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Trascrizione
00:05Scenario globale in primo piano, facciamo il punto sulle prospettive dell'Europa in
00:09vista del confronto a tutto campo tra i leader mondiali al tavolo del G7 in un momento cruciale
00:16per le sorti del conflitto in Medio Oriente. È un grande onore poterne discutere con il
00:21professor Marco Simoni, direttore dell'Istituto Affari Internazionali. Grazie per essere con
00:27noi e benvenuto. Grazie, grazie mille per invitarmi. Con il professor Marco Simoni facciamo quindi
00:33un quadro della situazione per una visione strategica sulle politiche internazionali nell'ambito
00:40della geoeconomia in evoluzione. Professor Simoni, partiamo proprio da qui perché il quadro attuale
00:46è molto complesso, siamo arrivati alla metà del 2026 con un Medio Oriente travolto dalle
00:52guerre e lo stretto di Ormuz bloccato da oltre 100 giorni. Quindi sono passate in questi
01:01mesi tantissime fasi di tensione ma anche tentativi, prospettive per un accordo. Adesso
01:09si guarda proprio a Ginevra, alla vigilia del G7. Queste sono ore e giornate decisive. Ci troviamo
01:17in una fase di crisi permanente oppure di uscita dal tunnel? No, siamo in una fase di
01:25caos e di mancanza di ordine. Questa situazione continuerà a lungo perché è una situazione
01:33che è determinata dai grandi squilibri economici internazionali e dal fatto che l'ordine economico
01:39internazionale a cui eravamo abituati è ormai finito da una decina d'anni, quindi decina d'anni
01:44però ormai in maniera molto palese. L'atto finale che ha definitivamente sancito la fine
01:51dell'ordine vecchio è stata la nuova elezione di Trump e soprattutto le sue politiche di
01:56dazi e le sue politiche di aggressività economica internazionale. A queste naturalmente si sono
02:02aggiunte le associazioni belliche, specialmente questa nei confronti dei grandi cui ho appena
02:07parlato. Naturalmente ci auguriamo tutti che possa finire al più presto, che l'annuncio
02:13dato ieri di questi 14 punti possa tramutarsi in effetti in un accordo che porti alla fine
02:20di questo conflitto come anche Trump ha enfaticamente annunciato. Staremo a vedere se è vero, perché
02:27poi dall'Iran sono arrivati segnali di inviti alla calma sull'entusiasmo iniziale
02:33iniziale che anche le borse hanno registrato, quindi vedremo se effettivamente si riuscirà
02:38ad arrivare a un accordo, ma anche se si dovesse arrivare a un accordo, cosa che ovviamente
02:42ci auguriamo, e si riapra lo stretto di Ormuz, questo non significa che stiamo entrando in una
02:48fase di nuova tranquillità, no. Il caos internazionale continuerà perché le cause di fondo, scusate,
02:55i bisticci di parole sono ancora presenti. Il punto è sempre capire se poi l'accordo
03:01verrà implementato, ma parliamo anche degli attori in campo, perché i paesi del Golfo
03:06sono parte in causa, peraltro è emerso proprio un ruolo fondamentale di mediatore del Qatar
03:14che ha avuto un ruolo appunto importantissimo nel momento in cui si è relazionato direttamente
03:22con Teheran per mediare la posizione rispetto agli Stati Uniti. La posta in gioco è anche
03:28lo sblocco dei fondi che sono congelati in Qatar, stiamo parlando dei fondi iraniani, che possono
03:35essere una merce di scambio per riaprire le rotte, si parla di 12 miliardi e oltre.
03:41Può essere questa la chiave per disinnescare la bomba nel Golfo?
