00:00Il norvegese Jens Stoltenberg resta alla guida della Nato sino al 1 ottobre 2024,
00:06confermando le indiscrezioni delle ultime settimane, cioè da quando era diventato evidente
00:11che il gioco dei veti incrociati aveva reso impossibile la ricerca di quel volto nuovo
00:15ritenuto essenziale da molti alleati fino a sei mesi fa. Eppure i possibili successori
00:21papabili non sono mancati in questi mesi, tra cui la primo ministra danese Matt Frederiksen
00:26e il ministro della difesa britannico Ben Wallace. La prima non ha superato il vetto del fianco est
00:32che puntava ad una figura più volitiva con la Russia, il secondo il suo curriculum poco blasonato,
00:38il rango di ministro ormai non basta più, ma soprattutto lo stop della Francia che ha posto
00:43il principio di appartenenza all'Unione Europea. Il momento d'altra parte è critico e guidare la Nato
00:49ora non è certamente un ruolo cerimoniale. Primo c'è una guerra da vincere, secondo gestire le
00:55aspettative di un nuovo delicato allargamento, di certo all'Ucraina, ma anche alla Georgia e alla
01:00Moldavia. Terzo, superare i veti di Ungheria e Turchia all'ingresso della Svezia. E quarto,
01:06mettere a terra il più grande rinnovo delle strategie di sicurezza collettiva con i rispettivi
01:11aumenti di spesa militare dalla fine della guerra fredda ad oggi. L'insieme di questi elementi,
01:16incrociati al complesso calendario elettorale e prossimo avventuro, inizia a far crescere il
01:21sospetto che sostituire Stoltenberg possa dimostrarsi ugualmente complicato in futuro.
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