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  • 2 mesi fa
I Persiani di Eschilo, rappresentata per la prima volta nel 472 a.C. ad Atene, è l’opera tragica piu antica giunta fino a noi nella sua integrità, probabilmente a partire dalla seconda versione messa in scena a Siracusa nel 467 a.C. Racconta la notizia della tremenda sconfitta dell'impero persiano guidato dalla hybris (arroganza) di Serse totalmente distrutto nella battaglia di Salamina nel 480 a.C., quindi otto anni prima della messa in scena. Una cronaca molto viva dei fatti per gli ateniesi di allora: lo stesso Eschilo aveva perso un fratello in quella  guerra. Eschilo ha il colpo di genio: ambienta la tragedia a Susa (la capitale persiana) e per la prima volta mette in scena i vinti. Lo sconforto e l'angoscia della regina madre Atossa (moglie di Serse e madre di Dario) e dei dignitari di corte che apprendono la tragica notizia. Una storia di imperi insaziabili e bramosi di conquiste continue, una storia di giovani soldati che muoiono senza un motivo, di genitori che sopravvivono ai figli, di mogli che rimangono senza mariti e figli piccoli senza padri. La tragedia della guerra, sempre la stessa.   ​Rivederla in quello stesso teatro di Siracusa nel giugno del 2026 - esattamente 2493 anni dopo - messa in scena dal regista spagnolo Àlex Ollé (una delle menti creative de La Fura dels Baus) con la potente e delicata traduzione del grecista Walter Lapini è un'esperienza disarmante. Sembra tutto molto, troppo attuale. «E chi è il loro padrone? Chi comanda quel popolo?» chiede la regina Atossa parlando degli ateniesi che hanno travolto i persiani. Il coro risponde: «Non hanno un padrone, non sono schiavi di nessun uomo. Questo è ciò che si dice di loro». ​«I Persiani  - dice il regista Ollè - e una critica all’imperialismo delle grandi potenze. Ed è rimasto tutto purtroppo uguale. Basta vedere Trump e Putin». «I Persiani - dice Walter Lapini - sono un capolavoro ma anche una lezione di stile, non solo letterario».Un cast di alto livello completa ed esalta la potenza della messa in scena: Anna Bonaiuto Atossa, Giuseppe Sartori il Messaggero, Alessio Boni Ombra di Dario, Massimo Nicolini Serse e il coro straordinario (tra cui spiccano Marco Maria Casazza, Francesco Migliaccio, Fabrizio Bordignon, Rosario Tedesco, Giovanni Nardoni, Antonello Cossia) Sopra il video integrale con le interviste ------------------------------------I Persiani di Eschilo,Fondazione Inda, Teatro Greco di Siracusa, fino al 28 giugno 2026

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Novità
Trascrizione
00:11una cosa l'interpretazione ma il significato è lo stesso peccato che è lo stesso perché vuole
00:16dire che dopo 2500 anni non abbiamo migliorato capito tante cose no perché è claro quello che
00:24ti parla qui è un'ora politica dove uno si vuole mantenere nel podere no la benastia di dario con
00:32la tossa e il suo figlio ma quello che veramente mi ha impattato quando l'ho letto la prima volta
00:38è che è la prima obra di teatro fino ad oggi che si conserva che ti porta a fare una
00:45riflessione
00:46sopra il podere no questa questa obra no dei persiani d'eskilo e che l'essere umano non ha
00:54cambiato no facciamo sempre le stesse cose e questa cosa imperialista de volere sempre di più si puoi
01:03vedere ora no è un tram è un putino questo che non hanno fina sempre volendo in più in più
01:09in più e
01:10quello che è fantastico del teatro è che ti porta a una riflessione porta a un posto
01:16di scontro no dei debati in questo caso dell'essere umano del destino del podere mi sembra che è
01:26un'ora fantastica io non avrei immaginato quando mi hanno detto di farla che alla fine penseria che
01:32non era dell'ora di teatro che letto dopo avere il pinter chespier beckett ma veramente
01:412500 anni e ancora con con con questa capacità di commuovere alla gente io dopo leggere i persiani
01:53con che trovato questa questa che era era un testo tanto vicino alla alla realità di oggi e all'attualità
02:02è pensato che portarlo al pubblico per tutto il pubblico però sempre mi piace avvicinarlo al pubblico
02:08giovani di portarlo diciamo a quello che noi vediamo in televisione o alla realità di tutti
02:15gli giorni politici militare no ma questo mi mancava una cosa che quando è stata la prima volta
02:22qui due anni fa che visto che non non beia si l'attore stava ridendo arrivendo piangendo e subito
02:32con al fondo e tu guarda qui dobbiamo lavorare con una camera in live in diretto perché la