03:46Non c'è una chiave, qualche settimana fa abbiamo avuto un dialogo, come abbiamo stato
03:52anche riportato nei nostri social proprio con il caponegociatore del Qatar che era in
03:57visita qua in Italia, che è uno stato fondamentale e che gioca un ruolo di mediazione all'interno
04:04di un'area nella quale anche le tensioni tra i diversi paesi sono sempre rimaste, a parte
04:10quelle tra tutti i paesi d'Iran. Sicuramente giocheranno tutti un ruolo importante come
04:16medie potenze, ma l'equilibrio del Golfo e dunque l'equilibrio nell'economia mondiale
04:21legato specialmente all'energia, dovrà avere equilibri diversi rispetto a quelli che ho avuto
04:26fino a poco tempo fa. Questo perché paradossalmente anche se dovesse finire rapidamente questo conflitto
04:35ha rafforzato come era prevedibile il regime degli Yadullah iraniani, questa è una cosa
04:39che alcuni nostri analisti avevano detto e avevano scritto, perché anche se nessuno si
04:46immaginava che la risposta anche militare con i droni e con Ormuz sarebbe stata così
04:53efficace, ma in ogni caso come è naturale uno stato attaccato, anche un regime di uno stato
04:59attaccato alla scusa per potersi compattare, nonostante la lontananza da tutti i paesi
05:09occidentali che l'Iran aveva e continua ad avere. Quindi l'equilibrio che si raggiungerà
05:14dopo il conflitto sarà comunque molto diverso rispetto a quello che si aveva all'inizio,
05:19il Qatar rimane uno stato chiave come media potenza, ma accanto alle altre media potenza
05:24erano naturalmente soprattutto degli Emirati Arabi Uniti e dell'Arabia Estadita.
05:31C'è un momento di grande riflessione sul futuro dell'Europa in questo scenario che lei definiva
05:38appunto inizialmente instabile perché sono cambiate le coordinate, i paradigmi del quadro
05:45geopolitico internazionale. Di fronte a tutta questa incertezza, Professor Simoni, l'Europa
05:51è attrezzata per navigare a vista in questo caos globale?
05:59Nessuno è attrezzato perché le situazioni che stiamo vivendo sono nuove, davanti a qualsiasi
06:06essere umano davanti a una situazione che non conosce mai, che non conosce e non ha mai
06:11visto cosa fa, cerca di usare la propria esperienza nel modo migliore possibile per
06:15cavarsela. L'Europa è in una situazione complessa perché ha bisogno di evolvere la
06:22propria struttura di unione, ha bisogno di fare le riforme economiche importanti per poter
06:27continuare ad essere quello che è. Pensiamoci un attimo, sono passati negli scorsi 20 anni
06:32un enorme numero di crisi violentissime, la crisi finanziaria, la crisi del debito sovrano,
06:37il Covid, la crisi dell'energia dovuta all'invasione della Russia in Ucraina, la crisi di Trump,
06:45una crisi dopo l'altra. L'Europa è riuscita a rispondere ogni volta in maniera piuttosto
06:51efficace, è chiaro che ogni risposta è stata piccola relativa a quel tipo di crisi, ma sommate
06:57tra di loro queste risposte hanno anche trasformato l'Europa. L'Europa adesso non è più la stessa
07:01che c'era 20 anni fa, ha più istituzioni, ha più strumenti e continuamente pensa a come
07:07ancora migliorare. Abbiamo due rapporti, quello Draghi e quello Letta, tra l'altro scritti
07:12da due autorevolissimi ex Presidenti del Consiglio italiani che hanno indicato delle vie per
07:18rafforzare l'unione, per rafforzare la cosiddetta unione dei capitali, per rafforzare il mercato
07:23unico, per rafforzare l'industria europea nei diversi settori. Bisogna implementare questi
07:28rapporti non è facile e chiaramente ci vuole tempo e l'Europa è lenta, però vorrei mettere
07:34in guardia sul fatto che la lentezza sia sempre giudicata un male, la lentezza è un valore
07:39perché rappresenta lo stato di diritto e la democrazia che in Europa sono forti come
07:44nessun altro posto al mondo e quindi l'Europa in questo momento, anche se sembra meno reattiva,
07:52meno veloce di come veloce Trump, ma chiediamoci, noi vorremmo un Trump europeo oppure vogliamo
08:00una società governata dal diritto in cui nessuno può svegliarsi una mattina e decidere di licenziare
