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  • 16 ore fa

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Trascrizione
00:00Non c'è pace per Marina Ovziannikova, la giornalista televisiva russa diventata famosa
00:05in tutto il mondo per aver mostrato in diretta lo scorso marzo alla televisione di Stato
00:09dove lavorava un cartello con scritte contro l'invasione russa dell'Ucraina.
00:14Arrestata due volte per le sue posizioni contrarie all'operazione militare speciale e in conflitto
00:19con l'ex marito per la custodia dei due figli, la 44enne, nata ad Odessa, in Ucraina, è stata
00:24condannata da un tribunale russo ad una multa di 50.000 rubli, circa 830 euro, perché ritenuta
00:30colpevole da un giudice di aver screditato le forze armate in alcune sue dichiarazioni contro
00:36la guerra. Le aveva rilasciata la stampa dopo il processo presso un tribunale di Mosca all'oppositore
00:41Ilya Yashin, deputato municipale, accusato di disobbedienza alla polizia. Entrambi i reati
00:47sono di recente istituzione, frutto di una stretta politica che ha l'obiettivo di reprimere
00:52il dissenso, duramente criticata dalle opposizioni e dalle organizzazioni per i diritti umani e
00:58civili. Anche oggi la Ovsiannikova ha dato voce alla sua protesta davanti ai giudici. Quello che
01:03succede qui è assurdo, la guerra è orrore, sangue e vergogna, ha affermato, accusando la Russia di
01:09essere un paese aggressore. L'inizio di questa guerra è il più grande crimine del nostro governo,
01:15ha detto. Molte persone hanno elogiato il suo coraggio a fronte della forte repressione del dissenso
01:20in atto in Russia, ma è stato anche bersaglio di critiche, perfino da alcuni esponenti dell'opposizione
01:26che le hanno rimproverato di aver lavorato per anni all'emittente ufficiale del Cremlino.
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