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  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:10Continua la corsa del debito pubblico in Italia, che a marzo 2023 tocca quota 2789,8 miliardi,
00:1717,8 miliardi in più rispetto al mese precedente. È quanto emerge dalle stime di Banca Italia,
00:24secondo cui l'aumento è dovuto al fabbisogno e all'incremento delle disponibilità liquide del
00:29tesoro. Pesano anche l'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, la
00:34rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione dei tassi di cambio. Con riferimento
00:40alla ripartizione per sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato
00:45di 18 miliardi, quello delle amministrazioni locali è diminuito di circa 100 milioni.
00:50È rimasto sostanzialmente stabile il debito degli enti di previdenza. La vita media residua
00:56del debito è invariata a 7,7 anni. A marzo, inoltre, le entrate tributarie contabilizzate
01:03nel bilancio dello Stato sono state pari a 35 miliardi, in aumento del 5,5% su base annua.
01:12Si accorcia la distanza tra il comune più ricco e quello più povero d'Italia e, per paradosso,
01:18le parti si sono invertite. Il comune più ricco d'Italia, l'Aiatico, in provincia di Pisa,
01:23si trova nel centro Italia, mentre quello più povero, Cavarnia, in provincia di Como,
01:28è ai confini con la Svizzera. Questa situazione è legata al fatto che i 985 contribuenti residenti
01:35all'Aiatico nel 2021 hanno dichiarato un reddito complessivo IRPEF medio pari a 54.708 euro.
01:43I 94 presenti nel borgo di Cavarnia, invece, sono 6.314. Lo evidenzia l'ufficio studi della
01:51CGA che ha analizzato i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze riferiti alle
01:56dichiarazioni dei redditi del 2021. La penisola presenta differenze molto marcate, con segnali
02:02di impoverimento che interessano anche il nord. Tra i 50 comuni più poveri del paese, ad esempio,
02:09ben 11 sono nel settentrione. Nella stragrande maggioranza dei casi si parla di piccolissime realtà
02:15di montagna che hanno vissuto negli ultimi 30-40 anni lo spopolamento e un progressivo
02:20invecchiamento della popolazione rimasta. Milano rimane il comune capoluogo di provincia
02:25più ricco d'Italia, con 37.189 euro, praticamente il doppio dei 18.706 euro dichiarati a Ragusa.
02:36Con 179 miliardi di fatturato annuo, 60.000 imprese, 464.000 addetti e oltre 50 miliardi
02:45di export, l'industria alimentare italiana rappresenta una componente di primo piano per
02:49l'economia nazionale. È quanto emerge dal rapporto federalimentare Censys, presentato
02:55alla Camera. Oltre a generare prodotti e occupazione, l'industria alimentare con la sua attività
03:00contribuisce anche al benessere psicofisico e alla qualità della vita degli italiani,
03:05dimostrando così anche un elevato valore sociale. Nelle graduatorie dei settori manifatturieri,
03:11l'industria alimentare è al primo posto per fatturato, al secondo posto per numero di imprese,
03:16per addetti e per l'export. In dieci anni il fatturato ha registrato in termini reali un
03:22incremento del 24%. Come emerge dal rapporto, l'86% degli italiani ha fiducia nell'industria
03:29alimentare, il 42% a tavola nel quotidiano si definisce un abitudinario, il 20% un innovatore
03:36a cui piace sperimentare alimenti e gastronomie nuove, il 9% un salutista che mangia sempre e solo
03:43cibo che fa bene alla salute.
03:47A sud lavora meno di una donna su tre, con un tasso di occupazione del 28,9% contro il
03:5752%
03:59del nord e quanto rileva uno studio di ConfCommercio che sottolinea come il tasso di occupazione
04:08femminile in Italia sia pari al 43,6% contro una media europea del 54,1%, un gap molto più
04:21ampio
04:22di quello relativo all'occupazione maschile. 60,3% in Italia e 64,7% in Europa, sottolinea
04:36la Confederazione. Stando ai dati, se il tasso di disoccupazione femminile in Italia venisse
04:44portato al valore europeo, si avrebbero 433.000 donne occupate in più, il che ovviamente sarebbe
04:53un bel traguardo.
04:54E' un bel traguardo.
04:55E' un bel traguardo.
05:05Grazie.
05:05Grazie.
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