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  • 3 months ago
“Semplificare” la pubblica amministrazione “vuol dire rendere l'interazione con il cittadino trasparente e fluida, togliendo dalle spalle di quest'ultimo l'onere di comprendere la complessità organizzativa dello Stato e delle sue amministrazioni. La tecnologia però non deve essere applicata in modo superficiale a un processo esistente ma utilizzata per ridisegnare strutturalmente il processo di interazione con il cittadino”. Sono le parole di Daniela Scaramuccia, vice president & senior partner Settore pubblico Ibm Consulting Italia, a Roma presso l’Ibm Cyber Academy, in merito ai processi di semplificazione per l’efficientamento della pubblica amministrazione abilitati dall'adozione di nuove tecnologie.

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00:03La tecnologia è proprio il catalizzatore di questo percorso di semplificazione. Semplificare
00:10vuol dire rendere l'interazione cittadino-utente-pubblica-amministrazione trasparente, fluida,
00:18ma soprattutto serve a togliere dalle spalle del cittadino l'onere di comprendere la complessità
00:24organizzativa dello Stato e delle sue amministrazioni. È chiaro che deve essere una tecnologia non
00:31applicata in modo superficiale a un processo esistente, deve essere una tecnologia utilizzata
00:37per ridisegnare in modo strutturale dall'origine il processo e l'interazione con il cittadino.
00:44Pensiamo oggi all'interoperabilità delle banche dati, è il dato che si scambia, che si muove
00:50tra le amministrazioni, non è il cittadino che si muove e oggi con l'AI, l'intelligenza
00:56artificiale e gli agenti questi dati possono essere mossi in modo coordinato. Prendiamo
01:00per esempio un cambio di residenza, un atto semplice ma che storicamente si porta dietro
01:07una miriade, un mosaico di atti e procedure. L'intelligenza artificiale con gli agenti
01:14grazie all'interoperabilità dei dati può rendere una conferma digitale un flusso che
01:19si muove velocemente e automaticamente aggiorna il profilo del cittadino in tutte le banche
01:26dati dove è richiesto, può essere quello fiscale, può essere la scuola, la sanità,
01:30dove serve. Negli ultimi anni sono stati fatti enormi passi avanti, pensiamo alla razionalizzazione
01:35dell'infrastruttura IT con il polo strategico nazionale, alla spinta data all'interoperabilità
01:41operabilità dalla PDND oppure alle linee guida Agit sull'intelligenza artificiale che
01:48testimoniano la rilevanza della tecnologia in questa trasformazione digitale. Ovviamente
01:53il panorama è articolato, non tutte le amministrazioni sono allo stesso livello, ci sono amministrazioni
02:00che hanno iniziato prima a sperimentare l'intelligenza artificiale, le nuove tecnologie e ora la adottano
02:06in modo sistematico per i loro processi più rilevanti. Pensiamo per esempio all'Inail
02:12che nell'ultima allocazione dei fondi easy alle imprese ha utilizzato soluzioni di AI a supporto
02:20dell'allocazione dei fondi e delle domande delle parti delle imprese e grazie a questo è riuscito
02:25ad allocare il doppio delle risorse nello stesso tempo con grande soddisfazione di tutti gli utenti
02:31e professionisti coinvolti. Ecco è chiaro che questo è un primo passo, serve andare oltre
02:39la singola amministrazione, ovvero il cittadino come dicevamo prima non deve sforzarsi di comprendere
02:46la complessità dell'organizzazione ma deve essere l'organizzazione che lavora in un'ottica
02:52di ecosistema, sia ecosistema della sanità, del fisco o del welfare a venire incontro come
02:58un unico ente all'esigenza del cittadino. Per fare questo è fondamentale un aspetto però,
03:04le persone, la cultura delle persone, la comprensione che le persone hanno della trasformazione digitale,
03:10delle potenzialità di questi strumenti e dei loro limiti. Investendo nelle competenze digitali
03:17in modo esteso delle persone si può veramente andare a fare quel salto di qualità per cui la
03:23semplificazione non è un adempimento tecnico ma è un fattore strategico di successo del sistema paese.
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