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NovitàTrascrizione
00:10Parma Stories, il lato giovane e positivo del territorio, è il nuovo vodcast di 12TV Parma,
00:17che racconta senza filtri tanti ragazzi della città e della provincia. Giovani talenti,
00:22professionisti e sognatori con i piedi per terra, energie nuove di un territorio inedito tutto da
00:28scoprire. Le storie positive di chi non cerca i riflettori, ma di cui vogliamo apprezzare
00:33emozioni, obiettivi, talento, sacrificio, aspirazioni e impegno verso la comunità.
00:42In questa sesta puntata torniamo nel fascino unico di sale e corridoi, del Conservatorio di
00:48Musica Arrigo Boito di Parma, che in questo 2026 celebra e festeggia i 200 anni di storia.
00:56Incontriamo Andrea, 22 anni, giovane studente impegnato nel quarto dei cinque anni del suo
01:02percorso di formazione. Prima aveva studiato al liceo musicale di Mantova. Le percussioni
01:07sono la sua passione e il suo strumento.
01:19Ben ritrovati su 12 TV Parma, ben ritrovati con Parma Stories, una nuova puntata della nostra
01:26rubrica, del nostro programma che racconta in ogni puntata la storia, le ambizioni,
01:33l'attività quotidiana, lo studio e il lavoro di un giovane che è protagonista nel nostro
01:40territorio, un territorio ricco, quello di Parma e provincia, sul fronte di tanti ragazzi
01:47che spesso sono lontani dalle luci dei riflettori, spesso non vengono raccontati dai media, ma che
01:56noi vogliamo mettere sul palcoscenico, vogliamo raccontare, vogliamo conoscere, in questo caso
02:02conosciamo Andrea. Ciao Andrea, grazie di essere con noi.
02:05Siamo tornati anche in questa occasione, come avete sentito nella nostra introduzione,
02:13proprio su un palcoscenico, il palco del Conservatorio Musicale di Parma, Arrigo Boito, che ci ospita
02:21ancora una volta per conoscere un altro studente. Andrea appunto, beh Andrea tu suoni uno strumento
02:31particolare, cioè uno strumento o non strumento, adesso ci spiegherai perché, le percussioni,
02:36però insomma partiamo più da distante, tu non sei di Parma? Io non sono di Parma, io sono nato in
02:45provincia di Mantua, in un paesino piccolino nella bassa, ho studiato batteria diversi anni in zona,
02:52dopodiché ho proseguito i miei studi a Mantua al liceo musicale per poi venire qui. Ecco, liceo musicale
02:59che ti avvicina dunque come tipologia di studio, anche come pratica immagino. Esatto, sì, il liceo
03:07musicale è improntato verso un'istruzione musicale il più possibile vicina, quello che sarà poi il
03:15futuro, quindi il conservatorio, la formazione che si tiene qui. Ecco, poi scegli la tua strada,
03:21chiaramente, la strada dello strumento, la strada di studio, sei arrivato da quattro anni circa,
03:28qui al conservatorio Boito. A che punto sei? A che punto, insomma, un buon punto, insomma,
03:33stiamo per finire, sono al primo anno di quello che noi chiamiamo biennio, quindi del magistrale,
03:41ok? Al quarto di cinque anni per intenderci. Esatto, sì, sì, sì, come funziona con l'università
03:47normalissima, 3 più 2. Ecco, la prima parte è andata bene? Sì, sì, sì. È andata bene,
03:52lo dici col sorriso, vuol dire di sì. Fate qui, giusto?
03:57I concerti di laurea, sì, alcuni qui, in questa sala che si chiama la Sala Verdi e in auditorium
04:03del Carmine, che è di là. Cioè pubblico, oltre alla commissione?
04:08Eh sì, dipende, dipende da quanti invitati si chiamano.
04:11Cioè tu puoi invitare le persone a seguire il tuo esame di laurea?
04:15Quando lo consentono nelle università, è la stessa cosa, noi invitiamo parenti magari.
