00:02La notte elettorale non ha scatenato uno tsunami politico contro l'establishment.
00:06Pur dimensionando i partiti tradizionali, la Svezia non ha ceduto più di tanto alle
00:10lusinghe populiste, confermando il suo sistema bipolare.
00:14Più di otto elettori su dieci hanno votato per una delle due alleanze che si alternano
00:18al potere ormai da decenni.
00:20Appaiate attorno al 40%, centrodestra e centrosinistra rischiano lo stallo, a meno di un accordo
00:25di non belligeranza che, come già in passato, consente ad uno dei due blocchi la formazione
00:29di un governo di minoranza.
00:31Ipotesi percorribile ma non facile, perché entrambi i leader dei due principali partiti,
00:35socialdemocratici e moderati, hanno già rivendicato per sé il ruolo di primo ministro.
00:39In soccorso della governabilità del paese potrebbero allora arrivare gli svedesi democratici, finora
00:44confinati dentro un cordone sanitario, innalzato intorno a loro da tutte le altre forze politiche.
00:49Se viceversa il centrodestra decidesse di aprire un canale negoziale con i populisti, di certo
00:54non un'alleanza di governo, piuttosto un accordo per un sostegno esterno al nuovo esecutivo,
00:58a quel punto avrebbero la strada spianata per governare.
01:01Lo scenario più probabile, con o senza l'aiutino della destra radicale, appare dunque un nuovo
01:06governo di minoranza, il terzo consecutivo, con una ristretta base parlamentare e conseguenti
01:11inevitabili vincoli operativi.
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