08:0610 mila dipendenti pubblici? Perché il problema qui non è decidere di licenziare o non licenziare,
08:12noi possiamo anche decidere come europei che abbiamo bisogno che i dipendenti pubblici siano
08:18trattati più similmente a quelli privati o viceversa, no, che devono essere più protetti,
08:23questa discussione è sempre fatta e si può continuare a fare, ma fare quello che ha fatto
08:27Trump e licenziare di colpo 10-20 mila dipendenti pubblici significa minare e trasformare alla
08:33radice una cosa fondamentale che è l'indipendenza dello Stato, perché una cosa sono i politici
08:39che sono eletti e cambiano, una cosa sono i capi di gabinetto che sono le persone di fiducia
08:44il ministro eletto e quindi cambiano ogni volta col governo, altra cosa sono la massa
08:49dei dipendenti pubblici che rimangono, che sono indipendenti e che sono la spina dorsale
08:53del nostro paese, i medici, i professori di scuola, gli assistenti delle scuole, chi aiuta
09:00a mantenere le strade, la polizia, questi sono i dipendenti pubblici e Trump con l'accetta
09:05ne ha tagliati a migliaia, questa cosa qui è una cosa che secondo me mina quella democrazia,
09:11ne sta riducendo il tasso di democrazia e noi in Europa non lo vogliamo, io preferisco
09:16una procedura più lenta ma più democratica, perché la democrazia è un valore in sé e
09:20ha anche valore per gli investitori, è anche valore per chi fa economia.
09:25Siamo usciti un po' dal binario dell'attualità ma la ringrazio per averci dato comunque una
09:31prospettiva più ampia sulle prospettive e sulle riforme che l'Europa sta attuando, di cui
09:39si parlerà proprio al Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, ma veniamo alla cabina di regia
09:46della politica internazionale a Monte, cioè ripartiamo proprio dalle due grandi crisi da
09:53gestire che sono Ucraina e Medio Oriente appunto, due vertici imminenti, il G7 e il Consiglio
09:59europeo a Bruxelles, qual è il significato geopolitico di questa staffetta, il significato
10:05più rilevante? Il significato più rilevante è che si vedrà con chiarezza che il G7 sarà
10:11poco più, anzi è poco più, sarà semplicemente un momento cerimoniale, speriamo che sia un
10:16momento cerimoniale in cui non accada niente di particolarmente significativo perché l'unica
10:21cosa che potrebbe accadere è qualche frase fuori dalla tasca di Trump, fuori dal cappello.
10:27Il G7 ricordiamolo a chi ci ascolta, non è un'organizzazione, non c'è un numero di
10:32telefono, non possiamo telefonare al G7 perché il G7 è solo una riunione dei sette
10:37paesi più importanti, dei loro capi che si riuniscono una volta all'anno ogni volta sotto
10:41la presidenza di uno diverso per fare il turno, per fare il turno di cosa? Per fare il turno
10:45di chi prenota l'albergo, di chi prenota la sala e di chi porta l'acqua al tavolo.
10:51Certo, però quest'anno ha una valenza politica particolarmente rilevante, anche perché bisogna
10:56capire il G7 in questa riunione semplicemente si sottolineerà come l'attore principale,
11:03l'America non ha nessun interesse a risolvere i problemi dialogando con gli altri, l'America
11:08ha attaccato l'Iran senza neanche avvertire prima nessuno dei suoi alleati storici, neanche
11:15il Regno Unito, ne hanno neanche detto che lo stava per fare e ha attaccato l'Iran.
11:19quindi il G7 è la riunione di questi paesi, dei paesi più importanti degli Stati Uniti
11:25i quali non li hanno avvertiti prima di compiere l'atto di guerra più rilevante che hanno fatto
11:30dall'invasione dell'Afghanistan.
11:32Mi riferivo al cambio di scenario dovuto proprio al fatto che gli Stati Uniti hanno cambiato
11:38rotta sul piano della politica internazionale, quindi c'è proprio un nuovo assetto per quanto
11:46riguarda la geoeconomia che fa ritenere che le discussioni debbano comunque in qualche
11:53modo convergere su alcuni punti. Il G7 francese ad esempio è centrato sulla riduzione degli
12:00squilibri macroeconomici, questo che cosa significa con l'Occidente così frammentato come lo vediamo
12:08oggi? I leader su che cosa possono trovare un vero allineamento?
