00:00Google deve rimuovere informazioni di inesattezza manifesta che emergono da una ricerca online se gli utenti possono dimostrare che sono
00:08sbagliate.
00:08Lo ha deciso la Massima Corte Europea tornando sul complesso tema del diritto all'oblio online dove da anni si
00:14contrappongono gli schieramenti di chi detiene vada data precedenza alla libertà di informazione e chi ha il diritto alla privacy.
00:21La Corte di Giustizia dell'UE si è pronunciata in particolare su richiesta di due dirigenti di un gruppo di
00:26società di investimento che avevano chiesto a Google di rimuovere, ovvero deindicizzare, dai risultati sulla ricerca online dei propri nomi
00:34alcuni articoli di critica del modello di investimento del gruppo e di rimuovere anche le loro fotti in miniatura visualizzate
00:40nella ricerca.
00:41Tuttavia Google aveva replicato di non sapere se le informazioni fossero sbagliate o meno e nella controversia è stato infine
00:47un tribunale tedesco a chiedere alla Corte a Lussemburgo di pronunciarsi sull'equilibrio del diritto all'oblio.
00:52Per la Corte il motore di ricerca deve deindicizzare, ossia togliere dal risultato tali informazioni e soprattutto secondo i giudici
01:00che presente la richiesta non deve esibire per prova una decisione giudiziaria contro l'editore del sito internet in questione,
01:06basta che forniscano prove che si possano trovare ragionevolmente.
01:10Deve cioè presentare elementi di prova pertinenti e sufficienti idonei a corroborare la richiesta e atti a dimostrare il carattere
01:17inesatto delle informazioni incluse nel contenuto indicizzato.
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