00:1610 Capodanni di Rodrigo Sorgoyen
00:2010 Episodio su Rai Play
00:28Creata da uno dei talenti più in forma del cinema spagnolo contemporaneo, Rodrigo Sorgoyen,
00:34questa serie che ha ottenuto un'attenzione inconsueta grazie ad un sorprendente passaparola
00:38sui social, si snoda per 10 episodi e altrettanti capodanni che coincidono con la prossimità
00:44dei compleanni dei due personaggi protagonisti, Anna, Iria del Rio, il primo di gennaio,
00:50Oscar, Francesco Carril, il 31 dicembre. Il suo intreccio suonerà familiare al cinefino italiano
00:56che ha nella memoria film come Un amore di Gianluca Tavarelli e Dieci inverni di Valerio Mieli,
01:02i quali hanno una struttura quasi identica. È la lunga storia di un affaire sentimentale
01:07ricostruito tra lunghe pause e dellissi punteggiati da incontri fuggevoli e cruciali. La serie sembra
01:13innanzitutto offrirsi come cronaca di persone normali impegnate in una quotidianità da vivere
01:18e da risolvere per cercare di essere felici e realizzare i propri desideri, come scrive
01:23Giancarlo Oliviano d'Arcangelo su Rivista Studio, ma in realtà il potere del suo adescamento
01:29che ti porta a passare ore di fronte allo schermo nel più classico dei binge watching è dato
01:34dal contrario, dalla forza oscura con la quale i due non riescono né a dimenticarsi
01:39né a vivere insieme. La sceneggiatura ha la sua migliore consistenza nella ricchezza di voci,
01:44figure, situazioni del contesto in cui il film li assorbe. L'indeterminatezza sul lavoro di Agna
01:50che la porterà paradossalmente a gestire un ristorante di successo, la dedizione agli altri
01:55del lavoro di medico di Oscar che contrasta senza grazia col peso della sua solitudine,
02:00il lutto inevitabile dei genitori, la fragilità psichica di un amico, l'abbandono accidentale alla
02:06risacca della vita che porta lei ad una famiglia con un altro e lui a relazioni superficiali e provvisorie
02:12ed entrambi in giro in un'Europa, forse per la prima volta raccontata come un paesaggio
02:18condiviso, Madrid, Lione, Parigi eccetera. Ma quando i due sono faccia a faccia, la regia alterna
02:24con coraggiosa intuizione la gracile freschezza dell'improvvisazione degli attori al male oscuro
02:29e indifferente di un'attrazione fatale, proprio quella che genera il più denso erotismo, che blocca
02:35entrambi in una immagine che l'uno rimanda all'altro e dalla quale nessuno dei due riesce a fare
02:40a meno. Fino all'ultima puntata, quando la cerimonia clandestina di quella relazione
02:45esibisce senza mezzi termini la verità della sua tristezza e la commozione di una fraternità
02:51e di un romanticismo che solo gli amori tossici, quelli di cui sogniamo di non liberarci, riescono
02:57a produrre. Cent'anni di solitudine di Alex Garcia Lopez e Laura Moro, otto episodi su Netflix.
03:08Cent'anni sono tanti, soprattutto se sono di solitudine e soprattutto se sono tratti
03:14da uno dei capolavori della letteratura mondiale del Novecento. Il libro dello scrittore colombiano
03:19Gabriel Garcia Marquez, uscito nel 1967 e diventato un classico in pochi anni, vendendo milioni
03:25di copie in tutto il mondo. Le aspettative dunque erano molte per questa serie basata sul libro
03:31e andavano a barcetto con i timori. Quando si maneggia un maneria radioattivo come l'immaginario
03:35che il libro di Marchesa ha scatenato in milioni di lettori, il pericolo di un clamoroso flop
03:40è concreto. Diciamo subito che sin dalle prime sequenze le scelte operate dalla rilettura
03:45cinematografica hanno fugato i dubbi, anche dei più ortodossi. Innanzitutto perché si coglie
03:50il rispetto con il quale ci si è accostati al testo, del quale si è cercato di esprimere
03:55il senso inennuttabile della storia senza cadere nella didascalia. Lo spirito dei personaggi
04:01senza scadere nel ridicolo, la magia senza precipitare nel grottesco. La storia, modulata
04:07dalla voce fuoricampo, è raccontata con una cadenza da pavan, lenta ma inesorabile. Procede
04:12lambendo accurate scenografie e paesaggi pittoreschi. Le dinamiche familiari si sovrappongono in un
04:19indistinto acquarello a quelle sociali. Amori, affetti, amicizie si distruggono in una notte
04:24per poi faticosamente ricomporsi dopo anni e anni di intrighi e silenzi. Come scrive Silvia
04:30Levanti su Io Donna, la serie Netflix è riuscita nella mirabolante impresa di portare sullo schermo
04:36la bellezza e il realismo magico del romanzo per costruire di fronte ai nostri occhi un mondo
04:42composito e vivissimo. Inutile dire che l'attesa maggiore per il momento in cui ascolteremo uno
04:47degli incipiti più famosi della storia della letteratura. Molti anni dopo, di fronte al plotone
04:53di esecuzione, il colonnello Aureliano Boendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio
05:00in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Revenge di Coralie Fargeau, film
05:07su Mubi.
05:12Al netto del sanguinolento gore, la pura originalità delle sue dinamiche e l'ingegnosa trasgressione
05:18del suo punto di vista lo rendono un'emozionante avventura di mitiche proporzioni. Ha scritto
05:24Milana Vujkov su Lola on Film di questo rape and revenge femminista che è il film di esordio
05:30di Coralie Fargeau, la regista francese di The Substance che attualmente è candidata
05:36col suo film a tre Oscar, film, sceneggiatura e regia. Ne è protagonista Jen che si fa un
05:42weekend di sesso clandestino con un ricco uomo sposato in un singolare cottage circondato
05:47da un deserto di vastità subsahariana. Il vero film inizia quando viene stuprata da
05:53uno dei due amici di lui che lo hanno raggiunto per una caccia in quella steppe equatoriale e
05:58quando lei non si accontenta della ramanzina che il padrone di casa gli impone. Dopo essere
06:03sopravvissuta ad un tentativo di omicidio, precipitata da un burrone, trasformerà la sua
06:08vendetta in una caccia salica dove il sangue renderà ancora più rossa la terra rossiccia
06:14delle rocce del deserto. Bellissimo, brutale, folle e glorioso. Revenge è un tour de force
06:20di creatività contorta che il genere horror non vedeva da anni, ha scritto Andrew Murray su The
06:26Upcoming. Ed in effetti il film istruisce cerimonie di violenza e spettacoli di azione
06:31ed efferratezza che fanno pensare a un film di Tarantino girato da un Sergio Leone strafatto
06:37di chetamina. Per il critico è fin troppo facile tracciare in questo esordio le ossessioni
06:43di angoscia femminile, di rivincita sessista, di mutilazione e manipolazione del corpo, parenti
06:49strette dell'horror, alla base della bagliante impressione suscitata da The Substance.
07:16Grazie per la visione!
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