12:13Esattamente come dice lei, in questo scenario frammentato il leader non ha nessun materiale
12:19su cui trovare allineamento. Essendo una riunione che dura qualche ora, l'unico prodotto di
12:25qualsiasi G7, io ho partecipato come consigliere del primo ministro a 4 G7 diversi e l'unico
12:31risultato è quello di un comunicato congiunto, perché siccome non esiste un'organizzazione,
12:37non è che bisogna dire alle persone di fare qualcosa, nessuno può dire a nessuno di fare
12:41niente, è soltanto un comunicato, che può approvere un grande valore politico, ma si
12:45immagini un comunicato che dicesse noi tutti G7 supportiamo l'Ucraina e facciamo questa
12:52cosa per l'Ucraina, per la ricostruzione dell'Ucraina, sarebbe un impegno politico e poi
12:56devi fare le cose, ogni stato fa le sue cose, quindi l'unica cosa che può produrre il G7
13:00è un comunicato, è molto difficile pensare che ci sia un comunicato significativo, come
13:05ha detto giustamente lei, con un Presidente che un giorno o no minaccia nuove sanzioni
13:10o nuove tariffe, nuovi dazi contro l'Unione Europea, che muove guerre senza avvertire
13:16nessuno, che ha una sua agenda legittimissima fondata sulla sottolineatura della propria forza
13:23e delle proprie aree di influenza e pronto a discutere di questo con la Cina e con la Russia,
13:28che non fanno parte ovviamente del G7, che sono tutti paesi democratici, quindi è estremamente
13:32complesso pensare.
13:34Sì, Macron ha invitato a partecipare anche paesi che non fanno parte del G7, del resto
13:43è avvenuto anche lo scorso anno in Canada, ma questo è un momento storico appunto molto
13:47particolare per la situazione nel Golfo, quindi c'è interesse a capire che cosa si diranno
13:53alla fine i leader, perché è la prima occasione di incontro dopo tanto tempo, Professor Simoni.
14:00La cosa interessante da vedere saranno i bilaterali, la cosa che io mi chiedo è, ma
14:04in questa occasione ci sarà un bilaterale Meloni-Trump?
14:10Macron-Trump?
14:11Faranno paesi che c'è stato negli scorsi mesi uno scambio di battute pesanti, perché
14:18Trump ha fatto le battute nei confronti del Santo Padre, la Meloni ha ritenuto di rispondere,
14:24da allora c'è stato un allontanamento almeno mediatico tra i due leader, ci sarà
14:30un riavvicinamento in questa occasione o no?
14:32O prevarrà il fatto che siccome Trump ha degli indici di gradimento molto bassi in Europa,
14:38allora Giorgio Meloni preferirà non farsi fotografare troppo vicino a lui?
14:41Questo è molto interessante da vedere come si svilupperà il rapporto tra Trump e gli
14:47altri leader europei, è molto curioso e molto interessante per chi ci faranno le elezioni
14:52in Francia e in Italia l'anno prossimo e vediamo come si gioca, ma quello che volevo
14:56fargli notare è che ogni volta nel G7 si invita sempre qualcuno che non fa parte del
15:01G7 per qualche parte dei lavori, ma a questo giro Macron sta invitando la Cina, l'India,
15:06il Brasile, il Kenya, i paesi più importanti fuori dal G7 e quindi perché sta facendo
15:16questo? Perché nel momento in cui il G7 in sé non produrrà tutto questo risultato e
15:21siamo in Francia e dopo pochi mesi ci sono le elezioni del Presidente, il Presidente per
15:27supportare la sua parte politica anche se lui non sarà ricandidato si vuole far vedere
15:31accanto anche agli altri grandi leader e mostrare che la Francia, non il G7, la Francia
15:37ha la capacità di attrarre, la capacità di essere mediatore, la capacità di imporsi
15:41al centro, ma la vicinanza ad esempio dell'India sta mostrando anche plasticamente che un pezzo
15:48significativo del G7, tutta l'Europa, tutta l'Unione Europea sta guardando da altri mercati,
15:53se gli Stati Uniti mettono d'azzi e diventano meno friendly diciamo, allora noi cerchiamo di
15:58rafforzare i legami con l'India, con il Mercosur, con l'Indonesia, abbiamo appena firmato
16:03degli importanti accordi con questi paesi e quindi questo G7 sta mostrando, non dico
16:09la fine del G7 perché il G7 continuerà a essere come riunione, ma la perdita progressiva
16:15di centralità della riunione, anche perché ormai ha parità di potere d'acquisto, nel
16:20G7 c'è meno del 30% del prodotto interno lordo globale, quando era nato il G7 all'inizio
16:28c'era ben più del 50%.
