00:00Il 2022 si chiude con una brutta notizia per le famiglie italiane, anzi per le famiglie
00:05consumatrici, come vengono definite dall'Istat. A causa dell'inflazione e dal non allineamento
00:11degli stipendi nel quarto trimestre, il potere d'acquisto ha avuto un tonfo del 3,7% rispetto
00:17allo stesso periodo del 2022, segnando una sostanziale stazionarietà , più 0,3%, sul
00:23trimestre precedente. Il reddito disponibile è cresciuto solo dello 0,8% e certo non riesce
00:29a contrastare un'inflazione che negli ultimi tre mesi dell'anno è stata costantemente
00:33a due cifre. La brutta notizia può trasferirsi dalle famiglie consumatrici alle imprese, che
00:39certifica sempre Istat, per il momento sono ancora riuscite a chiudere il quarto trimestre
00:432022 con un aumento dei profitti di quasi il 2% sul trimestre precedente. Ma il futuro
00:49potrebbe diventare più incerto, almeno sul mercato interno, perché i risparmi delle famiglie
00:54non riescono più a sostenere i consumi. Fino a tutto il 2022 l'effetto del calo del potere
00:59di acquisto non si era ancora trasferito sulle vendite al dettaglio e quindi sui fatturati
01:03delle imprese. C'erano i risparmi a fare da cuscinetto. Trimestre dopo trimestre, come
01:08certificano i dati Istat, le famiglie consumatrici hanno continuato a resistere, mantenendo i loro
01:14tenori di vita, prendendo denaro dai propri risparmi. Nel terzo trimestre i consumi erano
01:19ancora positivi, più 4,1% in valore e la propensione al risparmio era al 7,1%. Ma nel quarto
01:27trimestre
01:28nemmeno un ulteriore e più pesante ricorso ai risparmi, propensione al risparmio passata
01:32al 5%, ha potuto evitare il rallentamento dei consumi scesi al 3%, nonostante il picco
01:38inflattivo toccato a novembre. In attesa delle prossime rilevazioni, i dati di febbraio sul
01:43commercio e sulle vendite diffusi dall'Istat lasciano poche speranze e rischiano di essere
01:48l'antifona alla recessione.
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