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  • 2 giorni fa
CONFESSARE LE PROPRIE FRAGILITÀ non è da tutti. Alcide Pierantozzi, nel suo libro autobiografico Lo sbilico, candidato al Premio Strega 2026, lo fa. E parla senza mezzi termini della sua forma di autismo. «Non inseguo una guarigione impossibile, cerco di collaborare con la malattia: io e lei siamo una squadra» dice nell’intervista (pag. 124).
Il romanzo viviseziona senza pietà un vissuto di ossessioni, di mascolinità gay e psicofarmaci in un’epoca, la nostra, in cui i disturbi psichiatrici sono ancora un tabù. Affrontare il tema dell’alterazione dell’umore, come ad esempio una sindrome depressiva, ci terrorizza. Temiamo che condividere un disagio riveli debolezza, un boomerang che può ritorcersi contro di noi e per pudore non chiediamo aiuto, sbagliando: perché dalla depressione si guarisce.
Il pericolo di sentirsi improvvisamente estranei a sé stessi senza apparente ragione è una realtà che può riguardare chiunque. La depressione non avvisa, non dà segnali, si presenta alla porta di casa armata di tutto punto. Quando precipiti in fondo al pozzo annaspi e ti contorci. Non ci puoi credere eppure è così: sei diventato estraneo a te stesso. Diverso da tutti, diverso da te. Diverso da me.

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Trascrizione
00:00Due settimane fa all'OIED di Milano si è svolta la seconda edizione di Fashion Talk.
00:05Abbiamo discusso di giornalismo di moda citando anche alcuni commenti sui social
00:10che spesso ci accusano di essere al servizio degli inserzionisti,
00:14in pratica di non scrivere recensioni negative in cambio di chissà quali favori, vantaggi o peggio ancora in cambio di
00:21soldi.
00:22Abbiamo anche detto che stroncare il lavoro di un brand con una review feroce è sbagliato
00:27perché suona come un attacco personale al designer più che una critica
00:32e che una buona recensione non deve subire l'influenza del gusto personale di chi la scrive.
00:38La critica serve se è imparziale e se è misurata.
00:43Inoltre, il sospetto che noi si favorisca un marchio piuttosto di un altro vale anche per i redazionali fotografici.
00:50Qualcuno ci incolpa di concedere più spazio a chi fa pubblicità, mentre la verità è assolutamente un'altra.
00:55La selezione dei vestiti è un libero arbitrio del redattore e risponde solo all'esigenza del tema dello shooting.
01:02I nostri fashion editor si suddividono i nomi da fotografare concordandoli con il sottoscritto
01:09ed è poi normale che moltissimi siano inserzionisti perché va detto correndo anche rischio di sembrare presuntuosi antipatici.
01:15Com'è la verità, su Stell Magazine la pubblicità la fanno tutti.
01:19In conclusione, è vero che i giornali senza pubblicità non sopravvivono, ma noi non siamo in vendita.
01:26Noi non siamo pagati dai marchi di moda, noi siamo pagati dall'editore.
01:30Numero di giugno.
01:31La tradizione vuole che questo sia il numero dell'edizione estiva di Pitti Uomo e della Milano Fashion Week maschile.
01:37Quindi troverete molta moda, fotografata anche sui protagonisti che abbiamo scelto per voi,
01:43tra cui il trapper Giadis Codoro nel 2023 Dis Gacha e lo scrittore candidato al premio strega Alcide Pierantozzi,
01:52che si racconta senza reticenze in un'intervista esclusiva.
01:56Ancora moda sul talent di copertina, questa volta si tratta di un attore britannico
02:01che lavora senza tregua nonostante sia affetto da una patologia cronica della quale non fa mistero.
02:08E chi è lo scopriremo insieme lunedì su questa pagina.
02:11Ciao, grazie e buona lettura.
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