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  • 11 hours ago
“Il contesto internazionale è cambiato in due elementi: da un lato la costante minaccia della Russia sul continente europeo, minaccia che persegue un’idea di ordine dello spazio politico dell’Europa fondato sull’uso della forza, e dall’altro il cambiamento di contesto, ovvero il riposizionamento degli Stati Uniti nell’ordine internazionale da principali garanti dell’ordine liberale a principali detrattori di strutture dello stesso, basato sulle istituzioni, sull’economia di mercato aperta e competitiva, sulla preferenza per la democrazia, e sul rifiuto della guerra come strumento per risolvere le controversie”. E’ quanto affermato da Vittorio Emanuele Parsi, Professore di Relazioni Internazionali presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, alla  107esima Assemblea Nazionale di Manageritalia, la Federazione nazionale dei dirigenti, quadri ed executive professional del commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato, che ha riunito a Milano negli spazi dell’hotel Melià oltre 220 delegati provenienti da tutta Italia, in rappresentanza degli oltre 47mila associati.

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Transcript
00:03Il contesto internazionale è cambiato in due elementi principalmente, il primo è la costanza
00:10della presenza di una minaccia rappresentata dalla Russia sul continente europeo dall'inizio
00:18della guerra in Ucraina che attivamente persegue un'idea di ordine dello spazio politico europeo
00:26fondato sull'uso della forza e questo implica un progetto che è incompatibile con l'idea
00:35dei paesi europei e dell'Unione che per lo stesso medesimo spazio politico hanno un'idea
00:40di un ordine basato sul governo della legge, sulla separazione dei poteri, sull'economia
00:46di mercato aperto ma regolata, sulla democrazia rappresentativa, sulla società aperta, sul
00:54commercio internazionale e via discorrendo. Questa minaccia resta, è gravissima, non
01:00va dimenticato che proprio le difficoltà che le russi incontrano in Ucraina potrebbero
01:05spingere il Cremlino a provare a assaggiare la determinazione europea a difendersi rispetto
01:12a una provocazione russa sul Baltico principalmente che è il punto più facile. Poi c'è un secondo
01:21elemento che non è una minaccia ma è un cambiamento di contesto ed è il riposizionamento
01:28degli Stati Uniti nell'ordine internazionale da principali garanti dell'ordine liberale
01:34a principali detrattori e distruttori di quest'ordine basato sulle istituzioni, sull'economia
01:42di mercato aperta e competitiva e sulla preferenza per la democrazia e sul rifiuto della guerra
01:49come strumento per risolvere le controversie e sull'idea stessa di società aperta.
01:56Questo è molto pericoloso, non è una minaccia ma per molti aspetti è più pericoloso nelle
02:03conseguenze che produce perché rompe il concetto di unità occidentale e costringe
02:08gli europei a prendere maggiormente sulle spalle la responsabilità della sicurezza
02:17e della sicurezza dell'ordine liberale. Una sfida epocale che o vinceremo e quindi saremo
02:24in grado di allontanare il dilemma che si presenterebbe in caso di fallimento tra la resa e la guerra
02:34oppure appunto perderemo e ci troveremo a dover scegliere le altre due preferenze subottimali.
02:41Dal punto di vista dei manager la questione è molto semplice, quello che succede dipende anche
02:48molto da come le nostre democrazie si muoveranno, reagiranno, ma quello che le nostre democrazie
02:55faranno dipende da come le classi politiche saranno incalzate rispetto all'idea di quello
03:03che è giusto fare.
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