00:00Ha ripreso vigore in tutta Italia la protesta dei pescatori contro il caro gasolio. Gli operatori
00:06del comparto ittico non riescono più a rientrare nei costi della propria attività , essendo
00:10triplicati in pochi mesi. Dall'inizio del conflitto russo-ucraino a oggi sono andati
00:15in fumo circa 200 milioni di euro rifatturato. Di conseguenza potrebbero scarseggiare sui
00:20mercati alcune specie di pesce. A stimare per la prima volta con l'Ansa gli effetti
00:25del caro gasolio sul settore ittico e la fedagri pesca cof cooperative su un fatturato in
00:30tempi di pace, ovvero al netto dell'impennata dei costi di carburante. E in molte famiglie
00:35è già scattato l'effetto scorta, come avvenuto per il lockdown, e quindi chi può acquista
00:40e congela pesci, molluschi e crostacei per paura di non trovare prodotto ittico nazionale.
00:45Quanto ai prezzi in pescheria o ristorante, rileva un monitoraggio dell'associazione,
00:50si registrano complessivamente da marzo a oggi aumenti fino al 30% per il consumatore
00:55finale e praticamente nulla in più per le tasche del pescatore. Secondo fedagri pesca
01:00potrebbero scarseggiare sui mercati prodotti italiani di fine stagione, come acciughe e
01:04sardine, ma anche nasello, pesce spada, sogliola e spigola. Una situazione è tornata a essere
01:09incandescente nelle ultime ore. Dopo il fermo dei pescherecci nella prima settimana di marzo,
01:14la tensione nelle marinerie da nord a sud è altissima, molti pescatori hanno deciso di non
01:19uscire in mare e di protestare.
Commenti