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  • 1 giorno fa
Trascrizione
00:00A pochi giorni dalle nuove scadenze sui pagamenti del gas a Mosca, l'Unione Europea apre alla
00:05possibilità per le aziende europee di procedere assecondando le richieste del Cremlino pur
00:09senza violare le sanzioni. Il divieto di pagare i rubli resta, ma le società, una volta versata
00:14la somma in euro o in dollari con una dichiarazione pubblica, potranno considerare rispettati i
00:18loro obblighi contrattuali con Mosca. A quel punto, la conversione in rubli è un passaggio
00:22che riguarderà soltanto la Russia e al quale Bruxelles si ritiene estranea. Il rebus di
00:27non facile soluzione è nato il 31 marzo scorso, quando il Cremlino ha varato un decreto che
00:31obbligava le aziende europee ad aprire due conti per acquistare il gas, uno in euro e uno in
00:36rubli, decretando l'adempimento dei patti solo una volta che il versamento fosse stato convertito
00:41in moneta nazionale. L'ordinanza però non precisava la tempistica per il cambio di valuta
00:45e coinvolgeva direttamente la banca centrale russa, colpita dalle sanzioni dell'Occidente,
00:49tutti elementi che, secondo gli esperti europei, si traducevano in un'elusione delle misure restrittive.
00:54Bruxelles ha messo dunque nero su bianco che gli sborsi potevano essere eseguiti esclusivamente
01:00in euro o in dollari, senza però mai fare riferimento ai rubli. Un approccio che a diversi
01:04stati membri non è bastato. In tanti, Italia inclusa, hanno chiesto maggiore chiarezza.
01:09Il primo spiraio è arrivato nel weekend scorso, direttamente da Gazprom, che, in una
01:13lettera inviata ai clienti, ha assicurato che i versamenti possono essere completati in euro
01:17e ha dichiarato l'estraneità della banca centrale russa al cambio di valuta, escludendo
01:21quindi un ruolo diretto dell'Istituto centrale nel merino delle sanzioni.
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