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  • 20 ore fa
Trascrizione
00:03Io sono un uomo ridicolo, ora mi chiamano Vazio.
00:11Già la scorsa settimana abbiamo parlato di questo spettacolo tratto dal racconto di Dostoevsky
00:16Il sogno di un uomo ridicolo, ma vogliamo tornarci sopra anche oggi per sottolineare attraverso
00:20le immagini la prova d'attore di Gabriele Labbia, di cui vi proponiamo alcuni frammenti
00:25di intervista.
00:26Io sono un uomo ridicolo e per gli altri sono un pazzo, ma che cosa è peggio essere
00:37nella società? Ridicoli o pazzi?
00:40Credo che la cosa peggiore sia la discriminazione. Noi apparteniamo a una società fortemente discriminante
00:51e oggi in maniera particolare credo che questa forza discriminante della nostra società è
01:00più forte che in altre epoche proprio perché la nostra società in qualche modo si senta
01:07aggredita dal diverso, dallo straniero, dall'altro che viene. Abbiamo paura dell'altro perché?
01:15Perché dentro di noi probabilmente quest'altro smuove qualche cosa che è dentro il nostro profondo
01:22e sull'altro noi proiettiamo tutto il negativo che c'è dentro di noi.
01:26Ora credo che il messaggio più forte di questo racconto sia proprio in questa apertura verso
01:37gli altri. Quando Dostoievski dice alla fine ama il prossimo tuo come te stesso, sa perfettamente
01:45che è impossibile realizzare questo comandamento, perché è una pura utopia. Come si fa ad amare
01:53il prossimo come se stessi. Intanto qual è il prossimo? E poi siamo sicuri di amare noi stessi.
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