02:38gente puoi capire la emozione dei casi di tutto il ruolo no piattosa delle serse del dario e questo
02:48penso che una delle cose che che la gente vedere manovetto no dopo il generale ostia vedere il viso
02:54come suda come no come come piange come penso che era che era importante no quello che in
03:02tutta la guerra non hanno non hanno parole sai no no quello che non possono dire o parlare che sono
03:09le vittime no e le vittime alla fine sono le soldate sono la mamma le donne e le figli no
03:15e
03:15il figlio questa gente che non ha la parola mi sembrava che era importante di darle l'opportunità
03:22di dirlo e così sono tre tre personaggi che appare in metà dell'opera in tre momenti ma devo
03:30dire che il testo dell'opera sta integro no e che abbiamo lavorato con un testo magnifico
03:36di walter lapini che senza questo testo è impossibile fare quello che abbiamo fatto perché lui ha portato
03:44anche il testo a farlo capire per la gente in una maniera molto più facile di quello che il
03:51testo no è antico no
03:57la lingua di eschero è una lingua arcaica difficile da descrivere a parole da si descrive di più attraverso
04:06immagini per esempio è stata descritta con immagine icastica ma estremamente espressiva un muro a secco
04:19un muro a secco altri l'hanno definita un pezzo di carne attaccata all'osso da staccare a morsi e
04:28questa è un'immagine celebre di di pasolini addirittura nell'introduzione alla sua traduzione
04:35dell'orestia del 1960 è una tecnica di scrittura quella di eschilo in cui viene buttata la la cosa
04:44principale il concetto portante poi arrivano piano piano gli altri pezzi e solo alla fine di questo
04:53blocco si riesce ad avere tutto l'insieme ora si può immaginare già da questa descrizione quanto
04:59sia difficile restituire in italiano o in qualunque altra lingua moderna vernacola uno stile di questo
05:07tipo tutti i grandi autori sono necessari e necessari perché c'è come dire uno spazio nel nostro
05:14immaginario nella nostra vita in cui questi grandi autori hanno depositato la loro sapienza nel loro
05:24messaggio e la loro grandezza artistica e nel caso di eschilo questi messaggi sono tanti nel caso dei
05:34persiani sono pure tanti il principale forse è la capacità di mettersi dalla parte dell'altro dalla parte
05:43dell'altro non non per dire necessariamente che l'altro ha ragione perché i persiani invasori non
05:49hanno ragione naturalmente ma mettersi dalla parte dell'altro nel senso di capire che le sofferenze sono
05:56di tutti sono anche del popolo sconfitto anche di chi ti ha attaccato e poi è stato respinto con perdite
06:04però anche lì ci sono vecchi che rimarranno senza figli ci sono spose che rimarranno senza mariti che
06:12piangeranno la loro giovinezza sprecata per loro nozze non godute eccetera eccetera ecco questo è il primo
06:21grande messaggio che eschilo che eschilo ci ci dà ce ne dà anche tanti altri ad esempio che quando fai
06:30un errore non devi ripeterlo questo è molto chiaro nei persiani prego a dirvi che in un colpo solo l
06:37'immensa
06:37nostra potenza è andata distrutta si discute molto sul significato filosofico e politico di
06:43escher alcuni lo contestano tengono ritengono che sia semplicemente un poeta che non abbia molto da
06:48insegnare filosofi pensatori in realtà proprio con eschilo nelle sue tragedie abbiamo una prima
06:53riflessione su quelle che sono le grandi questioni della filosofia in particolare della filosofia politica
06:58che cos'è la giustizia che cosa ci tiene insieme perché ci sono le guerre da dove nasce questo istinto
07:04di prevaricazione di violenza e soprattutto se ci concentriamo sui persiani la lezione più bella è
07:10quella appunto di imparare a mettersi dal punto di vista degli altri e poi la tragedia dovrebbe
07:15essere una celebrazione di Atene una celebrazione della città che è riuscita a resistere e nessuno
07:20avrebbe pensato che Atene sarebbe stato a grado di farlo e Atene ha resistito ha sterminato l'esercito
07:25quasi ha conquistato il potere nel mondo mediterraneo e però eschilo si mette dalla parte dei perdenti e ci
07:32ricordo appunto che ci deve sempre essere una misura e che chi vince deve imparare a conservare
07:37questa misura se vuole veramente esercitare un potere giusto e questo mi sembra una lezione
07:41che merita di essere ascoltata ancora oggi
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