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  • 11 ore fa
Trascrizione
00:03Questa mostra dà un'idea precisa di come in realtà le donne sono state le autrici dei
00:08veri cambiamenti di questo paese, cosa che non si dice mai abbastanza, ma che è proprio il
00:15cambiamento dei costumi, degli atteggiamenti, delle possibilità sono state determinate dalle
00:21grandi battaglie delle donne. Questo non vuol dire che abbiamo concluso una lunga strada di
00:26affermazione, se penso per esempio ai dati che anche oggi sono stati rilanciati delle
00:34dimissioni volontarie delle lavoratrici di fronte alla prima gravidanza o comunque alla nascita
00:39di un figlio, c'è ancora molto da fare per esempio perché si capisca che la cura è un'attività
00:45che deve essere collettiva e condivisa e non può essere delegata solo sulle donne perché
00:50questo finisce per escluderle. Siamo un paese che contemporaneamente parla dell'inverno
00:55democratico e nello stesso tempo continua a fare della maternità un ostacolo alla libertà
01:00delle donne e alle loro scelte e questo è sicuramente un terreno essenziale perché se
01:05no non offriamo alle giovani donne la possibilità davvero di realizzare ciò che abbiamo messo
01:11sulla carta in termini di diritti e quindi credo che sia proprio a partire da lì in fondo
01:18la continuità alle battaglie del 1946-1948 fino al 1950, cioè quello che l'autonomia economica
01:26e l'indipendenza materiale è innanzitutto una questione di libertà delle donne e anche
01:31di loro sicurezza oltre che di libertà e su questo abbiamo ancora strada da fare.
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