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  • 1 giorno fa
I Rockin'1000 hanno conquistato Torino: 30mila spettatori per i 1.050 musicisti della più grande rock band del mondo che si è esibita per la prima volta all’Allianz Stadium sabato 30 maggio. Una formazione composta da 200 cantanti, 200 batterie, 200 bassi, 350 chitarre, 60 tastiere, 30 fiati e una speciale sezione di archi ha dato vita a uno spettacolo unico e travolgente. Alla formazione hanno preso parte musicisti di ogni età - dal più giovane partecipante, un batterista di appena 9 anni proveniente da Latina, al più anziano, un bassista di 78 anni arrivato da Torino - provenienti da 31 Paesi nel mondo, tra Europa, Stati Uniti, Brasile, Cina e Australia.

Alla conduzione del maxi show Lodovica Comello - che si è anche esibita con i Mille in Proud Mary dei Creedence Clearwater Revival -, i super ospiti Elio e le Storie Tese - hanno festeggiato insieme ai mille il trentennale de La Terra dei Cachi e si sono esibiti in una dimensione inedita di Shpalman - e Nitro - penna di riferimento della scena rap italiana, che ha fatto esplodere lo stadio con Killing in the name dei Rage Against The Machine.

Un live travolgente, due ore filate di musica rock dal vivo, che ha inaugurato la prima stagione musicale dell’Allianz Stadium, aperto per la prima volta ai grandi concerti con un evento già nella storia. Il concerto ha segnato il ritorno di Rockin’1000 a Torino, dopo l’esibizione del 2022 in Piazza San Carlo in apertura della serata finale dell’Eurovision Song Contest, questa volta con un concerto interamente firmato dalla band.

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Guidati dai maestri d’orchestra Daniel Plentz, direttore musicale alla settima esperienza alla conduzione della band, produttore, polistrumentista e membro della band Selton, e Rodrigo D'Erasmo, violinista, compositore e direttore d’orchestra noto anche per il suo lavoro con gli Afterhours, i 1.050 musicisti si sono esibiti sulle note dei grandi classici del rock: da Bittersweet Symphony dei Verve a Learn To Fly dei Foo Fighters, da Stairway To Heaven dei Led Zeppelin a brani di Who, Beatles, Beach Boys, Oasis, Kings Of Leon e Sex Pistols. Una scaletta che racconta la storia del rock dando vita a un’esperienza collettiva, capace di coinvolgere pubblico e performer in un’energica celebrazione della musica.
Il discorso dell'ideatore di Rockin’1000 Fabio Zaffagnini
Durante il concerto, l’ideatore di Rockin’1000 Fabio Zaffagnini ha preso la parola per ribadire il significato e i valori della band lanciando un forte messaggio di inclusione: «Da dieci anni, ai nostri eventi, mi prendo cinque minuti per raccontare la  bellezza di questo evento: persone diverse che fanno musica insieme, bambini, anziani, manager e impiegati, professori e studenti [...]. Ma attenzione, qui dentro la diversità non riguarda solo la provenienza o l’età, qui dentro, la diversità riguarda anche le idee, le  convinzioni ed i pensieri. Inclusione significa soprattutto accettare quelli con cui non siamo d'accordo. [...]

Noi di Rockin’1000 pratichiamo l’inclusione e qui dentro accogliamo tutti,  ma c’è una condizione: che le persone vengano per costruire e non per  dividere. Chi vuole dividere non è ben accetto E quello che costruiamo è una sfida alla regola non scritta che dice che  quelli sfigati come noi non possono ambire a suonare in uno stadio. E invece eccoci qua, in tanti e tutti diversi, a fare del rock».

Prossima fermata Manchester: la più grande rock band del mondo tornerà a esibirsi oltre confine il 10 ottobre 2026 per la prima volta all’AO Arena di Manchester.

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