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  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:00Cari concittadini e cari concittadini, questa sera ci stiamo preparando a festeggiare l'arrivo del
00:08nuovo anno, nella consueta speranza che si aprano giorni positivi e rassicuranti. Naturalmente non
00:17possiamo distogliere il pensiero da quanto avviene intorno a noi, nella nostra Italia,
00:23nel mondo. Sappiamo di trovarci in una stagione che presenta tanti motivi di allarme e insieme
00:33nuove opportunità. Avvertiamo angoscia per la violenza a cui sovente assistiamo tra gli Stati,
00:41nella società, nelle strade, nelle scene di vita quotidiana. La violenza, anzitutto la violenza
00:51delle guerre, di quelle in corso e di quelle evocate e minacciate. Le devastazioni che vediamo
00:59nell'Ucraina, invasa dalla Russia per sottometterla e annetterla. L'orribile e ferocia terroristica
01:07del 7 ottobre scorso di Hamas contro centinaia di inermi bambini, donne, uomini, anziani di
01:16Israele, ignobile oltre ogni termine nella sua disumanità. La reazione del governo israeliano
01:24con un'azione militare che provoca anche migliaia di vittime civili e costringe a Gaza moltitudini
01:32di persone ad abbandonare le proprie case respinti da tutti. La guerra, ogni guerra, genera odio e
01:43durerà moltiplicato per molto tempo dopo la fine dei conflitti. La guerra è frutto del
01:52rifiuto di riconoscersi tra persone e popoli come uguali, dotati di pari dignità, per affermare
02:00invece con il pretesto del proprio interesse nazionale un principio di diseguaglianza. E si
02:07pretende di asservire, di sfruttare. Si cerca di giustificare questi comportamenti perché
02:14sempre avvenuti nella storia, rifiutando il progresso della civiltà umana. Il rischio
02:23concreto è di abituarsi a questo orrore, alle morti di civili, donne, bambini, come sempre
02:31più spesso accade nelle guerre. Alla tragica contabilità dei soldati uccisi, reciprocamente
02:39presentata, menando ne vanto. Vite spezzate, famiglie distrutte, una generazione perduta.
02:49E tutto questo accade vicino a noi, nel cuore dell'Europa, sulle rive del Mediterraneo.
02:58macerie non solo fisiche, che pesano sul nostro presente e graveranno sul futuro delle
03:06nuove generazioni, di fronte alle quali si presentano oggi e nel loro possibile avvenire
03:13brutalità che, pensavamo, ormai scomparse, oltre che condannate dalla storia. La guerra
03:21non nasce da sola. Non basterebbe neppure la spinta di tante armi che ne sono lo strumento
03:30di morte, così diffuse, sempre più letali, fonte di enormi guadagni. Nasce da quel che
03:39c'è nell'animo degli uomini, dalla mentalità che si coltiva, dagli atteggiamenti di violenza,
03:46di sopraffazione che si manifestano. È indispensabile fare spazio alla cultura della
03:54pace, alla mentalità della pace. Parlare di pace oggi non è astratto buonismo. Al contrario,
04:03è il più urgente e concreto esercizio di realismo se si vuol cercare una via d'uscita
04:10a una crisi che può essere devastante per il futuro dell'umanità. Sappiamo che per
04:18porre fine alle guerre in corso non basta invocare la pace. Occorre che venga perseguita dalla
04:25volontà dei governi, anzitutto di quelli che hanno scatenato i conflitti. Ma impegnarsi
04:32per la pace significa considerare queste guerre una eccezione da rimuovere e non la regola per
04:39il prossimo futuro. Volere la pace non è neutralità o, peggio, indifferenza rispetto a ciò che
04:47accade. Sarebbe ingiusto e anche piuttosto spregevole. Perseguire la pace vuol dire respingere la
04:56logica di una competizione permanente tra gli stati, che mette a rischio le sorti dei
05:02rispettivi popoli e mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire
05:11pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa prima di tutto educare la pace, coltivarne
05:21nella cultura, nel sentimento delle nuove generazioni, nei gesti della vita di ogni giorno, nel linguaggio
05:28che si adopera. Dipende anche da ciascuno di noi.
05:32Grazie.
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