00:03Ormai abbiamo un'esperienza consolidata di svariati anni nell'uso degli antiparticolo cronali e quindi
00:11riusciamo ad individuare i pazienti più idoni al trattamento sia in base all'esperienza clinica
00:18che in base a quella degli studi scientifici. In quest'ambito poi possono esserci pazienti che
00:25vanno bene con il trattamento e pazienti che vanno meno bene. I pazienti che hanno la maggior
00:33probabilità di rispondere sono i pazienti diciamo che hanno un minor grado di severe comorbidità ma
00:41con gli anticorpi monoclonali abbiamo osservato anche delle buone possibilità di risposta in pazienti
00:48estremamente complessi. Cioè pazienti con una lunghissima storia di malattia, pazienti con
00:54medication overuse e pazienti con multiple comorbidità . Quindi diciamo c'è un profilo
01:01paziente che ha maggior probabilità di risposta però in realtà non c'è nessun fattore che ci
01:07può predire in modo certo una presenza o assenza di risposta. Nell'ambito delle comorbiditÃ
01:15l'avere a disposizione di anticorpi monoclonali che agiscono sul CGRT è un importantissimo
01:22valore aggiunto per diversi ordini limiti. Il primo è per la selettività d'azione di
01:29questi farmaci e la scarsa interazione con altre molecole. Un paziente con comorbidità è un
01:35paziente che prende non un farmaco ma prende più farmaci quindi avere le farmaci a bassa
01:40possibilità di interazione ci mette al sicuro tranquilli ed anche farmaci che sono molto semplici
01:47da utilizzare in quanto sono mensili quindi non hanno un carico giornaliero e quindi questo
01:52è un altro motivo per cui sono particolarmente accetti al paziente comorbido che già prende
01:57altre terapie. Il secondo invece è in termini di efficacia di queste molecole perché hanno
02:04dimostrato efficacia anche nei pazienti con comorbidità . Ad esempio il paziente con depressione
02:09ci sono dei dati da studi clinici che indicano che il paziente con depressione trattato con
02:17anticorpi monoclonali in particolare ci sono dati in questo ambito sul fremanezumab hanno
02:23un'ottima probabilità di risposta e quello che succede è che non solo migliora l'emicrania ma
02:30anche il disturbo depressivo tende a migliorare. Gli anticorpi monoclonali sono un punto del non
02:37ritorno l'esperienza che abbiamo di questi cinque anni dimostra sostanzialmente queste cose.
02:43Primo funzionano in qualunque tipo di paziente emicranico con aura senza aura episodico cronico
02:50con o senza iperuso di analgesici con o senza comorbidità psichiatriche. Funzionano rapidamente
02:58a volte dalle prime settimane e hanno una enorme tollerabilità . Gli studi di vita reale condotti
03:05nella nostra nazione dimostrano che sostanzialmente non c'è un tasso di abbandono se non limitato
03:11ai pochi casi di pazienti che non rispondono al trattamento. Abbiamo imparato un'altra cosa
03:18che la maggior parte dei pazienti risponde rapidamente entro tre mesi ma che il 55% di chi non risponde
03:27a tre mesi risponde a sei mesi e un altro dato estremamente rincuorante a un anno risponde
03:35il 91% dei pazienti. Questo fa usare l'espressione punto del non ritorno. Ci sono anche dei dati
03:44che probabilmente noi non riusciamo ancora ad apprezzare. Il paziente appare più felice, più
03:57molecole, ci facciano apprezzare per casualità , serendipiti dicono gli inglesi, qualche azione
04:04accessoria favorevole che va al di là della riduzione della frequenza dell'emicrania che
04:11è l'elemento che noi vediamo nella vita quotidiana più spesso. Il paziente trattato con anticorpi
04:17monoclonali ha meno attacchi, li ha meno frequenti, li ha meno dolorosi, meno associati
04:23a sintomi di accompagnamento. I pazienti dicono quando ho l'attacco spesso non lo devo neanche
04:29trattare perché va via da solo.
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