04:20Ah no, apro una parentesi, ma questo non è per... alcuni può essere magari fonte di tensione
04:26maggiore, però c'è anche ovviamente la voglia dei parenti, magari dei genitori di assistere
04:33da vicino, quindi bisogna un po' mediare su questi due aspetti.
04:37Sì, sì, è inevitabile, bisogna chiamarli, cioè in realtà fa anche molto piacere, è effettivamente
04:43una fonte d'ansia in più, perché suonare davanti ai propri genitori, parenti, amici
04:48è diverso rispetto a suonare davanti a degli sconosciuti o poco più.
04:53Certo, però per te è andata bene, mi pare di capire.
04:56Sì, sì, sì, sono contento.
04:56Hai svolto l'esame proprio in questa sala, la Sala Verdi, in un conservatorio che noi
05:04ringraziamo per l'ospitalità, per averci permesso intanto di apprezzare queste sale,
05:11questi luoghi e poi per conoscerti in questo caso e raccontare la tua storia, tu come lo
05:16descrivi questo luogo?
05:18Ecco, il conservatorio è un luogo molto speciale, strano per certi versi, è come un'università
05:26come ti dicevo prima, perché comunque il percorso è simile, ma proprio come modalità
05:33di frequenza ha le sue peculiarità, ad esempio a differenza di altre università siamo molti
05:41meno numericamente a frequentare le lezioni che siano teoriche o pratiche, abbiamo le lezioni
05:47individuali di strumento, quindi c'è un rapporto molto più diretto con l'insegnante e di conseguenza
05:52abbiamo anche un senso di comunità piuttosto forte.
05:56ovviamente, ecco, diciamo che chi ha la volontà di partecipare alla vita pubblica del conservatorio
06:02trova modo molto facilmente.
06:04Ecco, questo è interessante, cioè praticamente vi conoscete un po' tutti tra gli studenti
06:08a differenza di un'università più grande, vi conoscete tutti, quindi insomma vi apprezzate,
06:17sapete cosa suona, cosa studia ognuno praticamente.
06:20Esatto, esatto, sì, sì, sì, c'è proprio un senso di, sì, di famiglia, anche di appartenenza
06:28a questo luogo e alle persone che lo abitano tutti i giorni.
06:32Ma ecco, una curiosità, immagino sono nate anche delle amicizie con alcuni tuoi colleghi
06:40studenti, vi frequentate anche fuori da queste aule?
06:44Sì, spesso, ovviamente, molto spesso, diciamo che...
06:49Vi vedete già abbastanza durante il giorno, no?
06:52No, no, no, nel senso che in realtà è particolare perché in genere si hanno poche amicizie al
06:57di fuori del conservatorio, cioè proprio forse è anche troppa chiusura da un certo punto
07:01di vista, però sì, ci vediamo molto spesso, si fa comunità e si va a mangiare una pizza
07:07e si va a ballare o si va al cinema, ci si trova a casa dell'uno o dell'altro,
07:11insomma,
07:11per fare qualsiasi cosa, sì, sì, assolutamente.
07:14No, beh, del resto voi state qui ad allenarvi, a studiare, a provare tantissime ore durante
07:22il giorno e allora su questo entriamo un po' nel dettaglio di quello che fai tu.
07:27Tu studi e suoni le percussioni, come ci dicevi prima, allora proviamo a capire cosa sono
07:33le percussioni perché magari nell'immaginario collettivo può esserci così non troppa precisione.
07:40Ecco, sì, già il termine percussioni è molto interessante perché è molto difficile definirle,
07:47possiamo dire che le percussioni sono qualsiasi cosa, neanche qualsiasi strumento che possa
07:53essere percosso e con cui è possibile fare musica e tendenzialmente tutto può essere
07:59percorso e con tutto è possibile fare musica. Per cui dalla sedia su cui siamo seduti,
08:05dal taccuino che ha in mano al pianoforte che esso stesso è uno strumento a percussione,
08:12veramente qualsiasi cosa può diventare percussione, può essere, può diventare strumento,
08:17dipende tutto da come lo usi e se sei in grado di poterlo fare.
