00:00La sezione Unlimited è tradizionalmente una delle più affascinanti di Art Basel,
00:04dedicata alle opere di grande e grandissimo formato, quelle che non penseremmo facessero parte di una fiera,
00:10da sempre ha un respiro museale importante.
00:12E, anche questa è una consumata abitudine, la grande opera che accoglie subito i visitatori
00:16è di solito molto potente e di impatto.
00:19Non fa eccezione neanche l'edizione 2026, l'installazione di Chris Broden, LAPD Uniforms,
00:24è un pezzo importante che, soprattutto al giorno d'oggi, mantiene una grande attualità
00:29e ci ricorda quanto Broden, con la sua vena radicale, fosse in grado di leggere la realtà senza essere didascalico.
00:36Addentrandosi nel grande spazio della fiera di Basilea, però,
00:39quella sensazione di necessità che le uniformi ci avevano trasmesso evapora rapidamente.
00:43La grandezza dimensionale dei lavori sembra spesso fino a se stessa,
00:47gli spunti perdono di evidenza e radicalità,
00:49e la sensazione, poco a poco, diventa quella di trovarsi all'interno di qualcosa di autocompiaciuto,
00:54un piccolo mondo chiuso nel quale, ci accorgiamo, mancano i temi del presente,
00:59clima, diritti, libertà, come se la stanchezza avesse prevalso.
01:04Certo, ci sono lavori che si sollevano dal grigiore,
01:07per esempio una grande installazione di Tester Gates, concepita per Tokyo,
01:11oppure un lavoro di Edith Dekint, disturbante e ambiguo.
01:14C'è la performance di Goshka Makuga, sempre intellettualmente stimolante,
01:18ma non bastano per trascinare l'intera esposizione,
01:21e la sensazione è che manchi la vera contemporaneità,
01:24perché Broden è ormai un classico storicizzato,
01:27e l'altro grande progetto che incontriamo è di Thomas Roof,
01:30anche egli non certo un debuttante,
01:32con le sue fotografie sgranate che ricordano i 25 anni dall'11 settembre.
01:36La loro grandezza è indiscutibile, così come la loro forza anche politica,
01:40ma intorno? Poco e soprattutto poco desiderio.
01:43Questa forse è la cosa più triste.
01:46Le cose però cambiano dall'altro lato della Messe Platz,
01:48nella sezione Zero Ten, più piccola e dedicata all'arte digitale,
01:52c'è tutta un'altra atmosfera, qui si sente fermere la voglia di nuovo,
01:56a prescindere dalle opere in sé,
01:57e prima di tutto il contesto essere diverso.
02:00Anche in questo caso, l'opera che fa da porta d'ingresso è molto forte,
02:03un lavoro su tre schermi di John Gerrard,
02:06ma la differenza è che intorno l'energia non cala,
02:09anzi, ci sono anche in Zero Ten i grandi nomi,
02:12Ito Sterl o Anders Gersky,
02:14ci sono gallerie importantissime come Hauser & Wirth o Esther Schipper,
02:18ma qui, sì, il desiderio è tangibile,
02:20così come la voglia di spingersi oltre,
02:23e questo rende tutto più vivo e interessante.
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