00:00Un errore materiale come volta accade nei lavori parlamentari di messa a punto del testo,
00:05ma che non dovrebbe avere effetti negativi per le aziende e che potrà comunque essere
00:08risolto. Nel testo del decreto aiuti, provvedimento in queste ore al centro di una diatriba politica
00:13forte che metterà alla prova la tenuta dalla maggioranza di governo, come segnalato da
00:17alcune associazioni di impresa, c'è infatti un errore che potrebbe potenzialmente limitare
00:21di molto le aziende in grado di accedere ai ristori sul caro energia. E però, come spiega
00:25Compartigianato, si tratta di un errore facilmente rimediabile che già ora comunque non dovrebbe
00:29inficiare il meccanismo di ristori previsto all'approvedimento del governo Draghi. In
00:33sostanza, al momento della conversione del decreto, il legislatore ha utilizzato un riferimento
00:37sbagliato, scegliendo la vecchia formula agli aiuti di Stato. I ristori sotto forma di credito
00:42di imposta ricadono in questo modo in limiti quantitativi fissati a 200.000 euro. Un tetto
00:47che tuttavia ingloba anche i vari aiuti ricevuti negli ultimi tre anni, comprendendo quindi anche
00:52i ristori sotto varie forme durante la crisi Covid. Per molte aziende questo tetto verrebbe
00:56così raggiunto o sfondato, bloccando la possibilità di ricevere il credito di imposta previsto
01:00dal DL aiuti. Per fortuna, però, rileva con fartigianato, vige ancora la deroga dell'Unione
01:05Europea. Con il quadro temporaneo di crisi, varato durante la pandemia, la Unione Europea
01:09ha concesso ai paesi, fra cui l'Italia, di compensare parzialmente la spesa su gas ed elettricitÃ
01:14delle imprese, in particolare di quelle energivore, con un tetto massimo di 2 milioni di euro.
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