08:22Perché tutto genera un rumore che è un suono e che può essere quindi una melodia sostanzialmente.
08:28Sì, sì, è una melodia circa. Può essere.
08:32In genere non ha, soprattutto con questi strumenti che ti dicevo, non ci sono suoni ben determinati,
08:39no? Non possiamo parlare di note o frequenze precise, però sì, sostanzialmente è quello.
08:45Poi noi, in particolare in conservatorio, suoniamo degli strumenti in particolare,
08:52cioè a lezione non facciamo i pezzi per sedia. Può succedere, può succedere.
08:57Però in genere suoniamo strumenti orchestrali che suonano in orchestra.
09:01Ecco, per esempio, quali sono questi strumenti?
09:03Per esempio timpani, per esempio gran cassa, piatti, triangolo, ma anche strumenti intonati
09:12che hanno praticamente, le chiamiamo tastiere perché i tasti, le barre, sono disposte come
09:19una tastiera dei pianoforti. Quindi marimba, vibrafono, glockenspill, xilofono.
09:23Ecco, vedi. Ci addentriamo già in qualche cosa che, come un po' quelle prima, non conoscevamo,
09:29però adesso stiamo apprendendo di più anche grazie a questa occasione.
09:33Ecco, ma allora tu come sei arrivato, Andrea, alle percussioni?
09:37Tu mi raccontavi prima, prima dell'intervista, hai iniziato con la batteria.
09:41Esatto, sì, ho iniziato con la batteria subito dopo qualche anno di propedeutica fatta
09:46proprio da molto piccolo. Il giorno che ci hanno fatto vedere e provare gli strumenti
09:53e mi sono innamorato immediatamente.
09:55Mi avevano detto che ero portato per la tromba, ma non ne ho voluto sapere.
09:59Io ho provato a fare un po' di casino e mi piaceva, quindi mi sono buttato sulla batteria
10:04e l'ho studiata sei, sette anni. Dopodiché, cominciando liceo musicale, batteria non si faceva
10:11praticamente più. Era uno studio prettamente classico e quindi, come ti dicevo prima,
10:17più improntato sullo studio degli strumenti che si suonano in orchestra o in ensemble,
10:24il quartetti, musica da camera. Per cui ci sono arrivato così, andando al liceo.
10:30Ecco, però diciamo che è contiguo il passaggio dalla batteria alle percussioni.
10:35Sì, sono anche coesistenti, ovviamente. Tutto è percussione, come ti dicevo, e la batteria
10:40fa parte. Diciamo che ci sono percorsi che prediligono l'una e l'altra, sono un po'
10:45separati in questo senso. Ecco, allora descrivici come funziona un tuo giorno tipo,
10:52una tua giornata tipo. Quanto provi, quanto usi le percussioni, quanto studi?
10:59Allora, anni fa, soprattutto al triennio, stavo in conservatorio tantissimo, troppo,
11:05però l'ho capito dopo, dalle dieci ore in su al giorno, tantissimo. Poi ho capito che è meglio
11:12studiare meno, ma meglio, quindi adesso sono passato alle sei ore, dalle sei alle otto.
11:18La giornata tipo è che, sì, arrivo qua a nove, nove e mezza, e poi se va tutto bene,
11:26mi torno a casa per le sei, per le cinque e mezza circa.
11:28Tu hai detto, cerco di stare meno rispetto a una volta, quindi vivi anche più Parma, la città.
11:36Ecco, tu vivi qui, immagina. Ecco, come ti trovi?
11:39Ma a Parma mi trovo molto bene, fin da subito comunque è una città accogliente,
11:45non troppo piccola e non troppo grande, per cui mi sono trovato subito bene.
11:50Sì, la frequento, frequento abbastanza il centro, insomma qualche iniziativa locale,
12:00ad esempio è da qualche tempo che vado a dare una mano a dei ragazzi in una cooperativa,
12:06quindi frequento quel posto di ragazzi disabili e quindi, insomma, sono entrato un po' in questo giro che mi piace
12:14tanto.
