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  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:00Non era passato nemmeno un mese dall'invasione dell'Ucraina quando, il 15 marzo 2022, la giornalista
00:05russa Marina Ovsiannikova irruppe in diretta sulla televisione statale mostrando un cartello
00:10scritto a mano in cui si leggeva «No alla guerra, fermate la guerra, non credete alla
00:15propaganda, vi dicono bugie qui». Un anno e mezzo dopo, un tribunale russo l'ha condannata
00:19a otto anni e sei mesi di carcere da scontare in una colonia penale, la procura ne aveva
00:23chiesti nove e mezzo. La sentenza non si riferisce formalmente a quelle frasi, ma le proteste
00:29che la giornalista ha portato avanti nei mesi a venire. Il verdetto è stato letto in sua
00:32assenza, visto che il processo si è svolto in contumacia, da quando la 45enne Ovsiannikova
00:38è scappata in Francia con la figlia, dopo essere riuscita a eludere la sorveglianza degli
00:42arresti domiciliari. Da Parigi il Ministero degli Esteri francesi ha subito denunciato
00:46la decisione della giustizia russa, dicendosi molto preoccupato per l'intensificarsi della
00:50campagna di repressione condotta dalle autorità di Mosca nei confronti di voci critiche del potere.
00:55La reporter era ed è una di queste, nonostante alcuni l'accusassero di fare il doppio gioco
01:00e di essere in realtà una spia al soldo del Cremlino per il suo passato da propagandista
01:04e perché chiedeva che le sanzioni colpissero solo lo zare e gli oligarchi, risparmiando
01:09quindi l'economia del paese e di conseguenza la vita dei cittadini.
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