto da Gerry Scotti piuttosto che a Ti lascio una canzone».
[idgallery id="877767" title="Ma che musica maestro: Raffaella Carrà icona di stile"] L'ammirazione segreta per Silvia Toffanin Se il plagio non autorizzato veniva punito con l'oblio, l'educazione e la compostezza venivano premiate con una stima incondizionata. Raffaella Carrà nutriva un'ammirazione profonda per Silvia Toffanin, un volto che apparentemente apparteneva a un'era televisiva lontanissima dalla sua. A colpire la Carrà era la cifra stilistica della conduttrice di Mediaset, antitetica rispetto alla tv urlata dei nostri giorni.
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L'artista cercava la qualità dell'ascolto, dote che rivedeva nel salotto del weekend di Canale 5. «Stimava molto Silvia Toffanin e le sue interviste garbate, come le definiva lei», ha confessato l'agente. Il desiderio di un incontro davanti alle telecamere era reciproco e strutturato, ma il destino non è stato generoso. Solo una serie di sfortunate complicazioni logistiche ha impedito alla Carrà di sedersi sulla poltrona di Verissimo, un'intervista mancata che l'artista ha rimpianto fino all'ultimo.
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[idarticle id="2450016" title="Silvia Toffanin lancia ''This is me'', programma che celebra gli ex concorrenti di ''Amici''"] L'amicizia con Mara Venier e la scintilla di Carramba Esiste però anche un capitolo di gratitudine immensa, un cerchio magico che lega la Carrà a Mara Venier. Nella metà degli anni Novanta, il legame tra la showgirl e l'Italia si era temporaneamente sfilacciato e Raffaella lavorava principalmente in Spagna. Fu proprio un'intervista rilasciata a Mara Venier a Madrid a cambiare la storia della televisione.
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Davanti alle telecamere della Venier, la Carrà sentì riaccendersi la nostalgia del suo pubblico. Quell'incontro tra amiche fu la spinta decisiva per fare le valigie e firmare il contratto del rientro. Appena dodici mesi dopo, forte di quell'entusiasmo ritrovato, la bionda più amata d'Italia debuttava in prima serata con la prima, storica edizione di Carramba che sorpresa, riscrivendo per sempre le regole dell'intrattenimento di Rai 1.
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