12:15Cioè fai anche, insomma, dell'attività di volontariato che è sempre molto preziosa.
12:19Mi piace moltissimo, sì.
12:20Ah, vedi, ti stai, ti sei ormai già inserito molto bene, torni però spesso a casa?
12:27Sì, abbastanza spesso, un weekend sì, un weekend no, poi ho cominciato a lavorare ultimamente in un rifugio,
12:33il rifugio Lug Day, sicuramente lo conoscete, per cui sì, ogni tanto vado là, il weekend ogni tanto torno a
12:39casa.
12:39Quindi vuol dire che ti piace l'Appennino, un po' la vita più montagna, di mare?
12:44Sì, e sicuramente più della pianura, con tutto il rispetto per la Padagno.
12:48Certo, ha tantissime eccellenze, anche la nostra bassa, però effettivamente poi ci sono i gusti personali.
12:55E quindi lì, come la descrivi l'Appennino Parmese, la nostra montagna? Ti piace perché?
13:02Allora, mi piace perché come un po' tutto l'Appennino è piuttosto fuori dalle rotte turistiche,
13:11seppur con alcuni punti di grande interesse come appunto quella parte di Appennino, soprattutto per Parma,
13:18però è molto interessante perché facilita la scoperta della montagna nel senso più intimo, più autentico,
13:27rispetto a tante località alpine, no? Che sono invece molto più importate sullo sci o sull'attività di attività.
13:36Sì, sono più attrattori chiaramente di attività, qui ci sono tanti frequentatori del nostro Appennino,
13:42però nonostante questo si riesce ancora a viverlo in maniera autentica, come appunto dicevi te.
13:49Sai che Parma sarà capitale europea dei giovani nel 2027, ecco come leggi questo traguardo?
13:56Può essere anche un'occasione, da giovane raccontaci qualcosa.
14:00Spero sia un'occasione, certo. Ho letto qualcosa, mi è sembrato tutto molto interessante,
14:08ho visto che i giovani sono stati inclusi da subito, insomma, nell'organizzazione,
14:13quindi quello io credo sia fondamentale.
14:16Sulle opportunità spero che lasci, insomma, un patrimonio che si possa utilizzare anche in futuro.
14:26Un'eredità, insomma.
14:27Un'eredità, sì, assolutamente, di opportunità per i giovani e soprattutto, come dicevo, di inclusione decisionale.
14:34Speriamo davvero che sia così, ma la strada intrapresa è proprio quella.
14:38Andrea, resta qui, ci fermiamo, pochi istanti e poi torniamo con Parma Stories.
14:59Di nuovo insieme con Parma Stories, con noi c'è Andrea, siamo al Conservatorio Arrigo Boito di Parma,
15:06in questa sala splendida, la sala Verdi.
15:09Suoni le percussioni e da grande quindi cosa vuoi fare?
15:13Allora, ci sono diverse idee, ci sono diverse idee, sicuramente voglio suonare, quello è un obiettivo.
15:23Negli ultimi anni, anzi, dall'anno scorso mi sono anche iscritto a un corso di musicoterapia
15:30al Centro Educazione Permanente di Assisi, che è un percorso lavorativo che voglio assolutamente intraprendere,
15:38quindi c'è anche quella sfera lì e anche l'insegnamento mi piace moltissimo.
15:43Quindi ho diverse strade e devo capire come.
15:47Giustamente te le stai lasciando aperte tutte, devi capire, dicevi.
15:50Sì, devo capire come poterle fondere in qualche modo, però le strade sono aperte.
15:56Suonare in un gruppo, in un ensemble, lo conosciamo, insegnare, certo.
16:01La musicoterapia effettivamente è una strada più inedita, però credo che negli ultimi anni abbia preso sempre più spazio
16:12come valore, come importanza. Raccontaci che cos'è praticamente.
