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  • 1 hour ago
“L’idea è un dispositivo a basso costo, non ingombrante e facilmente gestibile, utilizzabile non solo da tecnici specializzati”. E’ la sfida prospettata da Maurizio Ferretti, già docente dell’Università di Genova - durante l’accordo siglato a Genova, che da il via ad un progetto di ricerca che mira a rivoluzionare il monitoraggio ambientale dei Pfas.  “Si potrà andare direttamente sul territorio dove si trova il materiale da analizzare – ipotizza Ferretti - fare il test in pochi minuti e valutare subito il risultato. Niente più campioni da spedire in laboratorio con attese di giorni e apparecchiature costose”.

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Transcript
00:04A basso costo puntiamo ad avere il risultato, ovvero sia un dispositivo che sia facilmente
00:12gestibile, non sia un'apparecchiatura ingombrante, costosa, difficile da gestire e utilizzabile
00:20soltanto da dei tecnici specializzati. Con questi dispositivi si può andare sul territorio,
00:26ovvero sia dove c'è del materiale da analizzare, fare l'analisi in maniera veloce con un oggetto
00:34costoso, usa e getta, e che poi possa essere immediatamente valutato, risultato da un tecnico
00:42con una qualifica normale, sufficiente, ma addirittura, come speriamo di riuscire a raggiungere,
00:50con l'obiettivo addirittura di poter collegare i risultati con un sistema di intelligenza
00:58artificiale molto semplice, che sia installabile su uno smartphone, che dia immediatamente il
01:06risultato in maniera leggibile, anche non dico da un profano, ma comunque da una persona con
01:12una sufficiente qualifica e preparazione, ma sul campo soprattutto, quindi nell'ambiente
01:17dove la misura di analisi deve essere fatta e non portando i campioni in un laboratorio
01:23dove impiegano giorni con apparecchiature costose. Questo dovrebbe essere la svolta.
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