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  • 2 anni fa

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Trascrizione
00:00Io ho ritrovato un vecchio disegno che padre Lino ha in mano la città, cosa che non capita mai per
00:07un frate, ma in realtà è così, ha in mano il cuore della città perché lui ha saputo dare il
00:12suo cuore, tutto se stesso per i parmigiani, i poveri, e questa è una storia che non è legata al
00:20passato ma che è parte della nostra anima e che chiede anche una gratitudine e una visione precisa per il
00:27futuro.
00:27Un frate che non stava mai fermo, che erava sempre tra borghi, ospedali, carceri, aveva in testa la mappa dei
00:33bisognosi, dei sofferenti, che andava a cercare personalmente senza attendere che bussassero al convento.
00:40Aveva poi una grande ventura, la tenacia, che lo portava a frequentare anche i borghi e le botteghe della città
00:45nuova, bussando ogni volta per chiedere pari, medicina o soccorso da consegnare a chi ne aveva bisogno, fino a diventire
00:52l'anima della città, proprio come dicevo Pocanzi di un frate di strada.
00:58La morte lo coglierà a maggio 1924, proprio mentre, finitosi e rottascinandosi nella mortineria di pasticcio Parina, per chiedere il
01:06suo beneduttore, Riccardo e Ergini, l'assunzione di un giovane più solubbato.
01:11I suoi sacri diventeranno il simbolo del suo instancabile per il denaro.
01:16I suoi sacri diventeranno il suo insieme.
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