16:18Ecco, ok. La musicoterapia è una terapia di supporto a terapie più, come dire, organiche attorno alla persona in cura.
16:30Quindi se una persona con bisogni speciali, che è seguita da un'equip medica,
16:40si ritiene che questa persona abbia bisogno di ulteriore supporto, ecco, la musicoterapia può essere assolutamente utile.
16:46In sostanza, la musicoterapia lavora sulle emozioni, sull'ambito relazionale della persona,
16:55utilizzando come strumento la musica. La musica è il mezzo per la cura.
17:01Eh sì, è quasi una cura, in un certo senso, aiuta comunque questi percorsi molto interessanti.
17:08Insomma, ne abbiamo conosciuti anche, come lo dici tu, Parma, alcuni nel nostro territorio,
17:13proprio con le percussioni. Andrea, ma tu come? Ti alleni solo qui, non a casa, immagino.
17:20Sì, sì, sì, esatto, esatto.
17:22Lo diciamo perché, ovviamente, le associazioni degli inquilini sono già sul piede di guerra,
17:29però tu, no, a casa non si può, perché un po' per gli spazi, anche un po' per gli strumenti,
17:35immagino.
17:36Sì, bisogna anche essere fortunati, ovviamente. Io abito in un condominio, sarebbe veramente molto difficile.
17:43Sì, mi sono rassegnato a dover studiare soltanto qui, ma insomma, funziona.
17:47C'è qualche artista, qualche compositore a cui ti ispiri per quanto riguarda le percussioni
17:56o un genere magari particolare, qualcosa che, insomma, prendi come modello,
18:01che ti piace anche seguire e replicare?
18:04Allora, ultimamente sto approfondendo il repertorio specifico, che è quello di Xenakis,
18:12di Anni Xenakis, questo compositore greco della seconda metà del Novecento.
18:16Prendete nota, eh, da casa.
18:19Anni Xenakis, che per le percussioni ha scritto, non tantissimo, però comunque è stato uno dei primi
18:26che ha scritto per percussioni non intonate, pezzi solistici o comunque da ensemble,
18:31sono molto, generalmente molto energici, molto energici, primordiali, hanno un suono molto primordiale,
18:41molto, come se fosse una musica prima.
18:43E quello mi interessa moltissimo, cioè concepire le percussioni come forse sono state concepite originariamente,
18:53uno dei primi strumenti sicuramente dopo la voce, no, nella storia dell'umanità,
18:58sicuramente molto interessante tornare anche a quell'origine, seppur sia musica particolarmente complessa.
19:04Molto interessante questo, infatti ti stavo per chiedere, in realtà sbagliando perché ti stavo per dire,
19:10le percussioni sono uno strumento forse più recente di altri, in realtà forse è uno degli strumenti più antichi che
19:17ci siano.
19:18Sì, hanno avuto un percorso molto strano in realtà perché, sì, come ti dicevo, è uno, sicuramente è uno degli
19:26strumenti più antichi,
19:28come manufatto probabilmente è il più antico, mi viene da dire, perché, come dicevamo,
19:34qualsiasi cosa può essere suonata. Nella storia della composizione, però, della musica scritta sono sparite,
19:42tutto sommato, perché un po', non tanto per pregiudizio, ma perché venivano utilizzate come accompagnamento di danze
19:52e quindi spesso musica non scritta, musica che veniva improvvisata come prassi orale essenzialmente,
19:59soltanto nel novecento, fino ottocento si è ricominciato a recuperare, interessarsi alla scrittura.
20:05Allora non avevo visto proprio male, però effettivamente, come dici tu, forse è la storia proprio dell'uomo
20:14che segue, diciamo, le percussioni come strumento originario. Andrea, grazie, grazie di averci fatto scoprire
20:23anche queste curiosità. Grazie a voi. Grazie di essere stato in nostra compagnia, abbiamo così approfondito
20:29la tua storia, siamo arrivati al termine di Parma Stories, il nostro nuovo format, io ridò la linea alla rete.
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