00:00Il ministro Salvini anziché far rispettare la dignità e i diritti di una cittadina italiana
00:04che sono stati calpestati di fronte a tutta Europa, decide di rivangarne il passato
00:09richiamando accuse da cui è stata già assolta.
00:11Ma io gli chiedo, se lui sostiene che una persona accusata di lesioni non possa fare la maestra,
00:17io chiedo a lui se una persona accusata di sequestro di persone è condannato per oltraggio pubblico ufficiale
00:22possa fare il ministro.
00:23Delle parole veramente inaccettabili da parte della Lega.
00:27Vorrei dire una cosa, il Partito Democratico continuerà a insistere, come abbiamo fatto con le interrogazioni
00:33in questi mesi, per dire una cosa chiara, e cioè che Ilaria Salis sia riportata in Italia
00:40perché secondo una decisione quadro può scontare i domiciliari in Italia, perché ne abbiamo sentite di tutti i colori.
00:47Ma la cosa più grave oggi, non so se avete seguito, è sentire la Lega mettere altre catene
00:53ai polsi e alle caviglie di Ilaria Salis, richiamando delle accuse da cui era stata già assolta.
01:00E in questo modo, cercando anche di ledere ulteriormente la sua dignità,
01:06che è già stata lesa dalle immagini terrificanti che ha visto tutta Europa in questi giorni
01:12del suo ingresso incatenata e con il guinzaglio.
01:16Però la cosa che mi stupisce di più è avere un ministro, Salvini, che in una foga di nostalgia di
01:25Medioevo
01:25fa delle affermazioni di un paternalismo sfrenato nei confronti di Ilaria Salis
01:32e arriva a sostenere che una persona accusata di lesioni non possa fare la maestra.
01:40Ma se una persona accusata di lesioni non può fare la maestra, chiedo io a Salvini,
01:45una persona accusata di sequestro di persona può fare il ministro?
01:51è una domanda legittima e questo per non ricordarvi che nel 1999, quando lanciava Uova contro la presenza di D
02:06'Alema,
02:07è stato condannato per oltraggio a pubblico ufficiale, a 30 giorni sospesi con la condizionale.
02:14Direi che è l'ultimo che può mettersi a fare la morale.
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