16:31Assolutamente professor Simoni, c'è un grande tema che è quello dei big tech, l'Europa
16:39al momento è fortemente dipendente dalla tecnologia americana, il digital market tax sembra diventato
16:45però negoziabile proprio sotto il pressing di Washington, Papa Leone ha lanciato un grido
16:52d'allarme, disarmare l'intelligenza artificiale, che cosa significa questa espressione fortissima,
17:00la necessità di sganciarsi da questa dipendenza dal monopolio che in questo momento è detenuto
17:10dagli Stati Uniti, l'Europa sta davvero difendendo la sua sovranità digitale?
17:17Questo tema che le solleva è veramente molto molto rilevante e sono due cose leggermente
17:21diverse, perché una è l'appropriatezza regolatoria della legislazione europea sull'intelligenza
17:29artificiale, su cui tantissimi esperti hanno dubbi, per l'eccessiva rigidità, per la difficoltà
17:36di implementazione, perché se andate a regolare una materia in evoluzione ancora troppo rapida,
17:42con l'unico rischio di mettere i freni alle aziende europee che la sviluppano rispetto
17:47a quelle americane. La seconda cosa che lei ha citato è il conflitto regolatorio, il fatto
17:53che l'Europa vuole applicare delle norme di concorrenza ad esempio o di responsabilità
17:59sulle cose che vengono pubblicate, per tra virgolette costringere i grandi del web a anche
18:04una maggiore responsabilizzazione di quello che accade sulle loro piattaforme, a come si
18:08comportano gli algoritmi rispetto a quello che loro desiderano. E la terza cosa è l'autonomia
18:13strategica, che io ritengo completamente centrale. La cos'è l'autonomia strategica è il fatto
18:17che l'Europa sia indipendente in alcune tecnologie chiave e l'Europa già fa questi ragionamenti
18:23per quanto riguarda, e quindi politiche industriali, per quanto riguarda i chip, per quanto riguarda
18:28alcuni materiali rari, l'energia e così via, ma altrettanto chiave sono le tecnologie,
18:36quelle quotidiane del digitale. Se lei ci pensa oggi, gli strumenti che stiamo usando per
18:40fare questo collegamento sono tutti americani, le tecnologie che usiamo per scrivere sono
18:45o cinesi o americane e di europeo non c'è più quasi nulla dal punto di vista delle tecnologie
18:51che usiamo tutti i giorni, il software, lardo, questo è un grande problema.
18:53Certo, quindi bisogna passare dalla sovranità difensiva alla sovranità competitiva, cercheremo
18:59di capire quale sarà il prossimo passo, soprattutto dopo il Consiglio europeo di giugno e quindi
19:06vedremo anche quali risorse verranno messe in campo dal bilancio UE e come si articolerà
19:14la discussione tra Bruxelles e i governi per un uso, un utilizzo efficiente delle risorse
19:22finanziarie nel prossimo bilancio. Ci fermiamo intanto su queste considerazioni,
19:30Professor Marco Simoni, grazie, Direttore dell'Istituto Affari Internazionali, grazie,
19:38molte grazie per essere stato con noi e a presto, arrivederci.
19:42E adesso riprendiamo con l'IPO storica a Wall Street, SpaceX.
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