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  • 7 mesi fa

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Trascrizione
00:16The Last Samurai Standing di Michi Hito Fuji, stagione 1, su Netflix.
00:28The Last Samurai Standing è un survival game storico. 292 guerrieri si sfidano a Kyoto
00:35per un premio colossale, in una sorta di Squid Game feudale. La serie esplora il senso dell'onore
00:41di un Giappone travolto dalla modernità, proiettando nell'azione potenti archetipi universali.
00:47Shuiro Saga è l'eroe solitario, rappresenta il guerriero, samurai errante che porta su
00:52di sé il peso di un era al tramonto. La sua ricerca di redenzione è il cuore pulsante
00:57dello show. Non combatte solo nemici in carne e ossa per salvare la sua famiglia, ma il timore
01:03di diventare obsoleto in un mondo che non riconosce più il valore della katana, la spada tradizionale
01:08del samurai. Il maestro Gento Sai Okabe è il saggio, ma non in senso classico. Gento Sai
01:15è la figura più vicina al modello del mentore antagonista, è un guerriero veterano di una
01:20potenza terrificante, incaricato dall'ex maestro di dare la caccia ai suoi ex allievi. Rappresenta
01:26il lato più oscuro e implacabile della tradizione. Iroha è l'anima enigmatica, il personaggio
01:32che ricorpre il ruolo della figura femminile misteriosa, forte e pericolosa, ovvero l'evoluzione
01:37dell'archetipo della femme fatale. La sua lotta per la libertà individuale riflette il desiderio
01:43di emancipazione, visivamente la serie di grande impatto. La fotografia cattura il contrasto
01:49tra la natura incontaminata e le città industriali nascenti, mentre le scene d'azione sono coreografate
01:55con una precisione chirurgica. La colonna sonora ipnotica e l'interpretazione di livello del
02:00cast chiudono il cerchio di un'opera che porta lo spettatore a chiedersi cosa significhi
02:05davvero essere un guerriero nel mondo di oggi.
02:16La persona peggiore del mondo è un titolo che assume la forma di una domanda implicita
02:21rovesciata. Chi è davvero migliore di chi? Joachim Trier, appropriandosi della sensibilità
02:27di una donna, Julie, mette in scena il peso ereditario della pressione familiare e la sua
02:32ricaduta sui modelli relazionali socialmente accettabili, normalizzando il tradimento, l'attrazione,
02:39il dissenso matrimoniale e togliendo tono alle colpe individuali per santificarle come deviazioni
02:46naturali e strutturali. La narrazione, organizzata in capitoli, assume così l'idea di un romanzo
02:51di formazione tardivo senza tacitare le riflessioni su insoddisfazioni e inquietudini, piuttosto
02:58scandendone con precisione i movimenti attraverso una costruzione visiva eloquente e controllata.
03:04Le immagini, formalmente impeccabili, rivelano i contrasti con un artificio vitale e inquieto
03:10che coinvolge ogni figura in scena e finisce per includere anche lo spettatore nel proprio
03:16campo di tensione, assecondando l'intenzione etica del film e allo stesso tempo costruendo
03:22un set di personaggi il cui scandaglio biografico, sentimentale, esistenziale ha lo spessore e
03:28la vividezza di una grande narrazione ottocentesca. Ecco, lezione di semiotica a cura di Francesca
03:35San Vitale ed Enzo Siciliano, documentario sul Rai Play.
03:40Era il 16 giugno 1974 quando, nell'ambito della rubrica culturale Settimo giorno, condotta
03:48dal critico letterario scrittore Lorenzo Mondo, rubrica alla quale collaboravano personalità
03:53del calibro di Francesca San Vitale, Enzo Siciliano e Tulio De Mauro, Umberto Eco si produce in
03:59una lezione televisiva sul mondo dei segni spiegando cosa studia la scienza chiamata semiotica
04:06o semiologia, si equivalgono, ci spiega. Lo spunto è il primo congresso internazionale
04:11di semiotica che si tenne a Milano nel 1974 organizzato dallo stesso Ego. Su una lavagna
04:18con tanto di gesso e cancellino ci spiega come nasce il segno che si fa significante e con
04:23altrettanta nonchalance ci svela che la semiologia, applicata al regno animale, ha azzerato la distanza
04:30tra l'uomo e la bestia, se non per la facoltà del primo di ridere quasi una preconizzazione
04:35dell'Unus che impregnerà l'impianto filosofico del suo capolavoro Il nome della Rosa. A fargli
04:41da contraddittorio le interviste a Franco Fortini, Roland Barthes, che sogna un mondo
04:45dove i segni grazie al concretizzarsi dell'utopia socialista non siano più necessari, lo zoo semiotico
04:51Albert Siboeck e Alberto Arbasino, quest'ultimo provocatoriamente critico per un supposto imperialismo
04:58della semiotica nel voler parlare di tutto. Insomma, un agone intellettuale che ispira nostalgia
05:04e stupore per programmi televisivi oggi assolutamente impensabili.
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