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  • 1 settimana fa

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Trascrizione
00:03Questa della carovana è tutta attività di totale raccoltafondi e volontariato, fatto
00:10nei territori, fatto dai cittadini e dalle cittadine, fatte dagli antireligiosi e dagli
00:16antilaici.
00:23Nicolae è una delle città più devastate da un certo punto di vista, innanzitutto perché
00:29hanno bombardato l'acquedotto, non ha l'acqua potabile. Stop the War in questi 8 mesi ha
00:36costruito 10 dissalatori che ogni giorno dà acqua potabile a 50.000 persone, di 500.000
00:43ne sono rimasti 250.000 soltanto a vivere. Non ha la corrente elettrica in tanti momenti
00:49del giorno, quindi davvero una popolazione estremata e ricordiamoci che molto arriva magari ancora
00:55verso Kiev, verso le città prioritarie, ma le città a noi più sconosciute lì arriva
01:01sempre meno.
01:02Il viaggio è cominciato molto tempo fa, Sarajevo 1992, facevamo parte di questa carovana appunto
01:10dei 500 con Don Tolino Bello e quindi l'idea era quella proprio di proporre un'interposizione
01:18non violenta. Questa carovana, queste carovane per me, la terza e la quinta di Stop the War
01:26Now che ho contribuito a promuovere e ad organizzare, diventa una presenza. In un momento in cui le
01:36presenze sembrano soltanto militari per procura o in maniera diretta, questa ci sembra più
01:43sincera, più vera e in qualche modo anche efficace dal punto di vista umano, appunto
01:51vicinanza alle persone.
01:53Tu prima dicevi io parlo la lingua del nemico, come essere qui da italo-russo?
01:58Io purtroppo parlo solo russo ma non sto trovando difficoltà e diciamo che quando si arriva
02:04con il desiderio di portare aiuti si trovano le porte aperte, si viene accolti sempre abbastanza
02:10caldamente e anzi le persone inizialmente mi parlavano in ucraino, ovviamente faccio tutti
02:17gli sforzi possibili per provare a capirlo ma non c'è mai nessuna tensione, non c'è mai
02:25più piacere. La mia casa vicina. E c'è un rifugio sotto la casa? No, sta in casa?
02:30Sempre a casa, paura, seduta, ecco qua, no perché quasi cinque mesi sempre artiglieri vicino
02:41qui si è 30 km russici fermati qui e sempre artiglieri, racchiette, paura, tanta paura.
02:52E lei da sola? Io da sola, si, figli già sposati, io ho avuto due figli sposati sulle famiglie,
03:00a mia nora adesso in Italia. I altri figli sono qui? No, altri adesso, adesso partati quando
03:10comincia guerra. Uno figlio qui lavora, lavora con queste macchine dove guerra, sempre fare
03:20per i militari? Sì, sì. Ha paura per lui? Giusto paura, quanto mamma, mamma c'è mamma
03:29sempre, ha paura per tutti.
03:34Allo scoppio della guerra c'è stato un problema di personale. Avevamo personale a sufficienza,
03:40ma purtroppo tantissime persone sono andate via, personale dell'ospedale, principalmente
03:45infermieri. Per fortuna siamo riusciti a organizzarci, lavorando di notte, facendo doppi turni, lavorando
03:52in più reparti, non solo malattie infettive. Abbiamo lavorato costantemente sotto i bombardamenti,
03:59in particolare di notte, alle volte operando nei rifugi. L'aiuto che abbiamo ricevuto da
04:05fuori è stato fondamentale, perché abbiamo potuto scavare un pozzo ed è stato cruciale
04:10per avere acqua pulita in ospedale. All'inizio con i bombardamenti c'erano continui blackout
04:15e dovevamo operare al lume di candela. In dei periodi è mancata l'acqua. Quindi
04:20con queste donazioni, con il generatore e il dissalatore e nonostante i turni massacranti
04:26possiamo lavorare.
04:27in un anno di guerra, come si vive a Nicolai? Ci si abitua?
04:40Posso dire che ora la situazione è più tranquilla e più facile, però ci sono state notti che
04:45arrivavano 42 miseri in una volta sola ed era terrificante. In un anno sono imbancato
04:51tanto.
04:51Noi diciamo che la storia è molto positiva.
