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  • 2 hours ago
"I Pfas sono chiamati “forever chemicals” perché la loro struttura chimica è così stabile e forte da renderli di fatto indistruttibili”. A portare l’attenzione sulla necessità di maggiori controlli, Stefano Alberti, ricercatore del Dipartimento di Chimica delll’Università di Genova, durante l’accordo siglato a Genova, che da il via ad un progetto di ricerca che mira a rivoluzionare il monitoraggio ambientale dei Pfas. “Una volta rilasciati nell’ambiente – sottolinea Alberti - non vengono degradati né dagli urti meccanici né dalla radiazione solare. Si tratta di un inquinamento nuovo, emerso solo in tempi recenti: le normative stanno uscendo solo adesso. Prima, in assenza di regole e multe, non esisteva alcun controllo sugli sversamenti in ambiente”.

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00:05Vengono appunto definiti come forever chemicals, quindi degli inquinanti eterni perché la loro
00:10struttura chimica è particolarmente stabile, molto forte e questo li rende di fatto indistruttibili,
00:15quindi anche una volta nell'ambiente non possono essere più degradati, non riescono a essere
00:19degradati fisicamente, meccanicamente ad esempio da urti nell'ambiente, da radiazione solare che a
00:27volte riesce a disgregare delle sostanze, a fotolizzarle per esempio e tutto questo con i PFAS non succede
00:36e soprattutto stiamo parlando di un inquinamento nuovo di cui ci siamo resi conto in tempi piuttosto
00:42recenti, questo significa normative che stanno uscendo, che stanno uscendo adesso, per cui se non era normato
00:51prima non c'erano neanche delle multe e questo significava zero controlli per quanto riguarda
00:59lo sversamento in ambiente.
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