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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00Volevo sottolineare l'importanza della giornata di oggi che ha visto benedire questi 55 anni
00:08da Papa Francesco. 55 anni sono un numero importante che ci consente di fare un bilancio
00:17della nostra attività. Il bilancio è che oggi il 70% delle malattie leucemiche vengono
00:25guarite e questo è il merito degli amatologi, della ricerca italiana, ma soprattutto anche
00:32merito della società civile che attraverso AIL sostiene economicamente molte di queste ricerche
00:40e molti di questi progetti. Questo bisogna continuare, che ancora c'è tanto da fare, c'è questo
00:55problema. Una esigenza importante che AIL ha subito ravvisato già 55 anni fa è il sostegno
01:02al malato, il prendersi cura del malato. La malattia leucemica dura mesi, dura anni, ha bisogno
01:08di essere sostenuta e quindi noi tutto questo lo facciamo con le case AIL, con l'assistenza
01:15domiciliare, con il sostegno psicologico, con i viaggi solidari, insomma con tutte quelle
01:20cose che possono servire a migliorare la qualità della vita del paziente. Qual è il nostro
01:25impegno per il futuro? Il nostro impegno per il futuro è appunto che tutto questo nostro
01:32patrimonio, che tutto questo possa diventare patrimonio delle istituzioni. Io crediamo che
01:42debba esserci un cambiamento culturale nell'affrontare le patologie, nell'affrontare la malattia.
01:52Il malato deve essere al centro del progetto, con cura e sostegno.
01:58Il dono è la prossimità. Penso che se io dovessi descrivere il pacco più bello scartato in questa
02:06nostra festa per i 55 anni dell'AIL, che il Papa troverà sotto l'albero, è la prossimità di tanti
02:13volontari che con questo filo rosso di AIL portato con grande dignità rappresenta l'amore di un'Italia
02:23che non si dà perduta, che spera, ma è soprattutto la bellezza di tutte quelle persone che anche non
02:31sono venute, ma che portiamo nel cuore. Io ho fatto benedire tre magliette di tre bambini
02:38dell'hospice, che forse non vedranno più il Papa, non potevano venire. In quelle magliette c'è la
02:44speranza, ma c'è anche la prossimità di tutti i volontari che li hanno aiutati. Poi il Papa ci ha
02:50parlato della piazza. Siamo in questa grande piazza che ha visto gioie e dolori di un'Italia, di un mondo
02:57che in 55 anni sono cambiati. Io penso che il volontariato non è mai cambiato perché è l'occhio
03:04e la mano di Dio, è la carnalità, è quel Dio che si fa uomo e proprio perché diventa qualcosa
03:12di unico
03:13parla col nostro linguaggio, che è il linguaggio del cuore.
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