04:54Quello che si vive stando qui ci si abitua un pochino, però si notano invece quelle cose
05:00più piccole. Ad esempio, una cosa che mi ha sempre colpito è che nonostante i mesi
05:05di bombardamenti qui a Nicolai, ogni volta che cadeva un razzo, il giorno dopo le persone
05:10si adoperavano per coprire la buca, rimuovere i detriti e far sì che tutto sommato ci fosse
05:16qualche sprazzo di normalità. E l'altra cosa che si nota molto viaggiando per questo
05:21paese è che le organizzazioni locali sono molto forti perché ha la loro motivazione
05:27a permettere loro di fare un network che per noi è difficilmente immaginabile. Cioè
05:31questo è un paese grande come l'Afghanistan, enorme e si conoscono tutti e cercano di
05:37collaborare, cercano di portarsi aiuto in modo reciproco e penso che tra le tante belle
05:42cose questa è una che mi ha colpito moltissimo.
05:49Sia io che mio marito facciamo volontariato in chiesa. Molte coppie di nostri amici sono
05:54andati all'estero e ci hanno invitato a raggiungerli, ma non l'abbiamo mai preso in
05:58considerazione. Non solo ci occupiamo delle attività ordinarie, ma nei periodi più
06:03duri del conflitto c'erano un sacco di persone che arrivavano e chiedevano aiuto. Non c'è
06:09qui un vero e proprio rifugio. Abbiamo adattato il sotterraneo per far entrare più persone
06:14possibili. E durante la guerra mamme con bambini venivano qui dai paesi vicini, stavano giorni
06:20sotto i bombardamenti senza cibo o acqua e noi li ospitavamo qui dandogli quello che
06:26potevamo per rimetterli in sesto per eventuali evacuazioni. Quando è stato meno pericoloso
06:32la chiesa ha deciso di evacuare queste persone. La maggior parte sono state evacuate all'estero,
06:37in Germania, in Romania e in Moldavia.
06:39In Germania, in Romania, in Moldova...
06:41Non lo so perché sono molto brutti, russici. Che cosa volevano voi?
06:51Mia sorella vive nella Russia.
06:55Non parlate più?
06:57No, parliamo non tanto. Perché? Perché gli piace Putin?
07:04Cosa vuole Putin? Cosa vuole Putin? Cosa vuole Putin?
07:09Cosa vuole Putin? Pensioni, tanki.
07:13Mio Pensioni, Dipyuko Miley.
07:15Perché venuti qui? Perché?
07:17Questa nostra poesia, altra rupubblica.
07:24Cosa vuole?
07:36La storia di Donbass è molto difficile perché là è morto dal 50-60% della popolazione maschile.
07:44difatti sono i figli di qualcuno, i genitori di qualcuno, i mariti di qualcuno e quindi il loro sentimento verso
07:52l'Ucraina è negativo.
07:54È possibile cercare di trovare un compromesso dove sia la Crimea che il Donbass saranno regioni autonome ma appartenenti all
08:02'Ucraina.
08:03Sicuramente non era nostra intenzione conquistare il Donbass e uccidere le persone lì.
08:08Non si può considerare un compromesso che il Donbass sarà autonome ma appartenenti all'Ucraina.
08:15Perché i genitori, i genitori di Rosia, questo non è culpare.
08:25Questo è culpare.
08:28Sopra.
08:30Ha aperto gente come io o voi.
08:34Chi vuole?
08:36Guera.
08:37Zaporozzi era bambinuto, una casa grande.
08:41E una famiglia, piccolo bambino, cinque mesi morto.
08:47Zaporozzi.
08:49Una racchetta caduta.
08:51Io penso che nessuno non vuole Guera.
08:55Senti, secondo te come si ricostruiscono i rapporti dopo la fine?
09:00Ma è molto difficile.
09:02Notiamo che sì, ci sono sicuramente delle problematiche da questo punto di vista.
09:07Però io sono parzialmente un esempio.
09:10Sono qui a portare aiuto e non sono mai stato riconosciuto come una persona nemica.
09:17Ecco, ci sono purtroppo dei pregiudizi, ci sono delle ferite che dovranno essere lenite a parte la guerra.
09:22Ma diciamo che sicuramente il dialogo, il contatto tra le persone e l'interazione aiuta a creare dei ponti.
09:30Ne parlate del futuro secondo voi quando finirà la guerra?
09:38Non lo so, non ne parliamo ora.
09:41Vedo i miei colleghi al lavoro in tale esaurimento emotivo e fisico.
09:45C'è una tensione costante che non si ferma ancora.
09:48Ed è per questo che non sai cosa ti aspetta.
09:52Molte famiglie sono separate e probabilmente è già difficile capire perché.
09:56Sono solo stanche di tutto questo.
09:58Certo, tutti vorrebbero tornare alla vita normale di prima,
10:02quando si poteva andare a letto tranquilli senza doversi preoccupare che qualcosa di terribile potesse accadere domani.
10:08Quando non si poteva che ci saranno domani, che ci saranno domani.
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